Scena sul feedback: Benedire “i metti i piedi per terra”

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Ho faticato a trovare una copia del film “La musica del cuore”, ma devo dire che ne è valsa la pena. Fosse solo per questa scena che ci ricorda l’importanza del feedback.  In un mondo in cui tutti prendono le “critiche” come qualcosa di negativo è arrivato il momento di osservarle dalla giusta prospettiva.

Proprio qualche giorno fa leggevo le riflessioni di Alan Cohen sul libro “Un corso in miracoli”. Cohen , che stimo molto come autore, sostiene che “i metti i piedi per terra” vanno considerati come una mano dal cielo per chiunque sia  sulla strada del miglioramento personale e del risveglio.

Ma chi sono “i metti i piedi per terra”?

Nella scena proposta, Roberta  (Meryl Streep)  è una di loro. Si tratta di un’insegnante di musica che si ostina a migliorare la vita di alcuni bambini in un quartiere disagiato di New York. Riuscire a trasformarli in bravi musicisti diventa un’ossessione, ma spesso si fa prendere la mano.

Oggi ne sentiamo  di tutti i colori: maestre aggressive e prive di un senso morale che abusano della posizione degli alunni, ma anche di maestre eccessivamente permissive che vengono letteralmente travolte dall’assenza di educazione e disciplina. Dove sta il giusto ? Come sempre nel mezzo, ma mentre ad un livello teorico questo sembra essere abbastanza chiaro, sul piano pratico basta un rimproverò in più per mandare i genitori su tutte le furie.

Per chi ho rievocato questa scena e perché dovremmo benedire i “metti i piedi per terra”?

Per i genitori. Perché possano capire una volta e per tutte che “i metti i piedi per terra” sono una benedizione quando sfidano i bambini a tirare fuori la disciplina e potenzialità che altrimenti resterebbero inesplorate a forza di “carinerie” e atteggiamenti politically correct. So che per noi genitori è difficile da comprendere e uno dei motivi è perché ancora ce la teniamo a morte con tutti “i metti i piedi per terra” che abbiamo incontrato nella nostra vita. Forse per questo non riusciamo a progredire. Proviamo rancore e rabbia per chi ci ha ostacolato senza sapere che si è trattato di una mano dal cielo.

Pensaci. Saresti diventato ciò che sei diventato senza che qualcuno ti avesse riportato alla realtà? Senza che qualcuno ti avesse detto ad un certo punto che quella tua performance era da schifo? Senza che qualcuno ti abbia riportato con i piedi per terrà? Ognuno di noi dovrebbe sinceramente ringraziare chi ha fatto in modo che allenassimo i nostri muscoli , fisici e spirituali.  Le difficoltà, i feedback e le critiche aiutano a crescere in ogni ambito della vita, sia quello delle competenze che quello emotivo.

Ho scritto questo articolo anche per i manager. Quest’ultimi, molto più spesso, sono orientati  a feedback critici eccessivi, ma c’è una gran parte dei dirigenti aziendali che “non da feedback” , ne positivi e ne negativi, e questo è peggio che essere sbilanciati dall’una o dall’altra parte. Quindi, caro manager se fai spesso i conti con i rimorsi da feedback duri, forse questa scena ti aiuterà a comprendere che essere un “metti i piedi per terra” sarà una benedizione per i tuoi collaboratori e forse un giorni ti ringrazieranno.

Se invece sei incline a fare il “buonista” e praticare il tanto inefficace “volemosi bene” , sappi che contro ogni più rosea aspettativa sono i collaboratori a chiederti di essere “realista”. Anche se la scena può apparire fuori contesto, i bambini chiedono a gran voce che gli venga detta la “verità”. Forse la “verità” non è per tutti, ma senz’altro lo è per chi desidera crescere e migliorarsi. Alla fine la scelta è sempre nostra.

(nella nostra area riservata  trovi anche diverse scene tratte da film su come dare un feedback – qui il link per l’iscrizione : https://www.ilcinemainsegna.it/iscrizione/ )

Infine ho scritto questo articolo anche per i ragazzi, per i giovani collaboratori e le generazioni future. A voi dico: guardate le cose con obiettività. Certo la forma è importante, ma quando mancano ancora delle basi solide per via dell’esperienza, non si può che crescere attraverso il “dolore”. Metaforicamente vuol dire accettare le “critiche” per come arrivano e attivarsi per migliorare le proprie performance, senza prenderla sul personale.

Qualche anno fa Robert De Niro fece un discorso ai laureandi dell’accademia delle arti di New York molto diverso da quelli che si fanno di solito. Non si trattò di un discorso motivazionale, ma di un’ esortazione ad essere obiettivi con se stessi.

La prima cosa che disse fu “Da oggi comincia un lungo percorso di rifiuti e porte sbattute in faccia: è quello che i laureati prima di voi chiamano “mondo reale” e concluse dicendo “ci saranno delle volte in cui il vostro meglio non sarà buono abbastanza. Ci potranno essere le più svariate ragioni per questo […]Un rifiuto può far male ma, secondo me, ha davvero poco a che fare con chi siete.

In queste poche righe c’è il senso di questo articolo, di questa scena e del mio messaggio. I feedback aiutano a crescere e anche le critiche più aspre non definiscono mai “chi siamo”, ma solo quanto siamo disposti a dare per crescere in abilità.

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p.s.: ti ricordo che l’accesso alla membership  è per ora aperto a condizioni agevolate >>>  https://www.ilcinemainsegna.it/bonus/ 

“…se caso mai non vi rivedessi…

buon pomeriggio, buona sera e buona notte!”…

(The Truman Show)

Virginio

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La musica del cuore (Music of the Heart) è un film del 1999 diretto da Wes Craven. Acquistalo su Amazon

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