Scena sul team: guardare alle risorse, non ai problemi

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Quella mostrata nella clip sul team, è la scena centrale de “La città incantata”, il primo film d’animazione giapponese a vincere, nel 2003, l’Oscar come miglior film della sua categoria.

Il pluripremiato capolavoro del maestro Hayao Miyazaki parla delle avventure di Chihiro, una bambina umana che, persasi nel mondo degli spiriti, intreccia con loro dei legami duraturi, imparando a tenere al prossimo ed a migliorare se stessa, arrivando finalmente a salvare i suoi genitori ed a riconquistare la libertà.

La città incantata” racconta cosa voglia dire crescere, è un film sul rito di passaggio che ci trasforma da bambini in adulti.

All’inizio del film conosciamo Chihiro come una bambina indolente, timida e spaventata, che accetta passivamente ciò che le viene imposto, senza avere il coraggio di prendere decisioni autonomamente. Di quella passività, al termine della sua avventura, non ve n’è più traccia: dopo aver lavorato alle dipendenze dell’avida strega Yubaba, oberata dei compiti più duri e degradanti, dopo aver salvato la vita del suo amico Haku, e dopo aver addirittura perso il suo nome, Chihiro ha ormai acquisito fermezza, coraggio e, soprattutto, volontà d’azione, mostrando assertività e responsabilità proprie di una maturità più adulta.

La clip analizzata in questo articolo è centrale nella sua presa di coscienza, e riesce a cambiare persino il comportamento della sua “datrice di lavoro”, Yubaba. La strega, infatti, mal sopporta la razza umana ed obera la bambina dei lavori più duri e  degradanti, arrivando addirittura, per tenerla tra le sue grinfie, a rubarle il nome ed a ribattezzarla Sen. È perfettamente logico quindi che sia l’odiata Sen a servire il fetido Dio Putrido: un’ulteriore sfida della crudele strega atta a spezzare la sua  determinazione; invece la bambina mostrerà qui la propria crescita!

Infatti, mentre in precedenza era stata sballottata impotente dagli eventi, qui assume per la prima volta una posizione pro-attiva nei confronti del problema che le si presenta davanti: piuttosto che guardare al mostro maleodorante con disgusto, Sen scorge la possibilità di provare il proprio valore, ben consapevole che nessuno dei dipendenti si sarebbe certo azzardato ad aiutarla. Grazie ad una rapida intuizione ed al suo spirito d’osservazione estrae il mare di spazzatura intrappolato nello spirito del fiume, liberandolo e salvando la situazione!

Possiamo così osservare che la purificazione dell’antico spirito è stata possibile grazie all’uso di due fondamentali capacità di problem solving, una applicata da Sen, l’altra da Yubaba: l’identificazione delle risorse e la gestione del team, rispettivamente.

Come già detto, l’ottima intuizione di Sen non è dettata dalla semplice ottemperanza  agli ordini ricevuti, ma dal pensiero critico derivato dall’analisi dei propri strumenti – in questo caso l’abbondanza di tessere per l’acqua medicamentosa – che la spinge a prendere parte attiva nella risoluzione del problema, pur accettando di buon grado aiuto da parte dei suoi colleghi.

Sen passa così da essere un individuo passivo e recalcitrante ad un membro attivo e collaborativo all’interno di un gruppo.

Yubaba, d’altro canto, non ha mai nascosto il suo disprezzo per la bambina. Tuttavia, quando la situazione richiede la collaborazione di tutti, la strega abbandona ogni riserva che ha nei confronti di Sen, assecondando la sua intuizione ed impiegando lei come una risorsa al pari degli altri suoi dipendenti.

Qui Yubaba offre una esemplare dimostrazione di leadership, accantonando la propria altezzosità per poter guidare compattamente il suo “team” verso la soluzione del problema. Non solo, asseconda persino le iniziative di Sen e Lin senza renderle colpevoli di mancanza di disciplina, una volta compresa la loro utilità.

Ovviamente, in circostanze ideali, la coordinazione del team verso un obiettivo comune dovrebbe essere dettata da uno spirito di comunità, non solo dalla prospettiva di un profitto, ma in questo caso la strega dimostra una rimarchevole flessibilità nel passare dal vilipendio di Sen al suo riconoscimento come importante risorsa.

Yubaba si rende qui una leader che guida i propri dipendenti, piuttosto che una tirannica “padrona”, preoccupata solo a sfruttarli.

Tornando infine al concetto di rito di passaggio, è in fondo la crescita personale di Chihiro a provocare miglioramenti in tutti i suoi compagni: non perché questi siano fondamentalmente diversi, ma perché hanno imparato a valorizzare le proprie qualità; lezione che possiamo anche applicare nell’ambiente in cui viviamo, lavorativo e personale.

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1 commento

  • MARIO_CABRIOLU 1 mese fa

    Della serie “Pecunia non olet” quì espresso nel senso più positivo e da cui alla fine tutti ne traggono un’insegnamento.
    Buona vita anime in cammino.

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