Scena sulle risorse umane: Ognuno ha il suo target

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Di Virginio De Maio

Il Contesto

Un bambino diventa adulto durante la notte. Per poter sopravvivere è costretto a lavorare e fa richiesta in un’azienda che costruisce giocattoli. Non poteva andargli meglio! La sua “conoscenza” del settore servirà a qualcosa?

Il punto di vista del trainer

Esclusiva sequenza di scene tratte dal film “Big”, la cui trama è identica all’italiano “Da grande”, con Renato Pozzetto.
In “Big” è Tom Hanks ad interpretare Josh, il ragazzino le cui preghiere vengono esaudite in una notte, ritrovandosi grande e senza lavoro.

La sequenza è utile per mostrare al proprio pubblico quanto può essere vincente avere le “persone giuste al posto giusto”.
Inizia con i rimproveri del Presidente al team di ricerca e sviluppo:

“Non mentiamo a noi stessi, il giocattolo tira se piace ai bambini”
“…Funzionava nella ricerca, nel collaudo, ma non funziona con i bambini”

Nessuno può dare un feedback più preciso del proprio “target”, soprattutto quando si cerca di fare “ricerca e sviluppo” da una scrivania analizzando solo “sondaggi”, “ricerche” e “statistiche”. C’è bisogno che il prodotto/servizio sia provato sul campo e che un feedback sincero arrivi dai diretti interessati.

In tal senso, l’assunzione di Josh, giovane, smaliziato e “vitale”, come lo definisce il Presidente, è un dono della provvidenza. Ovviamente nessuno sospetta che si tratta di un corpo adulto con la mente di un bambino; tuttavia, ciò che conta è riuscire a valutare i giochi, proprio come farebbe un ragazzino della sua età. Gli altri, infatti sono troppo presi dai compiacimenti, dalle politiche e dai numeri.

E’ divertente il momento in cui Josh chiede “Cosa sono i piani marketing?”, mosso da una sincera curiosità, mentre il Presidente sogghignando la crede una domanda retorica. Del resto il motivo per cui si incontrano in un grande “store” di giochi è speculare:
Josh vuole divertirsi, il Presidente vuole capire come si divertono i suoi clienti. Quindi chi meglio del “bambino cresciuto” può essergli utile?

  • Il mini hokey non è più tanto divertente perché i giocatori non si muovono
  • Guerrieri stellari è bello perché ognuno sposta i pezzi come vuole
  • I galattici non divertono perché c’è un solo robot e nessun veicolo planetario
Insomma, Josh detta una prima strategia: più interattività e coinvolgimento. La riunione finale contrappone la sua capacità di “sentire” il bisogno del target, a quello di agire in maniera fredda e distaccata come se bastassero statistiche e numeri a tirare le somme.

La storia di “Big” può aiutare il relatore a stimolare il gruppo, anche chiedendo:

Quali prove possiamo implementare per testare i nostri servizi?
Chi sono i destinatari dei nostri sondaggi?
Come reagirebbero i nostri clienti a questo “prodotto” o “servizio”?
Cosa può renderci “ciechi” di fronte ai feedback dei nostri clienti?

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“Big Un film di Penny Marshall con Robert Loggia, Elizabeth Perkins, Tom Hanks. USA, 1988

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