Scena sulla salute: Una medicina della salute

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Di Max Damioli

L’immagine più potente fissata nella mia mente che ho di Patch Adams lo ritrae in Afghanistan, vestito in giallo a pois rossi, con un cappello a paperetta e un bambino ferito gravemente da una mina in braccio.

Il bambino amputato e cieco da un occhio rideva a crepapelle e Patch piangeva calde lacrime.

La scena del film ritrae la Natura Profonda di Patch: compassione, interruzione di “moduli disfunzionali”, recupero dell’Energia Vitale. Una Medicina della SALUTE e non della MALATTIA.

Molti di noi pensano che sarebbe meglio avere ospedali e strutture sanitarie orientate all’ENERGIA VITALE invece che alla Malattia, ma sono solo belle parole perché in ciascuno di noi è fortemente radicato un modello di “salute” totalmente distorto e inficiato dal concetto stesso di “malattia”.

Noi pensiamo che la malattia sia un “demone” da esorcizzare e che ci sia un “mago” che ci darà una “pozione magica” che esorcizzerà il Demone e lo farà fuggire. Siamo molto delusi se il nostro Mago Guaritore non ci dà la pozione magica e riteniamo di cambiarne tanti quanti ne servono per trovare la pozione giusta.

Per cambiare approccio alla malattia e guardarla dal punto di vista della salute, bisogna cambiare paradigma, le fondazioni stesse di concetti come “malattia”, “disagio”, “sintomo”, “diagnosi”, “terapia”, “medicina”, “cura”, “guarigione”: fino a che non ci saremo messi d’accordo sul significato CONCRETO di questi termini, l’approccio alla malattia sarà sempre di tipo “militare” (farmaci “soldatini” che aggrediscono la malattia/demone).

Inoltre gli ospedali stessi (come nella scena del film) hanno colori, suoni, odori e sapori completamente associati al dolore e alla malattia. Sono, di fatto, Cattedrali del Dolore in cui i pazienti dei vari reparti si scambiano storie incredibili, mostrandosi ferite, punti di sutura e confrontandosi (spesso senza ascoltare la storia dell’altro) sulla propria esperienza di ospedalizzazione.

Che cosa ha fatto accadere Patch Adams in Occidente per la prima volta dalla nascita della Medicina? Ha creato attenzione alla PERSONA che sopporta e non alla malattia, alla SOLUZIONE e non al PROBLEMA.

Nella sua visione i pazienti hanno un NOME (che va ripetuto spesso!) e non un numero di letto o una malattia (“il tumore del 16”); hanno dei SOGNI, delle EMOZIONI, e – soprattutto – le RISORSE per GUARIRE.

Per fare questo salto di paradigma bisogna che noi per primi, nel chiuso delle nostre case, evitiamo di ingurgitare pillole auto prescritte (“l’anno scorso ho preso questa e mi ha fatto bene”) per “esorcizzare” il demone della “malattia” che ci tiene a letto o ci tappa il naso. E’ giunto il tempo per questa Umanità di ascoltare il proprio corpo, la propria Voce Interiore, i propri sogni.

Difficilmente una persona completamente felice e realizzata vedrà mai il corridoio di un ospedale e dunque più che potenziare gli ospedali, sarebbe bene potenziare i sogni delle persone e aiutarle a realizzarli.

Inoltre, avendo i rudimenti della Medicina Tradizionale Cinese, ritengo che l’approccio più funzionale non sia di “combattere la malattia”, ma di “espandere la salute”, dato che il corpo di una persona malata è per la maggior parte sano e funzionale e che il corpo SA come fare a tornare in equilibrio.

Senza contare, naturalmente, le sane abitudini quotidiane che fanno per la salute più di qualsiasi medicina.

E dunque per essere NOI il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo, è necessario che acquisiamo un nuovo Modello di Salute, fondato su abitudini alimentari e motorie sane, humor, passione e rispetto per noi stessi e per i messaggi del nostro corpo.

D’altro canto quando andiamo a trovare qualcuno in ospedale impegnamoci a portare un sorriso, una pacca sulla spalla (non quella rotta, se possibile!) e una ventata di vitalità: sosteniamo i pazienti con storie positive (ancorché inventate tipo: “mio cugino ha fatto la stessa operazione e ora sta davvero benone!”), diamo loro speranza e sostegno, ricordiamo ai degenti che fuori c’è una vita da vivere che ci aspetta piena di infinite possibilità che aspettano soltanto la loro (e la nostra) guarigione.

Non solo fisica.

Max Damioli

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8 commenti

  • Virginio De Maio 2 anni fa

    Spetta a me ringraziarti per primo Max.
    “una medicina della salute” che bel modo di descrivere un’esperienza che per molti ha un significato negativo.

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  • Melania 2 anni fa

    Buonasera a tutti! Purtroppo ho vissuto molte esperienze di “malattia” in famiglia ed è stato davvero difficile indorare la pillola. quando sei coinvolta in prima persona tutto diventa più difficile.

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  • Ip-Coaching 2 anni fa

    Tutti possiamo immaginare come sia stata “più sana” la medicina in passato.
    I medici che prima non esistevano se non nella veste di sciamani, curavano le malattie con le parole, con i racconti e i rituali.

    A volte prendevano parte alla guarigione degli elementi naturali come le erbe,ma tutto risiedeva nella mente del paziente : la malattia e la guarigione.
    Oggi nella medicina , come nella vita in generale, a farla da padroni non sono i medici e neppure i professionisti, ma le tanto ambite “multinazionali”.
    Troppe le questioni da mettere sul tavolo : l’etica, l’efficacia delle terapie, la sensibilità dei medici e il profitto personale.
    ma una alla volta queste questioni vanno affrontate a partire proprio dall’etica dei medici.

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  • Francesca 2 anni fa

    Personalmente trovo l’argomento molto interessante.
    Cambiare approccio verso la malattia e prima ancora verso la persona.
    Quando porto mia madre ogni 6 mesi a controllo, il medico si meraviglia che “stia bene”, per meglio dire che la sua malattia non peggiori e l’ultima volta quasi le diceva: ma che ci sei venuta a fare?
    Ci tengo a chiarire che non si tratta di una malattia mortale ma senza uno stile di vita accorto potrebbe avere delle conseguenze nel tempo ed anche serie.

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  • Antonio 2 anni fa

    Concordo su tutto quello che hai scritto infatti da tempo già porto alle persone “malate” che incontro nella mia vita una sola informazione. Il segnale che hai ricevuto con la “malattia” è solo un messaggio che qualcosa nella tua vita non va. Un passaggio di stato dalla salute alla malattia, adesso se vuoi troviamo insieme la strada per tornare indietro. CREDIMI LA STRADA C’E’……. In alcuni casi ha funzionato bene.

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  • Sabrina 2 anni fa

    L’articolo è davvero molto interessante, ma la scena non c’è…

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    • Tiziana 2 anni fa

      Ciao Sabrina, ….magia ..magia …ecco che la scena è ritornata !!
      Era sparita per un po’ non sappiamo perché. Tutto ok

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  • antonella 2 anni fa

    ciao Virginio, ciao a tutti, avrei molto da raccontare su malattie ed ospedali ma devo necessariamente condensare in pochi caratteri: il paradigma da cambiare in primis è la ns. consapevolezza! Quando si è consapevoli che x il corpo non esiste malattia incurabile ma solo deviazioni e scorciatoie x tornare in equilibrio (del resto TUTTO funziona così, a mantenimento costante dell’equilibrio)automaticamente si impara ad ascoltare i ns.sogni e bi-sogni e a capire che spesso non servono ricette esterne a noi, la via parte sempre dall’interno x arrivare poi sulla materia. Quale via? Quella che mi ha traghettata fin qui, fatta di 3 parole chiave : CONSAPEVOLEZZA della ns. potenza ,INCROLLABILE FIDUCIA nella ns. capacità di rigenerarci costantemente, RECUPERO delle ns. antiche conoscenze in ogni campo, a partire dalle scelte alimentari.

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