Scena sulla vision: Equilibrio tra Ego e Anima: un fattore fondamentale di successo

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La storia (vera) di Phineas Taylor Barnum, il “re del trucco”, nato nel Connecticut nel 1810, e della realizzazione del suo sogno.

Il film inizia con la chiarezza della vision di un bambino, figlio di un umile sarto, che inizia a cantare “A million dreams” (Un milione di sogni), con queste parole:

“I close my eyes and I can see…”

Uno dei fattori di successo, ormai dimostrato da diverse ricerche, non ultima quella sul Success Factor Modeling di Robert Dilts, è che avere una vision chiara è uno dei fattori di successo principali. Ma cosa è una vision? È qualcosa che vedi ed è astratta, lontana, e nello stesso tempo così presente e forte che realizzarla diventa una vera e propria necessità. Come Walt Disney anche Barnum, il protagonista del film, ha una vision, che vede quando chiude gli occhi, una vocazione all’impresa del meraviglioso (Walt Disney diceva che vedeva il futuro “grande e scintillante”). Una vision è quello che vorresti vedere realizzato nel mondo per renderlo migliore e Barnum canta:

“Perché quando la notte sono nel mio letto (‘Cause every night I lie in bed),
i colori più brillanti mi riempiono la testa
(the brightest colors fill my head),
un milione di sogni mi tiene sveglio
(a million dreams are keeping me awake),
penso a cosa potrebbe essere il mondo
(I think of what the world could be) …”

E non gli importa se gli altri lo prenderanno per matto, perché lui sa che prima o poi raggiungerà quella vision.

 

Il film prosegue con Barnum adulto che, nel frattempo, ha sposato Charity, la figlia di uno dei clienti ricchi di suo padre, ed è stato licenziato. In questa scena decide di fare il suo primo passo, di varcare la soglia: investe tutto quello che ha (e che non ha) per creare un “museo americano” dove espone animali e figure storiche di cera; ma le cose non vanno come lui si aspettava. Barnum non si dà per vinto e comincia ad andare in cerca dei “freaks”, ossia dei mostri, persone che abbiano qualcosa di straordinario nel vero e proprio senso della parola, fuori dall’ordinario o dal punto di vista fisico o per le loro abilità. Persone che fino a quel momento erano abituate a nascondersi per i loro “difetti” ora, grazie a lui, torneranno a vivere. Riesce addirittura a persuaderli ad esibirsi su un palco, invitandoli, con le parole della canzone “Come alive”, a uscire dall’ombra, a far brillare la loro luce e a vivere.

E questo, oltre a essere un passaggio emotivamente significativo, è anche una metafora davvero efficace e un insegnamento. Quante volte per paura del giudizio, della vergogna per quelli che consideriamo (o altri considerano) i nostri punti di debolezza, ci nascondiamo, ci freniamo, chiudiamo la porta di fronte a delle opportunità? Quante volte crediamo a quella bugia, nostra, della nostra mente o di altri che ce l’hanno raccontata e/o continuano a raccontarcela? E la metafora è proprio nel trasformare quel “difetto”, “punto di debolezza” in un punto di forza.

“Lo vedo nei vostri occhi (I see it in your eyes),
voi credete alla bugia
(You believe that lie)
che dovete nascondere la vostra faccia
(That you need to hide your face).
Avete paura di uscire fuori
(Afraid to step outside)
Così chiudete la porta
(So you lock the door)
Ma non continuate così
(But don’t you stay that way) …”

Fino al momento in cui Barnum riesce a persuadere la sua “squadra”, i suoi “alleati”, che cantano:

“Saremo la luce che brilla (We’ll be the light that’s shining)

Ma Barnum ha bisogno di qualcos’altro. Deve cercare qualcuno che lo aiuti ad avere credibilità e a posizionarsi nei ceti sociali più alti. Vuole di più. E, di nuovo, assistiamo alla dimostrazione della maestria di chi è convinto di quello che sta facendo, ha quel fuoco dentro, quella passione che ti fa essere inarrestabile e convincente, che ti fa sentire di avere una marcia in più. In questo caso, la maestria per quanto concerne le capacità di persuasione prima e, poi, di negoziazione.

 

La canzone in questa scena è “The other side”, con cui Barnum invita il famoso drammaturgo Philip Carlyle, interpretato da Zack Efron, a seguirlo, a correre e rischiare con lui, a “passare dall’altra parte”, oltre la sua prigione e la paura di uscirne. Gli dice:

“Posso renderti libero (And I can cut you free)
Fuori dall’infedeltà e dalle mura in cui continui a stare
(Out of the treachery and walls you keep in)
Quindi scambia l’ordinario con qualcosa di colorato
(So trade that typical for something colorful)
E se è folle, vivi un po’ follemente
(And if it’s crazy, live a little crazy)
Puoi giocare in modo sensato, come un re del convenzionale
(you can play it sensible, a king of conventional)
O puoi rischiare tutto e vedere
(Or you can risk it all and see) 
Resta nella gabbia, o finalmente prendi la chiave (Stay in the cage, or you’ll finally take the key)
Cavolo! Improvvisamente sei libero di volare (Oh damn! Suddenly you’re free to fly)
Ti porterò dall’altra parte (I’ll take you to the other side) …”

Solo che questo primo approccio non funziona, perché il drammaturgo risponde che sostanzialmente è soddisfatto della vita in cui secondo lui è intrappolato e gli ricorda il ceto sociale nel quale è attualmente posizionato, ribadendogli di non avere alcun bisogno di “vedere l’altra parte”.

Barnum continua il suo processo di persuasione. Con una domanda:

“È davvero così che vuoi passare le tue giornate (Now is this really how you like to spend your days) ?
Whisky e miseria, feste e giochi (Whiskey and misery, and parties and plays) ?”

Ma ancora una volta non funziona! La risposta è:

“Se fossi confuso con te, sarei la chiacchiera della città (If I were mixed up with you, I’d be the talk of the town)
Disonorato e rinnegato, un altro pagliaccio (Disgraced and disowned, another one of the clowns)

Non ha funzionato. Quindi? Quindi il persuasore/negoziatore cambia strategia e alza livello. Prima gli ha parlato della libertà dalla sua vita/prigione, poi di come davvero vuole impiegare le sue giornate senza raggiungere il risultato. Ora passa alla “libertà di sognare, la possibilità di vivere un po’, di ridere, di svegliarsi dal suo sonno e curare il suo dolore…”

“But you would finally live a little, finally laugh a little
Just let me give you the freedom to dream and it’ll
Wake you up and cure your aching… “

toccando evidentemente la corda giusta, perché fa centro. Finalmente il drammaturgo cambia espressione e si mostra interessato, giudicando l’offerta addirittura affascinante. Tanto che chiede direttamente:

“Quale percentuale prenderei? (So what percentage of the show would I be taking?)

E a questo punto non resta che NEGOZIARE. Il persuasore ha persuaso e il primo obiettivo è raggiunto e deve negoziare per arrivare a un accordo win-win, che sia soddisfacente per entrambi. Parte offrendo il 7%, l’“avversario/socio” chiede il 18%; dopo vari rispettivi rilanci si accordano per il 10%.

Ed è significativa la dinamica dei rispettivi rilanci, ognuno dettato dalle rispettive ZOPA (Zone of Possible Agreement), uno degli elementi fondamentali da avere ben chiari per essere efficaci in una negoziazione. In questo caso la negoziazione è così efficace che i due, ormai soci, terminano con un:

“Noi andremo dall’altra parte (We’re going to the other side.)“.

Fino a quel momento avevano usato sempre la prima persona singolare.

Però succede che, come spesso accade, il successo dà alla testa a Barnum, quello che prima considerava la prigione delle feste e dei giochi dell’alta società diventa praticamente una droga, il luccichio del successo gli fa perdere di vista la sua vision originaria, lo allontana dalla sua vera identità e dalla sua Mission, e anche dalla sua “squadra”, non soltanto fisicamente, arrivando in qualche modo a tradire e rinnegare tutto ciò da cui e per cui aveva iniziato. Anche lui, in qualche modo, si anestetizza, ritrovandosi in un torpore che produce comportamenti che lo portano, a loro volta, rapidamente al fallimento. Fino a una stangata finale, un evento imponderabile: l’incendio del suo teatro. Così si ritrova ad aver perso veramente tutto: moglie, figlie, soldi, amici… ed è proprio in quel momento, nella solitudine e nel fallimento, che riesce a riaprire gli occhi, a vedere di nuovo la sua vera vision, a vedere gli errori commessi, a risentire la sua mission e il suo scopo, insieme certamente alla sua ambizione, ma questa volta in un equilibrio differente, con una scala di valori differente. Questo allineamento tra Ego e Anima, e, quindi, tra Vision, Mission, Ambizione e Ruolo è considerato, secondo gli studi del Success Factor Modeling, l’elemento che fa la differenza per un imprenditore.

 

È il momento in cui Barnum si ricorda, nel senso etimologico del termine “ricordare”, che significa riportare al cuore, la sua vera identità, chi è e chi vuole veramente essere. La canzone con cui esprime alla sua “squadra di mostri straordinari” e al suo “socio” questo risveglio, questa nuova consapevolezza di sé, questo ri-connettersi al suo vero sé, alla sua verità è “From now on”:

“Ho visto il sole cominciare a oscurarsi (I saw the sun begin to dim)
E ho sentito quel vento invernale (And felt that winter wind)
Soffiare freddo (Blow cold)
Un uomo impara chi è lì per lui (A man learns who is there for him)
Quando lo scintillio svanisce e le pareti non reggono (When the glitter fades and the walls won’t hold)
Poiché da allora, macerie (Cause from then, rubble)
Quello che rimane (What remains)
Può essere solo ciò che è vero (Can only be what’s true)
Se tutto fosse perduto (If all was lost)
È di più quello che guadagno (Is more I gain)
Perché mi ha ricondotto (Cause it led me back)
A voi (To you)

Ho bevuto champagne con re e regine (I drank champagne with kings and queens)
I politici hanno lodato il mio nome (The politicians praised my name)
Ma quelli sono i sogni di qualcun altro (But those are someone else’s dreams)
Le trappole dell’uomo che sono diventato (The pitfalls of the man I became)
Per anni e anni (For years and years)
Ho seguito i loro applausi (I chased their cheers)
Erano sempre necessarie altre follie (The crazy speed of always needing more)
Ma quando mi fermo (But when I stop)
E vi vedo lì (And see you here)
Mi ricordo per chi era tutto questo (I remember who all this was for)

Da ora in poi (From now on)
Questi occhi non saranno accecati dalla luce (These eyes will not be blinded by the light)
Da ora in poi (From now on)
Quello che aspettavamo domani comincia stanotte (What’s waited till tomorrow starts tonight)
Stanotte (Tonight)
Lasciate che io faccia questa promessa (Let this promise in me start)
Come un inno nel mio cuore (Like an anthem in my heart)
Da ora in poi (From now on)

E anche in questo caso, al termine della canzone, dalla prima persona singolare si passa alla prima persona plurale. Tutti insieme chiudono cantando:

“E noi torneremo a casa (And we will come back home)
E noi torneremo a casa (And we will come back home)
A casa, ancora (Home, again!) !”

Barnum è tornato in sé, si è ri-allineato, ha imparato dagli errori e la squadra è tornata a essere una squadra. Pronta per raggiungere insieme il successo.

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Emanuela Mazza

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