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Essere felici

Di Virginio De Maio   
Essere feliciPrendi il dialogo interno di Giovanni, un ragazzino di 14 anni, e ti accorgi che si può essere saggi anche senza avere i capelli bianchi o aver girato il mondo. Così giovane, con tutta la vita davanti e il sogno di essere felice, no! non contento o allegro, vuole proprio essere felice. Una filosofia semplice che può diventare un modo di vedere la tua vita e realizzare qualcosa di buono.

Ecco il dilemma: giocare in difesa, dove lo vuole la sua famiglia, i suoi amici e la sua scuola, oppure in attacco dove lui crede di essere destinato?

Non è una questione di chi ha ragione, perché forse nulla può essere vero per tutti e in tutte le circostanze, ma è una questione di convenienza. A stare in difesa si ci può accontentare, ogni tanto essere allegri e sentirsi bene, e se proprio capita di soffrire lo si fa lentamente, con poco dolore, tutta la vita. 

Invece a me piace la filosofia di Giovanni. Anzi, io voglio giocare in attacco, come lui, e voglio andarmi a prendere le cose felici della vita, perché non so se è vero sempre che a stare avanti si è più felici, ma forse conviene sempre.

Essere felici.

 

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La vendita a telefono

Di Virginio De Maio   
La vendita a telefonoOgni giorno aggiungo 5 numeri alla lista delle telefonate da rifiutare automaticamente, è molto raro che qualcuno riesca a catturare la mia attenzione per vendermi qualcosa.

Un po’ perché la vendita con telefonate a freddo è finita, tramontata, definitivamente seppellita, un po’ perché la maggior parte degli operatori telefonici sono costretti a considerare il cliente come un “numero” e non come un’esigenza da soddisfare. Del resto, spesso, sono numeri anche loro.

Tutti che vogliono venderti qualcosa, pochissimi desiderano che tu risolva davvero i tuoi problemi. Questa è la percezione che porterà “la vendita telefonica” ad estinguersi nei prossimi anni, a meno che non ci sia una vera qualificazione del target e dell’approccio consulenziale.

Nella scena tratta da “1 km da wall street”, un ignaro operatore incappa in un cliente esigente, non tanto per il servizio, ma soprattutto per la “forma” della telefonata; d’altra parte Seth è un broker che con il telefono guadagna milioni di dollari e non sopporta che qualcuno tratti la vendita come una “probabilità”.

Un numero e nient’altro. 

Non sopporta che qualcuno voglia vendergli qualcosa, senza neppure avere chiarezza sui motivi per cui un cliente dovrebbe sceglierlo.  “Dimmi, perché dovrei comprare il tuo giornale e non il Times... non il Voice?”
 

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