Scena sulla fiducia:Tutti meritano una chance

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Di Virginio De Maio

Come uomo d’affari, potresti pensare di essere una persona piuttosto positiva, che ha fiducia nel futuro, in se stesso/stessa e nel proprio team. Tuttavia, alcune ricerche dicono esattamente il contrario. Una rapida occhiata a qualche forum sul business ti farà capire che molti imprenditori sono riluttanti a prendere decisioni rischiose – e una delle decisioni rischiose che di tanto in tanto,  è necessario prendere riguarda il fidarsi o meno dei propri collaboratori, soprattutto per compiti importanti.

Se sei un imprenditore o un libero professionista so come ti senti. Sì, la tentazione è quella di pensare che nessuno possa fare le cose meglio di te, ma questo non è sempre vero. In realtà nessuno, magari, potrà fare le cose proprio come le fai tu, ma forse il loro modo risulta addirittura migliore. 

Il film Spy è un ottimo esempio di questa dinamica. Nella scena proposta nessuno considera Susan all’altezza del compito, neppure il leader Elaine che prende in esame la sua candidatura solo per proteggere gli altri. Eppure si tratta di un collaboratore nello stesso ruolo e con la stessa qualifica.

Se si potesse avere un’istantanea di queste dinamiche nelle diverse aziende, rimarremmo sorpresi da quanti leader sottovalutino i propri collaboratori, ma alla fine quest’ultimi risultano incredibilmente bravi nel proprio lavoro se viene data loro una possibilità.

E tu riponi fiducia nei tuoi collaboratori ? Rispondi a queste domande per scoprirlo:

A parità di ruolo

  • C’è qualcuno nel tuo team che è sommerso di lavoro mentre altri non hanno poi così tanti compiti da svolgere?
  • C’è qualcuno che si occupa di progetti grandi e importanti più spesso di chiunque altro?
  • C’è una persona nel tuo team che non sei proprio sicuro di quello che faccia?
  • C’è una persona nel tuo team che se qualcuno ti proponesse di affidarle un compito importante e difficile, la considereresti un’idea ridicola?

Se la tua risposta ad una o più domande è “sì”, allora dovresti prendere seriamente in considerazione il fatto di dare ai tuoi collaboratori eque possibilità di svolgere il proprio lavoro  e di crescere– non solo perché in questo modo motiveresti quelli più emarginati, ma anche perché impediresti ai più ambiziosi di esaurirsi ed abbandonare la tua azienda troppo presto.

Come sempre ci sono delle eccezioni. Ad esempio, Jim Collins sel suo best seller “O meglio o niente” ci ricorda che ai migliori collaboratori vanno affidate le migliori opportunità, evitando di delegare compiti e progetti rognosi capaci di ledere la motivazione.  Tuttavia il problema resta.

Se per troppo tempo pensi che “quel collaboratore” non merita la fiducia per un progetto così importante dovresti passare al piano B, ovvero incrementare le sue competenze affinché diventi meritevole di prendervi parte. E se trovi una certa resistenza solo a pensarci, ricorda ciò che dice lo stesso Collins.

Il miglior momento per interrompere un rapporto di collaborazione è appena il dubbio sorge. Trascinarsi nei rapporti privi di fiducia è soltanto una pigra forma di sofferenza.

 

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