Scena sull’obbligo dell’informazione: il dono della conoscenza

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Di Andrea Bottani

“Quando un uomo fa il soldato, sa bene quello che rischia: può essere ferito o perfino ucciso, ma quando un uomo fa il giocatore di football sa che può rompersi una gamba, o un braccio, ma di certo non sa che potrebbe diventare pazzo e perdere la famiglia, i soldi, la vita; invece lo DEVE sapere!”

Il medico BennetOmalu,al termine della ricerca medico-scientifica che lo ha portato scoprire la “CTE” (Encefalopatia Traumatica Cronica), patologia incurabile e non diagnosticabile se non tramite autopsia, causa di diversi decessi traignari ex giocatori di Football Americano, con queste toccanti parole ci permette di ricordare un obbligo che tutti i datori di lavoro hanno nei confronti dei lavoratori: l’obbligo di informazione.

Secondo quanto stabilito dal D. Lgs. 81/08 all’Art. 36.:

“Il datore di Lavoro  provvede affinché ciascun lavoratore riceva un’adeguata informazione:

– sui rischi per la sua salute e sicurezza sul lavoro connessi all’attività dell’impresa in generale(….)

-sui rischi specifici a cui è esposto in relazione all’attività svolta, le normative di sicurezza e le disposizioni aziendali in materia(…)

– sulle misure e le attività di protezione e prevenzione adottate”

 

Gli strumenti per fornire informazioni ai lavoratori sono vari (riunioni, volantini, incontri, video, etc..), devono essere forniti in forma semplice ed immediata e con un linguaggio comprensibile (considerando differenze culturali e linguistiche)

Ma cosa si intende per informazione? Quale obiettivo vuole raggiungere?

Non si tratta di un semplice flusso di informazioni, ma di un trasferimento di conoscenze necessarie a

–  sviluppare capacità di percezione del rischio (sia sul piano razionale e oggettivo che su quello emozionale ed emotivo);

– identificare e gestire i rischi specifici e conoscere il ciclo produttivo;

– acquisire la capacità di effettuare scelte consapevoli: “comprensione degli elementi dell’ambiente e proiezione nel futuro degli effetti del loro cambiamento” (SituationalAwareness)

Una considerazione rispetto ai comportamenti rischiosi, spesso associati alle esperienze adolescenziali, e le cui motivazioni sono precipitosamente catalogate alla voce “ricerca di sensazioni nuove e forti”.

Secondo uno studio del 2012 sulla propensione al rischio in adolescenza, condotto presso la Yale’s School of Medicine della New York University, la motivazione va ricercata nella mancanza di conoscenza. Se opportunamente informati i giovani si rivelano anche più prudenti degli adulti, poiché non offuscati dall’abitudine.

Citando ancora Omalu l’informazione è quindi un dono prezioso, il “Dono della Conoscenza”.

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