Scena sulla leadership: l’importanza di “essere umani”

44307

La scena presentata è tratta dal film “L’ora più buia”, che mi ha particolarmente colpito per l’intensità e il messaggio di cui si fa portatore. La pellicola, che racconta le vicende del primo ministro britannico Winston Churchill agli inizi della Seconda guerra mondiale, si presta particolarmente per parlare di leadership e delle caratteristiche che un buon leader ha bisogno di consapevolizzare per poter essere di esempio e di stimolo per gli altri.

L’aspetto più interessante è che dal film emerge l’immagine di un leader diverso da quella che molto spesso, coloro che parlano di leadership, ci propongono. Churchill è prima di tutto umano! In tutto il film sono continui i rimandi alle sue imperfezioni, come il suo bere alcool e il suo fumare il sigaro a tutte le ore, il suo carattere a tratti focoso e irascibile che si concretizza con rimbrotti furiosi verso la sua dattilografa e perfino verso figure di spicco del Gabinetto di Guerra e le sue forti emozioni che lo portano anche a manifestare la sua estrema paura per la situazione in essere direttamente al Re in persona.

È proprio questa sua umanità a renderlo empatico e in grado di accostarsi e di ascoltare i propri collaboratori, così come fa continuamente con la sua assistente, con la moglie ed anche direttamente con il popolo con cui, nel momento più buio, va a confrontarsi. A rendere un leader in grado di ascoltare sé stesso, le proprie sensazioni e la propria visione è, in primis, la sua umanità, ma anche coloro che lui guida e con il quale sente il bisogno di dialogare e di avere un confronto.

L’altro aspetto che emerge chiaro dal film è l’importanza, per un leader, di avere, ascoltare e seguire la sua visione. Dalla storia, così come raccontata dal film, emerge chiaro che Churchill viene chiamato a fare il primo ministro perché nessuno, oltre a lui, in quel momento era in grado di far convergere l’appoggio delle due forze politiche in un’unica persona e perché è stato sempre Churchill, fin dall’inizio, a schierarsi contro la figura di Adolf Hitler. Lo aveva sempre visto, infatti, per quello che poi si è manifestato e aveva seguito la sua visione anche prima dell’escalation nazista, quando non era affatto semplice perché poco ancora impopolare.

Una volta al governo, mentre la sua visione lo spinge verso una resistenza ad oltranza con manovre belliche anche ardite, alcuni collaboratori paventano con sempre maggiore insistenza l’idea di un negoziato di pace che porterebbe la Gran Bretagna a non essere invasa e, quindi, a non subire ingenti perdite fisiche e materiali, con la probabile conseguenza, però, di una perdita per certi aspetti ancora più grande: quella dell’identità inglese a favore di quella nazista.

Da questa considerazione emerge chiaramente un’altra caratteristica importante di un leader: lavorare ogni giorno per la propria visione, creare convergenza intorno a questa, ispirare agli altri questa visione (bellissimo il momento del primo discorso alla nazione in cui dice “voglio che vengano pervasi da sentimenti che ancora non sanno di avere”), ma anche avere la capacità di metterla in discussione quando le cose non sembrano girare verso la propria direzione (“quelli che non cambiano mai idea, non cambiano mai niente”). È in momenti come questi che il leader ha bisogno di ricordarsi che non è solo e che è lì per guidare e comandare qualcosa che è oltre lui e con il quale ha bisogno di confrontarsi.

Mentre, a fronte di oggettive difficoltà in battaglia e continue pressioni in tal senso, si apre con riluttanza all’idea di un negoziato di pace con l’odiato nemico, Churchill decide di andare a confrontarsi direttamente con il popolo che lui segue, che deve guidare ed ispirare. Nella scena proposta, tra lo stupore, l’incredulità e la felicità del popolo, seduto in metropolitana, fa domande, si interessa alle vite della sua gente, ai loro nomi, ne ascolta l’umore circa l’idea di negoziare o di lottare ad oltranza. Rinfrancato dall’appoggio del popolo, torna ancora più carico della sua visione e, in uno dei suoi discorsi più ispirati che sono passati alla storia, detta la linea da seguire che è quella della vittoria sul nemico, visione che troverà concretezza qualche anno più tardi.

La visione di questo film ispira, commuove, stimola, ma soprattutto esalta l’umanità di ciascuno di noi, quell’umanità che è culla e origine della capacità di ascoltare e di guidare un gruppo di lavoro o un intero popolo.

Quando la moglie di Churchill, nel momento più buio e più difficile, gli dice: “sei forte perché sei imperfetto, sei saggio perché hai dei dubbi”, ricorda a lui e a tutti noi che è proprio la nostra parte umana, il nostro essere tremendamente imperfetti che ci dà la forza per superare quello che abbiamo di fronte e di trovare spazio e modo per rendere viva la nostra visione.

“Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale, ciò che conta è il coraggio di andare avanti” (Winston Churchill).

Condividi

Acquista il film

Scena sulla leadership tratta dal film "L'ora più buia"“L’ora più buia” (Darkest Hour) è un film del 2017 diretto da Joe Wright, con Gary Oldman.

 

 

Acquista il libro

Scena sulla leadership tratta dal film "L'ora più buia"“Le 7 Regole per Avere Successo- con un’intervista inedita all’autore” di Stephen R. Covey – Acquistalo su Macrolibrarsi.it

Aggiungi il tuo commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ho preso visione dell'Informativa Privacy ed acconsento al trattamento dei dati personali sulla base di quanto disposto dal Regolamento UE 2016/679