Scena sulla formazione: Formare gli adulti (Chiavi in mano)

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La formazione degli adulti è molto differente rispetto a quella dei ragazzi in età scolare: l’andragogia, scienza e arte dell’apprendimento e dell’educazione degli adulti, ha dimostrato che è tutta un’altra faccenda.

In questo senso, andando oltre la superficie scherzosa delle due scene tratte dalla dissacrante serie TV The Office, è possibile cogliere degli utili spunti di riflessione.

Gli adulti hanno maggiore esperienza di vita e si sono fatti inevitabilmente molte idee su “come vanno le cose”. Le loro convinzioni sul mondo, su come “deve essere un sito” o ci si relaziona con gli altri in contesto lavorativo e privato sono ormai consolidate, spesso profondamente radicate. Ed è così anche quando i risultati che ottengono non sono soddisfacenti: non ha senso avere un social network nel nostro sito”, “a me piace il sito, quante chiacchere”.

In un’aula di formazione (e nella vita) spesso è come se ognuno pensasse: “io sono così e sono abituato a fare in questo modo. Se gli altri non lo capiscono o accettano è un problema loro: sono loro che sbagliano!”

Tali caratteristiche rendono la formazione degli adulti particolarmente sfidante.

A Galileo Galilei è attribuita l’affermazione: “non puoi insegnare niente ad un uomo, puoi solo aiutarlo a trovare le cose dentro se stesso”.

A nostro avviso quest’impostazione è valida per qualsiasi tipo di insegnamento, rivolto a qualsiasi età, perché nessuno è un “vaso vuoto” da riempire di contenuti. Ma rispetto a ragazzi in età scolare il discente adulto deve essere ancora più centrale nel processo formativo.

Un adulto ha motivazioni ancora più stringenti, particolari ed è meno “stimolabile” al cambiamento migliorativo in maniera “standardizzata”. L’esigenza di capire perché fare qualche cosa di diverso rispetto alle proprie abitudini è ancora più forte rispetto a soggetti in crescita, le domande interiori sono più impellenti sia prima, durante che dopo la formazione.

“Perché dovrei cambiare?”, “perché impegnarmi?”, “chi mi garantisce questo percorso non sia una perdita di tempo?”, “chi dice che quello che mi viene proposto sia più valido di ciò che credo sia giusto?”, “come posso esser sicuro che otterrò risultati migliori?”, “che autorevolezza ha questo formatore per sostenere ciò che afferma?”. Ed ecco che la professione di formatore assume tutto il suo spessore a più livelli.

Il filmato ben rappresenta alcuni degli errori più grossolani che compiono professionisti di scarsa esperienza (e probabile insufficiente formazione al ruolo).

Le trappole più evidenti in cui cade un formatore inesperto sono l’autoreferenzialità, il porsi sopra i discenti parlando ex cattedra ai corsisti che “non sanno, o comunque ne sanno meno di me”. Molti incappano nello “spiegare”, nel focalizzarsi su contenuti eccessivamente astratti e avulsi dalla realtà quotidiana dei partecipanti al percorso formativo.

Per motivare un adulto serve partire dalla sua realtà, dai suoi problemi concreti, ma spesso ci sono relatori/trainer che coinvolgono e ascoltano poco i corsisti. A volte è proprio il loro eccesso di competenza a portarli a fare questo errore: pensano di sapere già tutto e hanno perso la curiosità rispetto al vissuto reale dei loro “studenti”.

Altri, come il formatore della 2^ scena, provano a coinvolgere i partecipanti, ma non sanno gestire efficacemente il confronto in quella delicata fase che nel gergo dei formatori si chiama “debriefing”.

La formazione non si improvvisa e non si traduce solo in un “gioco”. Ogni attività va progettata con finalità precise e guidata con professionalità nel suo svolgimento. D’altro canto, molti professionisti si prendono troppo sul serio e hanno una conduzione d’aula impostata e seriosa.

Ma le neuroscienze e le discipline dell’apprendimento hanno ormai ampiamente confermato ciò che, anche senza saperlo, abbiamo vissuto tutti fin da piccoli: quando ci si diverte, il corpo sprigiona sostanze benefiche (neurotrasmettitori e ormoni) che rendono l’apprendimento più rapido ed efficace.

Mantenere un giusto equilibrio fra componente “ludica” e “riflessione orientata”, diviene quindi cruciale e di importanza strategica in termini di efficacia formativa.

Alcuni formatori sono incoerenti: predicano bene e razzolano male, non applicano ciò che insegnano. Un discente adulto percepisce questa incongruenza, la “fiuta” e non la perdona, rifiutando poi tutto ciò che il formatore propone, a prescindere da quanto possa essere utile e valido.

A nostro avviso, inoltre, troppi formatori sono molto IO e poco NOI, poco aperti all’arricchimento reciproco INSIEME ai propri corsisti.

Concludendo, le due scene di questo video ben rappresentano ciò che per noi NON è fare formazione con professionalità. Il mestiere di Formatore non si improvvisa, è un mestiere artigiano, che si apprende con la pratica e con il tempo.

Se vuoi accorciare i tempi, che tu voglia diventare un formatore o un insegnante coinvolgente, abbiamo anche scritto un libro sviluppato in forma dialogica che offre spunti di riflessione e strumenti pratici.

Il testo risponde in maniera concreta alle domande che ci ponevamo più di 20 anni fa all’iniziare della nostra carriera di Formatori professionisti.

  • Perché è difficile diventare un formatore?
  • Sono un formatore credibile?
  • Ma la formazione funziona davvero?
  • Cosa fare durante l’aula?
  • Formatore, ma di cosa (due corsi chiavi in mano)
  • E dopo la formazione, cosa succede?
  • Sono Formatore, come trovo lavoro?
  • Come è vista la Formazione da Aziende, Istituzioni, Associazioni di Categoria e Intelligenza Artificiale? Di fronte a quest’ultima sfida il Formatore sarà una figura professionale richiesta ancora sia nell’immediato presente che nel prossimo futuro ormai alle porte?

Confidiamo ti siano utili le risposte che ci siamo dati come autori del libro in presentazione con la collaborazione dei contributori intervistati.

Certo è che entrambi concordiamo la curiosità sia la linfa vitale della professione di formatori, e siamo quindi molto interessati e curiosi di avere la tua opinione riguardo l’utilità di ciò che abbiamo scritto: ti invitiamo a farcelo sapere.

Federico Olivati
Co-Autore 📕 Formatore chiavi 🗝️ in mano 🤚🏻 , Senior Trainer soft skills & Professional Coach ICF, Proprietario Brand NOE FORMAZIONE™ e co-Owner TalenToBe.
In 20 anni ha personalmente erogato più di 2800 ore di formazione rivolte a oltre 2900 corsisti in per-corsi di sviluppo e automiglioramento indirizzati a imprenditori, aziende e liberi professionisti.
Contatti: https://www.formatorechiavinmano.comhttps://www.noeformazione.eu , https://www.talentobe.com

Giovanni Tonon
Co-Autore 📕 Formatore chiavi 🗝️ in mano 🤚🏻 , Senior Coach Trainer Consultant, Co-Founder SkilleydÒ.
Formatore con più di 20 anni di esperienza. Autore di articoli, libri e monografie in ambito Formazione: esercita anche il ruolo di Temporary Manager HR in aziende nazionali e multinazionali.
Contatti: https://www.formatorechiavinmano.com , https://www.skilleyd.net ,https://olympiantypes.com

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