Scena sul recruiting: quando le soft skills (forse) non bastano

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Avere delle buone competenze trasversali è oramai un aspetto che un buon recruiter sa di dover valutare in ogni candidato.

La signora Maisel sembra perfetta: è allegra, sicura, cordiale, ha un’ottima capacità di esprimersi, ed è determinata ad ottenere un lavoro. Ha tutte le carte in regola per essere una nuova dipendente dei grandi magazzini.

Comprendiamo però lo stupore del recruiter quando apprende che il suo, è un colloquio per ascensorista.

Eh si, perché Midge è così decisa nel suo intento di essere assunta, che ha fatto domanda per la prima mansione che l’è capitata a tiro, ma non senza “edulcorare” le sue ragioni:

“ è sempre stata la mia passione questa! [ … ] sento come se tutta la mia vita mi abbia condotta a questo!”

Cosa dovrebbe fare il recruiter?

La signora Maisel non possiede le hard skills necessarie per poter ambire al posto di ascensorista, non avendo né esperienza, né competenza a riguardo. Il vero problema, che il datore di lavoro conosce bene, sta nel fatto che la mancanza delle specifiche per quel lavoro implica che, qualora ci fosse un problema o un guasto, Maisel si ritroverebbe completamente allo sbaraglio.

Maggiore è la tecnicità del lavoro (come nel nostro caso, quello di ascensorista), maggior peso avranno le esperienze maturate in quell’ambito. Un’azienda come quella dei grandi magazzini, che si stanno già preparando per il Natale con attenzione scrupolosa, non avrà il tempo di formare una persona che parte totalmente da zero.

Non dimentichiamoci però che la ragazza possiede delle spiccate soft skills molto richieste, forse anche tu non hai potuto fare a meno di provare per lei una certa simpatia.

E’ davvero allora tutta questione di competenze si, o competenze no? Naturalmente dipende dall’obiettivo aziendale. I grandi leader preferiscono puntare su doti caratteriali e attitudini, come la determinazione, la capacità di problem solving, l’atteggiamento positivo e la capacità di fare squadra. Tutte caratteristiche che Midge sembra incarnare al punto da sembrare sprecata per il ruolo di “ascensorista”, pur non avendo esperienza  e competenza tecnica.

Chi costruisce solidi team di lavoro, tende a pensare ” prima chi”, “poi cosa”, intendendo che il carattere è più importante del ruolo. La verità sta sempre al centro e , come questa simpatica scena fa capire, tutto sta nel trovare il posto giusto per la persona giusta (o viceversa).

Recatesi nel reparto cosmetico per consolarsi dal pessimo colloquio, grazie ad un episodio del tutto casuale, Midge capisce di aver solo sbagliato il tiro, e torna  alla carica dal Recruiter, che poi l’assumerà volentieri.

Spetta al Recuiter trovare le persone giuste per il posto giusto.

Egli deve avere la capacità di riconoscere il talento, ma anche di saper collocare le persone in base alle loro caratteristiche, e in modo che possano dare il proprio meglio per far crescere la società, e loro stessi.

Magari un giorno Midge coronerà il suo “sogno” di diventare ascensorista, o forse sentirà che tutta la sua vita in realtà l’ha portata a voler essere il nuovo Babbo Natale! Non sappiamo cosa saremo in futuro, ma certo è che per essere ciò che vogliamo domani, dobbiamo “sfruttare” i nostri punti di forza oggi.

La fortuna a volte ci fa incontrare un mentore che ce li ricorda, ma il più delle volte dobbiamo essere noi ad indagare e riconoscere le nostre “vere” passioni.

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