Scena sulla passione: quando il lavoro diventa missione

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Di cinema2010

Capita spesso di incontrare persone che non sembrano amare il proprio lavoro: non si preoccupano di accogliere il cliente, di sorridergli, talvolta sembrano distratte e non vedono l’ora che “la propria giornata” volga al termine per rincasare.

Le persone che amano il proprio lavoro le riconosci subito. Quando il lavoro diventa missione è tutta un’altra storia. L’ingrediente segreto?

Ce lo svela l’amorevole e saggia nonna di Tommaso in questa scena tratta dal film “Mine vaganti”, con parole che sanno di buono, di impegno e dedizione.

“L’unico modo per fare un buon lavoro è amare quello che si fa. Se ancora non l’avete trovato, continuate a cercare”, affermava Steve Jobs nel suo famoso discorso alla Standford University. È la passione il valore aggiunto.

Sembra quasi di sentirlo l’odore della farina, della pasta fresca appena tagliata, profumo di sacrificio e valori, mentre la nonna racconta. E non basta toccarla la pasta per provare tutto questo (“No, non la toccare!”), la nonna lo sa bene, ed è per questo che sprona Tommaso a “impastare” coraggio e passione per realizzare ciò che davvero vuole, che non sono le tagliatelle del pastificio Cantone, ma le parole.

“Tommaso, se uno fa sempre quello che gli chiedono gli altri non vale la pena di vivere”

Tommaso sogna di diventare uno scrittore. Di ritorno da Roma, dove vive, viene catapultato nella storica realtà del pastificio di famiglia per sostituire il fratello Antonio, che dopo tanti anni ha avuto il coraggio di dichiarare la sua omosessualità, e per questo si è visto costretto a lasciare l’azienda e la casa paterna.

La nonna desidera solo il meglio per i nipoti e il meglio è ciò che dà felicità. Per lei la felicità è stato il plasmare dal nulla, insieme al cognato Nicola, quel sogno fatto di farina e acqua che vive ancora ora nei suoi occhi.

“Nicola ogni tanto la toccava e si metteva a ridere da solo, la conosceva bene lui quella pasta, l’avevamo cresciuta io e lui!”

È il sapere di aver dato un po’ di sé a dare valore al proprio lavoro. Non solo, anche sapere che ciò che si è realizzato con amore arricchirà un’altra persona fa la differenza. “Le macchine nuove che ha messo Antonio”, l’innovazione che aggiunge ma non cancella, aprono un varco nell’archivio dei ricordi:

“Una volta la pasta si chiudeva noi nella carta, io mi sedevo in mezzo agli altri e facevo le confezioni, ore e ore e mi domandavo: e ora? Dove va a finire questa pasta? Chi la mangia questa pasta che ho toccato con le mie mani, che ho aiutato anche io a fare?”

Chi lavora con passione e responsabilità conosce il valore del bene/servizio che offre, sa che con esso contribuisce a migliorare la vita di chi ne beneficia, di chi gli è vicino, ma anche di chi non conosce affatto e di cui vorrebbe sentire la storia, la quotidianità, le emozioni.

Chi intende il proprio lavoro come missione ha a cuore ciò che crea, ma anche coloro per cui crea.

Secondo una recente stima, il lavoro occupa tra il 20 e il 60%  della nostra vita. Non è poco, senza contare che la giornata lavorativa, per la maggior parte delle persone, non termina con l’uscita dall’ufficio. Con noi portiamo via le preoccupazioni, i dubbi, le attese, le scadenze.

Come viviamo il nostro lavoro dipende dal nostro atteggiamento mentale rispetto ad esso. Sorriso e cuore, oltre alla testa, aiutano a guardare da un’altra prospettiva: la professione non solo come fonte economica (che rimane la principale fonte di dignità per l’essere umano), ma anche come opportunità di mettersi in gioco, sperimentare, migliorarsi, crescere, reinventarsi.

Come la pasta del pastificio Cantone, anche la preparazione del ramen, una tipica zuppa giapponese, richiede passione:

“Ogni ciotola di ramen che prepari è un dono per il tuo cliente. Quello che servi ai clienti diventa parte di loro. Esso contiene il tuo spirito. Ecco perché il tuo ramen deve essere un’espressione di puro amore. Un regalo… dal tuo cuore”

Abbey, giovane americana protagonista del film “The Ramen Girl”, deve imparare che non si vive di sola tecnica, ma anche di emozioni e di cuore, per poter eccellere in ciò che desidera. (Puoi iscriverti alla nostra membership e guardare la scena qui: https://www.ilcinemainsegna.it/video/oltre-la-tecnica-cuore/ )

Possedere un senso di missione nell’approcciarsi alla propria professione è il segreto di un ramen perfetto, di una pasta “calda, morbida” e del raggiungimento dei tuoi prossimi obiettivi.

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Scena sulla passione tratta dal film "Mine vaganti"“Mine vaganti” è un film del 2010 diretto da Ferzan Özpetek, interpretato da un cast corale, che comprende fra gli altri Riccardo Scamarcio, Lunetta Savino, Elena Sofia Ricci, Ilaria Occhini, Nicole Grimaudo, Alessandro Preziosi, Ennio Fantastichini e Daniele Pecci.

 

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