Scena sulla resilienza : la resistenza che cambia tutto

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Abbiamo sempre asserito che “cominciare” sia la parte più dura. Un cambiamento, una nuova sfida, sono cose che fanno paura, fin quando non decidiamo di farlo: in un secondo prendiamo consapevolezza e “magicamente” ci trasformiamo.

Bene. Ma che succede la mattina dopo?

Quando apriamo gli occhi nel nostro letto, se la nostra convinzione è forte, ci alzeremo con tanta energia e voglia di fare. Molto probabilmente sarà una giornata super – produttiva, in cui saremo felici, per via dell’adrenalina che ci scorre nelle vene.

Bene. E la mattina dopo ancora?

Seppur riuscissimo ad essere così centrati da mantenere lo stesso livello di grinta e determinazione fino a che il nostro obiettivo non sia raggiunto (e sappiamo come questo sia difficile), il cambiamento non arriva da solo durante la notte.

Prevede una fase di resistenza iniziale, che non possiamo evitare.

In altre parole, saranno molte le notti in cui andremo a dormire avendo fatto solo un mezzo passettino avanti, e (spoiler), purtroppo saranno tante altre le mattine in cui l’unica cosa diversa in noi resterà la nostra sola motivazione.

I problemi ci sembreranno molto più grandi di noi, ci sentiremo sopraffatti: affrontiamo qualcosa di nuovo, e questo comporta l’esserne, più o meno, impreparati. Se considerassimo il cambiamento un punto di arrivo su un asse, la parte dedicata all’allenamento sarebbe una curva verso il basso. Avanziamo sull’asse, ma flettendoci.

Quello spazio tra la retta che ci porta all’obiettivo, e la curva verso il basso è la resistenza. Alla nostra motivazione, va affiancata una fede cieca verso il fatto che se teniamo duro, ce la faremo. Non importa quanto tempo potrebbe volerci. Anche se col passare dei giorni ci sembra, come Adonis, in questa scena tratta da “Creed II”, di non fare progressi, di restare sempre nello stesso punto, dobbiamo continuare a resistere.

Perché, è mentre stiamo ancora stringendo i denti, che qualcosa avviene:

“Avanti, rialzati, ragazzo”

È questo il vero momento del cambiamento: non diventiamo diversi stando nel nostro letto, spinti dalla motivazione e dalla voglia di fare. Cambiamo una volta superato il periodo di resistenza più duro. La fase iniziale di un processo è la peggiore, e diciamocelo, quella che più facilmente fa tornare indietro.

Quanti di voi guardando la scena proposta hanno pensato: “è troppo difficile”, “è un pazzo!”, “io avrei mollato dopo il primo km”? Anche se mi auguro che molti di noi stiano riflettendo dopo questo periodo di quarantena sul modo di tornare in forma ed allenarsi, (mens sana in corpore sano, stare bene fuori fa bene anche allo spirito!) il mio consiglio è quello, come sempre, di declinare la scena nel nostro vissuto.

Chi di noi non ha un avversario da battere faccia a faccia, in uno spazio piccolo come quello di una ruota?

Chi non insegue una meta, ma correndo lentamente dietro un’auto che va sempre più veloce noi?

Il segreto è la resistenza: che “magicamente” (stavolta per davvero) si trasforma in consistenza. In maniera quasi inconscia, giorno dopo giorno mentre teniamo duro, il nostro corpo e la nostra mente apprendono. Diventiamo più forti, più abili e più veloci. Le stesse difficoltà che troviamo all’inizio, spariscono, per lasciare spazio alle nostre nuove abilità.

Non stiamo più arrancando: da qui in poi possiamo solo progredire. Abbiamo appreso, siamo consistenti, perché tutto ciò che siamo si basa su qualcosa che sappiamo fare davvero. Qui dimostriamo di che “stoffa siamo fatti

“Sembra sempre impossibile, finché non viene fatto”

Nelson Mandela

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1 commento

  • Nicoletta 2 mesi fa

    … è quello che mi ripeto ogni giorno… allenamento ci vuole… in parte riesco e in parte no, ma continuo a fare il meglio che posso ora…e anche se non è tutto so che è meglio di niente… spero comunque di migliorare le mie prestazioni sino a che riuscirò a raggiungere l’obiettivo… grazie per avermelo ricordato e fatto vedere concretamente in queste scene…

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