Scena sulla collaborazione: costruire steccati, ne vale la pena?

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E’ stato difficile dare una connotazione precisa a questa scena. Ci fa riflettere sulla comunicazione, sulla collaborazione, sulla competizione e non ultimo, sulle possibili strategie da adottare in futuro.

Ad esempio,

in un momento in cui riusciamo ad intravedere l’onda dello tzunami che spazzerà via il mondo del business per come veniva concepito prima del covid2019, avrà più senso costruire steccati?

Naturalmente non mi riferisco alle recinzioni di legno per delimitare la proprietà, ma alla bellissima metafora su cui abbiamo l’opportunità di riflettere grazie al film ” Edison”.

Da un lato siamo costretti alla distanza sociale, ma dall’altro abbiamo un disperato bisogno di unirci, di stare vicini, per non sentire il freddo del gelido inverno. Vediamo dunque la storia cosa ci insegna.

La “guerra delle correnti”: è così che è passata alla storia la concorrenza imprenditoriale nel campo dell’energia elettrica, tra Thomas Edison e George Westinghouse. Inventore ambizioso e geniale il primo, venditore d’esperienza e con un ottimo intuito l’altro.

I due hanno passato anni a contendersi gli appalti per l’illuminazione delle città americane, fin quando Westinghouse fa “il colpaccio” aggiudicandosi quello per l’illuminazione della fiera di Chicago del 1893 (grazie anche all’aiuto di Tesla).

L’inventore ha da sempre utilizzato tattiche scorrette per minare il suo avversario: l’elettricità dopotutto è una sua “creatura”, e nonostante egli ne abbia la paternità deve dividerne i profitti:

“una delle persone da un lato dello steccato l’ha ideato, quella persona da un lato l’ha costruito, e quella persona lo ha pagato; eppure quell’altra persona si ritrova con un bello steccato gratis!”

Per non parlare delle questioni etiche legate allo sviluppo dalle invenzioni della prima sedia elettrica, e dei futuri progressi che potrebbero venire fuori in questo settore.

Invece di replicare, Westinghouse fa una cosa: chiede all’uomo come ci si senta, ad essere l’ideatore di una delle scoperte più sensazionali dell’umanità. Perché al contrario dell’altro, George non si sente minacciato: ha più volte chiesto ad Edison di collaborare, e sa benissimo che il suo successo è nato da una profonda attitudine agli affari, senza la quale, probabilmente, l’energia elettrica non sarebbe stata da subito alla portata di tutti.

La soluzione sarebbe dividere il costo dello steccato; oppure non costruirlo affatto, lo steccato

Competizione o collaborazione?

Questa è la prima scelta che dovremo affrontare nei prossimi mesi e mai come ora il monito ” l’unione fa la forza” potrebbe essere l’unica ancora di salvezza, in uno scenario nel quale la “sopravvivenza” è minacciata.

A guardare bene, le parole “concorrenza” e “collaborazione” hanno anche la stessa radice: “con – currere”, vuol dire letteralmente “correre insieme verso l’obiettivo”, mentre “con – laborare” significa “lavorare insieme”.

Nella teoria del margine incrementale di W. Brian Arthur, si paragonano i mercati a delle torte: si può combattere per accaparrarsi una fetta più grande o collaborare per costruire una torta sufficiente a sfamare tutti. Collaborare con chi? Con i nostri concorrenti!

La storia dell’economia è costellata di sinergie di successo tra concorrenti che hanno avuto effetti positivi per loro e per il cliente. Storicamente, anche il successo di George Westinghouse nel campo dell’energia elettrica, è dovuto in buona parte alla fiducia che l’uomo pose nei confronti di Nikola Tesla, e nei suoi brevetti.

La stessa collaborazione avrebbe potuto essere estesa anche ad Edison, che rifiutò la proposta che vedete in questa scena, perdendo la grande battaglia dell’energia, ma rifacendosi con l’invenzione dei primi dispositivi cinematografici.

Il futuro non sarà solo un posto oscuro e incerto, ma anche un’epoca piena di opportunità . Le sapremo cogliere ? Buona parte della risposta dipenderà dalla nostra capacità di “sradicare steccati” , “abbattere barriere” e costruire partnership

Davvero nessuno può vivere in maniera indipendente dall’altro. La distanza sociale alla quale siamo costretti, ci ha insegnato nel più duro dei modi quanto siamo profondamente interconnessi, e quanto la serenità del nostro futuro dipenderà dalle nostre collaborazioni, e dalle nuove idee a cui ci stiamo approcciando.

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