Scena sulla sicurezza: il livello accettabile di rischio?

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Perché Rischiamo?

Due parole per una domanda dalle risposte potenzialmente infinite.

L’Uomo del Sud, episodio del maestro del brivido Alfred Hithcock ci fornisce alcune risposte, e spiega perché un lavoratore talvolta decide consapevolmente di rischiare la propria salute.

“Bello il suo accendino….funziona anche bene?”

“Non perde un colpo!”

Imparare un’azione e ripeterla quotidianamente affina le capacità e aumenta le sicurezze. Utilizzare ripetutamente un’attrezzatura da lavoro più o meno complessa (una pressa idraulica, un’affettatrice, un coltello o un accendino) sviluppa competenza e instilla nel lavoratore la convinzione (SBAGLIATA) che si possa esercitare un pieno controllo sullo strumento come se fosse una pertinenza del proprio corpo.

  “Mai? Proprio mai lo perde?”

“Se la sente di scommetterci sopra?”

 Quando questa convinzione viene messa in dubbio,  la scelta è semplice: rischiare o no

Ma cosa vuol dire esattamente Rischiare?

Nel linguaggio comune il rischio può essere definito come il grado di incertezza rispetto alla possibilità che un evento (nella maggior parte dei casi FAVOREVOLE) si verifichi:

Es. una squadra in svantaggio sostituisce un difensore con un attaccante per recuperare il risultato, un cliente acquista un Gratta&Vinci nella speranza di vincere una somma in denaro,  chi non risica non rosica, etc..

L’essere umano è attirato dai comportamenti rischiosi per i benefici che potrebbero comportare.

Sui luoghi di lavoro il rischio è invece il prodotto tra la Probabilità che un evento SFAVOREVOLE si verifichi e la GRAVITA’ delle conseguenze di quell’evento; l’incertezza rispetto al futuro non è più vincere un premio, ma se subire o meno una lesione e un’alterazione del proprio stato di salute.

“Non chiedo mai agli altri di scommettere più di quanto possano permettersi di perdere”

“Voglio che metta in gioco qualcosa di personale”

“Che c’è di tanto strano? Se vince lui prende la macchina, se vinco io mi prendo il dito”

Senza motivazioni logiche, in ambito lavorativo come nella scena, i lavoratori decidono, per una serie di motivazioni differenti, di accettare e assumersi dei rischi, senza aver necessariamente calcolato le variabili, stabilendo un personale livello di ALARP (As Low As Reasonably Practicable): : livello di rischio accettabile dei sistemi in sicurezza, traducibile in “tanto basso quanto ragionevolmente realizzabile”.

 

Il danno non si materializza per una casualità (la scarsa mira di Carlos ), non perché il protagonista si sia tutelato o perché abbia rivalutato il rischio. E’ andata bene quindi?  …Non Proprio….

Me lo dovevo aspettare che sarebbe successo di nuovo…..è una minaccia, un pericolo…..ha tagliato 47 dita a persone diverse e ha perso 11 macchine” 

Rischiare senza subire conseguenze aumenta la convinzione di essere in grado di controllare gli eventi futuri e sposta pericolosamente l’ALARP verso l’alto, quando in realtà si tratta di aspetti  statistici o causali.

 “C’è voluto tempo, ed è stata anche molto dura, ma ho vinto tutto io alla fine.”

Come già accennato, l’essere umano è attirato dal comportamento rischioso che, come per la ludopatia, crea una dipendenze comportamentale con le terribili conseguenze che scopriamo nel  classico colpo di scena finale in stile Hitchcock.

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