Scena sul teamwork: il modello Orient-Express

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La scena è tratta dal film “Assassinio sull’Orient-Express”, seconda trasposizione cinematografica, dopo quella del 1974, dell’omonimo romanzo di Agatha Christie.

Hercule Poirot, noto detective belga, è di ritorno nella sua Londra, a bordo del famoso Orient-Express. In una notte fredda, il treno, a causa di una valanga, è costretto a fermarsi in mezzo ai Balcani. In quella stessa notte, con 12 pugnalate “prive di logica”, viene ucciso un passeggero, Samuel Ratchett, ambiguo uomo d’affari illeciti. Le porte degli scompartimenti sono bloccate a causa della neve, sicché l’assassino deve essere per forza a bordo. Poirot inizia le indagini e scopre che quell’uomo è in realtà il latitante John Cassetti, responsabile del rapimento e dell’assassinio della piccola Daisy Armstrong e che ciascuno dei 12 passeggeri è collegato, in qualche modo, a Daisy e alla sua famiglia.

Nella scena riportata, Poirot incontra i 12 sospettati fuori dal treno, offrendo loro due possibili soluzioni all’assassinio di Ratchett, una più semplice e una più complessa, secondo la quale ogni sospettato ha un motivo per ucciderlo: il Dr. Arbuthnot, “devoto riconoscente amico del colonnello Armstrong” e compagno dell’istitutrice di Daisy, Mary Debenham; Helena, zia di Daisy, moglie di Rudolph Andrenyi, “un uomo potente non nuovo a momenti di rabbia e violenza”. E ancora, “la madrina della piccola Daisy”, la signora Natalia Dragomiroff “e la sua fedele domestica”, precedentemente “cuoca degli Armstrong”; “la bambinaia di Daisy”; “l’attendente” e l’ex autista del colonnello Armstrong; MacQueen, assistente di Ratchett; Hardman, il detective del caso, innamorato della “domestica ingiustamente accusata” e per questo suicidatasi degli Armstrong, e sorella del capotreno Pierre Michel. Infine “la povera Linda Arden”, nonna di Daisy.

La scena, come tutto il film del resto, è un perfetto esempio di team-work. Poirot si trova davanti a dodici “anime ferite”, tutte egualmente sospettabili.

“Quando Ratchett ha ucciso Daisy Armstrong dodici vite sono state spezzate, sfigurate, stroncate e pretendono giustizia”

Ecco la soluzione:

“Nessuno di voi da solo poteva farlo e nemmeno in coppia, il crimine può essere stato commesso solo da tutti voi, insieme, insieme!”

Ad avere ucciso Ratchett sono tutti e dodici i sospettati, “reclutati tutti” dalla Arden. Ognuno di loro, a turno, si è recato di notte nel suo scompartimento per infliggergli una coltellata ciascuno. Un piano studiato alla perfezione, in cui “ognuno ha una parte da recitare” , “anche se l’arrivo della valanga e l’imprevista presenza del detective costringono a cambiare i piani”. Così complici e così uniti, fino alla fine, da non lasciar trapelare la verità (“nessuno di voi è un assassino, eppure qualcuno deve esserlo”).

Ognuno in piena sintonia con gli altri, con lo stesso comune obiettivo finale: la morte violenta di Cassetti e la giustizia. Questo team così affiatato rappresenta il modello perfetto di un’organizzazione umana, ancora di più aziendale: non solo perché tutti i suoi componenti remano nella medesima direzione, ma anche perché il risultato finale è inteso come risultato del gruppo in quanto tale, e non delle singole individualità che hanno concorso a realizzarlo.

E anche se il contributo di tutti non sarà stato sicuramente lo stesso, “da ciascuno secondo le proprie capacità …” sostiene Marx. Anche nel miglior lavoro di gruppo il contributo di ciascuno non è uguale a quello degli altri, ma indispensabile per la perfetta riuscita del progetto.

Solo quando c’è una forte e salda unità di intenti, le singole individualità, i singoli egoismi e particolarismi si annullano per confluire in un fiume di energie condiviso, e nel rispetto di tutte le parti, in nome di un fine comune. Quando in una relazione di gruppo si perde di vista il “noi”, infatti, pensando solo ad affermare i propri obiettivi personali, automaticamente si permette ai personalismi di affiorare e si disperdono le energie dal risultato finale.

In questo senso il modello “Orient-Express” può essere inteso come il modello ideale per rendere vincente ogni singolo lavoro di gruppo di un’organizzazione intesa come comunione di forze e intenti.

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Scena sul teamwork tratta dal film "Assassinio sull'Orient-Express"“Assassinio sull’Orient Express” (Murder on the Orient Express) è un film del 2017 diretto, co-prodotto e interpretato da Kenneth Branagh, basato sull’omonimo romanzo del 1934 di Agatha Christie.

 

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