Scena sullo storytelling: una storia può fare la differenza

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Noi siamo fatti di storie, quelle che da bambini ci raccontavano per farci addormentare e che noi, a nostra volta, raccontiamo ai nostri figli, dei miti e delle leggende greche apprese tra i banchi di scuola, siamo fatti delle storie dei personaggi che leggiamo nei libri e che ci emozionano nei film.

Le amiamo perché hanno quel potere straordinario di farci immedesimare nelle esperienze altrui e di far emergere delle sensazioni che sono solo nostre, dando continuità a vite, battaglie, vittorie, amori, mondi che rimangono fissati nell’eternità.

“Il racconto inizia con la storia stessa dell’umanità” ha scritto a tal proposito Roland Barthes.

“… mi sono reso conto, dopo molti vani tentativi, che in un’aula di tribunale chiunque racconti la storia migliore vince!”

così risponde l’avvocato John Quincy Adams, sesto presidente degli Stati Uniti, a Theodore Joadson, un attivo abolizionista che, in questa scena tratta dal film “Amistad”, gli chiede consiglio sull’omonimo caso giudiziario di cui si sta occupando. Il film si ispira alla storia vera dell’ammutinamento di alcuni schiavi africani avvenuto nel 1839 a bordo della nave Amistad sulle coste africane.

“Qual è la loro storia?”

Piuttosto che affannarsi a cercare a tutti i costi delle prove che possano supportare la causa, l’avvocato gli consiglia di indagare sulla vera storia degli schiavi. E la storia di una persona non sono solo le sue origini. Gli schiavi non sono solo “dell’Africa occidentale” così come Joadson non è solo “un georgiano”.

“… quello che non sapete e, da quanto ho visto, non vi siete presi la briga di scoprire, è chi sono”

Adams gli sta suggerendo di fare leva sull’empatia e sul coinvolgimento emotivo della platea in tribunale. Perché lo storytelling è qualcosa in più che il semplice raccontare storie. Lo storytelling è l’atto del narrare e la narrazione non è solo parole, ma suggestioni, immagini, colori, emozioni.

L’arte di raccontare storie oggi appartiene a tutti, a chi si occupa di formazione, di politica, di affari, di marketing. Sì, raccontare è diventato il modo migliore per incuriosire i clienti, potenziali e fidati, e spronarli ad acquistare.

Le aziende hanno compreso che per migliorare la fiducia riposta nel proprio brand e poter creare un rapporto stabile nel tempo con il proprio pubblico, devono necessariamente investire sulla capacità di stabilire un legame di tipo empatico con esso. Ecco che creatività, empatia ed intelligenza emotiva entrano in gioco e diventano strumenti potentissimi che possono fare la differenza nella scelta tra un prodotto/servizio e l’altro.

Per capire praticamente di cosa stiamo parlando immaginiamo di trovarci tra gli scaffali del supermercato e di dover scegliere tra due marche di biscotti: gli ingredienti e il valore nutrizionale sono gli stessi, la fascia di prezzo anche. Quale scegliere?

La seconda marca, con un packaging molto più curato, sul retro racconta in breve la storia dell’azienda, i valori che hanno ispirato i suoi fondatori, racconta dell’antica tradizionale ricetta di famiglia tramandata da anni di generazione in generazione e che rappresenta il segreto della bontà del prodotto, ogni mattina protagonista indiscusso delle colazioni di tante famiglie italiane.

Ancora indecisi su quale sarebbe stata la vostra scelta?

Ecco come lo storytelling diventa parte fondamentale del marketing, permettendo all’azienda di raggiungere i suoi clienti e toccarne le corde più profonde attraverso non una semplice narrazione, ma quella della propria storia.

Pensando ad un esempio di storytelling aziendale da riportare, mi viene immediatamente da pensare all’Ikea, che ne ha fatto uno degli strumenti principali della sua strategia di marketing.  Tutte le campagne Ikea raccontano comuni scene di vita quotidiana, feste di compleanno, il Natale, cene di famiglia, storie d’amore, la nascita di un bambino. La stessa campagna di storytelling ideata nel 2017, “Siamo fatti per cambiare”, vuole comunicare il  cambiamento di valori di un gruppo di amici, dall’adolescenza alla vita adulta. Raccontare le storie di persone che scelgono Ikea per arredare la loro casa, teatro dei momenti più belli, ha lo scopo di farci immedesimare in questi frammenti di vita.

Oltre a costituire uno strumento strategico potentissimo per coinvolgere il cliente, fare storytelling in azienda è importante soprattutto nell’ambito della comunicazione interna istituzionale, perché contribuisce a creare e consolidare una solida identità della realtà aziendale, che permette ad ogni membro dell’organizzazione, dipendente o collaboratore di sentirsi parte attiva della storia e degli obiettivi dell’impresa.

È costruendo una storia intorno alla propria mission, che un brand riesce a raggiungere il cuore e la vita delle persone.

Qual è la tua storia? Raccontala ed emoziona perché, anche nel business, chiunque racconti la storia migliore vince!”.

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Scena sullo storytelling tratta dal film "Amistad"“Amistad” è un film statunitense del 1997, è il primo film Dreamworks diretto da Steven Spielberg.

 

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Scena sullo storytelling tratta dal film "Amistad"“Le Nuove Regole delle Vendite – Come usare agile selling, engagement in tempo reale, big data, contenuti e storytelling per aumentare il vostro business” di David Meerman Scott – Acquistalo su Macrolibrarsi.it

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