Scena sulla PNL: Le sottomodalità dei sistemi rappresentazionali

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Il giovane Clark Kent è spaventato, e scappa dalla sua classe rifugiandosi nel ripostiglio. Nessun riesce a farlo uscire, solo sua madre, con parole amorevoli, lo tranquillizza. Quello che spesso facciamo “naturalmente” riscuotendo una certa efficacia, è stato approfonditamente studiato dalla PNL (programmazione neuro linguistica). Definita anche la “scienza dell’eccellenza” questa disciplina, attraverso la codifica dei propri modelli, ci aiuta a raggiungere il successo in ogni campo della nostra vita. Nella scena presa in esame, la mamma del giovane Superman riesce a focalizzare l’attenzione del bambino sulla sua voce per guidarlo verso una sensazione di benessere, ma come ci riesce ? 

“ Concentrati sulla mia voce … immagina che sia un’isola in mezzo all’oceano … la vedi?”

La gestione delle sottomodalità dei sistemi rappresentazionali è solo uno degli innumerevoli strumenti di questa affascinante disciplina adottata molto spesso nel contesto del Coaching e del Training.

Ce ne parla Laura Rizzi, Licensed NLP Trainer, che ha commentato per noi questa scena tratta dal film “ L’uomo d’acciaio”.

I sistemi rappresentazionali

L’uomo interagisce con il mondo tramite rappresentazioni sensoriali.

Ognuno di noi fa esperienza della realtà attraverso i 5 sensi: ciò che percepiamo dall’ambiente esterno/interno (consciamente o inconsciamente) viene tradotto in rappresentazioni che condizionano il nostro comportamento.

I sistemi rappresentazionali sono processi in tre fasi che prevedono:

  • l’acquisizione delle percezioni sensoriali;
  • la loro elaborazione interna tramite una serie di filtri e di ‘software’;
  • l’espressione verso l’esterno, come comportamenti e linguaggio, che riflette l’elaborazione interna.

 

Vi sono moltissimi utilizzi pratici di questa teoria dei Sistemi Rappresentazionali della PNL.

Saperli riconoscere, per esempio quando interagiamo con qualcuno ,ci permette di sintonizzarci con l’interlocutore per entrare in relazione e rendere più efficacie la comunicazione.

Lavorare sui Sistemi Rappresentazionali è anche molto utile nel campo della psicoterapia e del coaching, per condurre l’interlocutore a modificare la propria percezione e rappresentazione della realtà (mappa interna) in modo più funzionale. In particolare, una tecnica fondamentale si basa sulla variazione delle loro “sottomodalità”, che introduciamo di seguito.

 

Le sottomodalità dei sistemi rappresentazionali

Sono le caratteristiche che ogni sistema rappresentazionale utilizza per definire meglio le esperienze: sono molto specifiche e attinenti a ciascuno di essi.

Le sottomodalità sono quelle che determinano nella nostra mente, ad esempio

Immagini più o meno vivide, grandi o piccole, ferme o in movimento, a colori o in b/n, etc.(V)

Suoni più o meno forti, vicini o lontani, definiti o indistinti, acuti o bassi, etc.(A)

Sensazioni più o meno intense, fredde o calde, fisse o in movimento, etc.(K)

Lavorando con le sottomodalità, possiamo modificare esperienze e ricordi.

Lo sa bene la mamma di Clark, che in questa scena lo guida a modificare la sua rappresentazione interna della realtà, riuscendo a modificare la sua esperienza permettendogli così di affrontare la situazione del momento.

Infatti suggerisce a Clark di trasformare il mondo esterno che lo impaurisce in una piccola isola, che può più facilmente raggiungere.

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