Scena sulla gratitudine: Ho scoperto Pollyanna

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Di Virginio De Maio

Ho scoperto questo film grazie al libro di Rhonda Byrne “The Magic”. Pollyanna è cresciuta credendo che in ogni accadimento c’è sempre qualcosa di buono, merito soprattutto del padre che sin da piccola le consigliava di fare il “gioco della felicità”, un esercizio mentale per scovare qualcosa di positivo anche nelle esperienze peggiori.

Riprendendo un passo dal libro:

“Il gioco consiste nel trovare il maggior numero di cose di cui rallegrarti, soprattutto se stai attraversando una situazione difficile. Quando si è in acque agitate, la ricerca di ciò che determina la nostra gioia o gratitudine facilita la comparsa della soluzione al problema”.

Le due scene proposte sono solo alcuni dei momenti in cui Pollyanna cerca di convincere gli adulti in conflitto tra di loro, della necessità di esercitare la gratitudine. Nella prima scena, l’orfanella prova a risollevare il morale della zia molto malata e le racconta di quando, invece di una bambola, ricevette un paio di stampelle.

Zia: Non vedo quale felicità possa esserci in un paio di stampelle.
Pollyanna: Altroché! La felicità di non doverle usare.

Durante i miei corsi mi è capitato di raccontare di come i marines concludono i loro addestramenti. Corrono da una parte all’altra di una trave, lunga sette metri e larga 30 centimetri. La trave è poggiata a terra e nessuno dei soldati cade. Quando la stessa trave viene innalzata su due piloni alti circa 3 metri, più del 50% di loro perde l’equilibrio. Come mai? Cosa è cambiato nei dati di fatto? Nulla.

La trave è sempre lunga 7 metri e larga 30 centimetri. Ciò che cambia è il “focus” mentale: prima erano concentrati su ciò che era ben saldo a terra. Ora si concentrano su ciò che manca, il vuoto. La mancanza alimenta la paura.

Così è per noi, quando siamo concentrati su ciò che “non abbiamo” e ciò che “manca”, inevitabilmente ne usciamo indeboliti, è un gioco a somma zero dove ogni nota negativa rinforza l’altra, attirando solo frustrazione e sconforto.

“Il segreto di Pollyanna” è un film della Walt Disney prodotto più di mezzo secolo fa, che andrebbe riproposto soprattutto oggi, concentrati some siamo su tutto quello che sta andando storto nelle nostre comunità. Ricordo ancora quando  l’istruttore di nuoto, volendo aiutarmi a fluire meglio nell’acqua, mi disse: “Il corpo va dove vanno gli occhi”. All’epoca praticavo lo stile dorso, provai ad abbassare lo sguardo e a guardare la punta dei piedi, ma in un attimo mi ritrovai giù e feci fatica a risalire.

Allo stesso modo, la nostra vita va in direzione del nostro sguardo. Cosa stiamo osservando in questo momento? Abbiamo forse dimenticato che siamo noi a scegliere di accendere o meno la TV, o che siamo noi a dar peso e significato alle cose?

Nella seconda scena, l’incontro casuale con un Pastore è l’occasione per ricordare le esperienze del padre, anch’egli uomo di chiesa, frustrato dall’incapacità di comunicare con i fedeli e il cui impegno portò ad una grande scoperta:

“Quando vai alla ricerca del male nel genere umano aspettandoti di trovarcelo, senza meno lo troverai (…) Se il buon Dio si è preso il disturbo di dirci 800 volte di essere lieti è ovvio che voleva proprio che lo fossimo”.

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“…se caso mai non vi rivedessi…
  
buon pomeriggio, buona sera e buona notte!”…
 

(The Truman Show)

Virginio

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Il segreto di PollyannaIl segreto di PollyannaUn film di David Swift con Adolphe Menjou, Karl Malden, Jane Wyman – Titolo originale “Pollyanna”. USA, 1960

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4 commenti

  • Angela 4 anni fa

    Grazie per I continui spunti …il cinema insegna è tra le cose più belle che ho su FB. Mi piace prendere i film come spunto per me è per gli altri e condivido sempre …….
    A volte diciamo le cose ma non hanno lo stesso effetto, ma se dette ed ascoltate da altri riescono a scuotere sicuramente!!!
    Ho tantissimi corti come spunto, pronta sempre a rivederli nei momenti di tristezza o di riflessione e li prendo come esempi nella vita!!!

    Grazie e complimenti ancora

    Rispondi
  • Virginio De Maio 4 anni fa

    Grazie davvero Angela,
    siamo onorati di essere al tuo servizio e delle migliaia di fan che ci seguono 😉

    Rispondi
  • anna 4 anni fa

    grazie è davvero un articolo interessante. Nei brani che nel tempo avete proposto ho sempre trovato spunti interessanti ma questo argomento, semplice e, per certi versi scontato, è per me il punto da cui partire per una crescita reale.
    baci
    anna

    Rispondi
  • Virginio De Maio 4 anni fa

    Ciao Anna,
    ho iniziato questo lavoro di ricerca circa 20 anni fa,prima da autodidatta e poi investendo migliaia di euro nella mia formazione.
    Ma se avessi letto questo libro “The magic” prima di ogni altra cosa probabilmente avrei raggiunto più obiettivi , con meno sforzo e molto prima .
    Quindi è proprio come dici tu : la gratitudine è qualcosa di semplice e scontato, ma è il punto da cui iniziare…
    grazie

    Rispondi

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