Scena sulle emozioni: Troppo controllo, poco controllo

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Di Debora Pellegrini

Viviamo in una società che purtroppo ha ancora difficoltà a rapportarsi al suo lato emotivo. Ci sono tuttora contesti, come ad esempio quello aziendale, dove parlare di emozioni è, nella maggior parte dei casi un tabù. Sembra quasi che trovandoci in azienda o in altri contesti “formali”, la nostra capacità di controllo emotivo aumenti e riuscissimo a spegnere una parte fondamentale di noi. Dimentichiamo che lo scopo delle emozioni è anche quello di guidarci nelle scelte che facciamo quotidianamente, quindi anche quelle professionali.

L’effetto collaterale di  questo eccessivo “controllo” è un movimento inconscio che può spingerci a fare gesti insoliti o apparentemente “folli”.

La scena tratta dal film Captain Fantastic, è un’ottima rappresentazione dell’escalation che un’emozione può farci compiere quando non è conosciuta e gestita. Bodevan è il primo figlio di una famiglia che per anni ha vissuto in una foresta  distante dalla “civiltà”. I sei figli sono stati educati direttamente dai loro genitori. Hanno sviluppato il loro lato intellettuale con la lettura di libri anche di difficile comprensione, la loro capacità di sopravvivere e mantenersi da soli in un ambiente naturale ed ostile. Un’educazione però che non ha lasciato nessun tipo di spazio alla parte emotiva, soprattutto quando questa entra in relazione con altre persone.

Così quando Bodevan si trova a confrontarsi con una ragazza, emerge la sua difficoltà a gestire ciò che sente dentro. All’inizio si mostra distante e freddo, dal momento che nel suo mondo razionale, fatto di libri, non sono spiegate le sensazioni che si provano in un momento simile.Un fatto è la teoria e un altro l’esperienza: Bodevan non sa come comportarsi.

Quando si trovano a parlare e il giovane comincia a sentire le prime emozioni, mente a Clare nella speranza di apparire il meno strano possibile ed essere accettato. Infine quando si baciano le sue sensazioni fisiche e le sue emozioni prendono il sopravvento, arrivando addirittura a giurare amore eterno alla ragazza.

Pensando alle strategie che ha adottato Bodevan per gestire un’emozione completamente nuova, ci rendiamo conto come spesso facciamo la stessa cosa negli ambienti nelle quali le emozioni sembrano non essere ammesse. Prima le nascondiamo e ci mostriamo freddi e distaccati, senza renderci conto che è proprio la nostra capacità di “sentire” che ci rende speciali e che ci fa compiere cose magnifiche.  Inoltre, proprio quando neghiamo e non contattiamo l’emozione, questa in qualche modo “ci possiede”, prendendo il sopravvento sulla nostra parte razionale.

Per evitare questo travolgimento mettiamo in atto delle strategie “socialmente accettabili” . Ci coalizziamo per giudicare le emozioni degli altri, magari del collega che parla a voce alta oppure ci mostriamo servizievoli oltre misura nei confronti del capo, al quale però ne vorremmo dire quattro (ma ci reprimiamo per paura delle ritorsioni). Certo, non tutti faremmo come Bodevan che dopo il suo primo bacio, si mette in ginocchio per  recitare una promessa di matrimonio ad una ragazza appena conosciuta! Tuttavia, se non siamo in grado di riconoscere ciò che sta accadendo in noi e dargli un giusto contenimento, potremmo trovarci ad essere travolti dall’emozione. 

La scena del film  Captain Fantastic può essere utile in formazione  per introdurre il tema delle emozioni e quanto è importante gestirle nei contesti aziendali. La presenza dei due emisferi principali nel nostro cervello, destro e sinistro, indica chiaramente che abbiamo bisogno di equilibrare l’aspetto razionale e quello emotivo. Quando stiamo per scoppiare nei confronti del collega che si esprime sempre ad alta voce, forse fermarsi un attimo e raccontargli come ci si sente quando disturba il nostro lavoro, gli permetterà di osservarsi in uno specchio simbolico, affinché possa riconoscere il proprio errore. Il sentire crea dialogo, il giudizio lo blocca.
Inoltre una recente indagine dimostra che aspettando soltanto 10 secondi in più prima di agire si prendono quasi sempre decisioni migliori. Per fortuna o purtroppo noi non siamo cresciuti in una foresta come Bodevan e stiamo imparando, in maniera graduale, come riconoscere le nostre emozioni e come gestirle.

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Debora Pellegrini

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Captain Fantastic è un film del 2016 scritto e diretto da Matt Ross.

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