Scena sugli incidenti sul lavoro: i deficit dell’attenzione

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Due convinzioni estremamente diffuse rispetto alla problematica degli infortuni sul lavoro sono le seguenti:

  1. Maggiore è il Rischio maggiore sarà l’entità del Danno che ne scaturirà
  2. Per evitare di incappare in incidenti è necessario mantenere alta l’Attenzione

Entrambe sono formalmente corrette, ma a mio avviso insufficienti per inquadrare appieno il problema.

Nel Cult natalizio “Mamma ho perso l’Aereo”del 1990 il bambino Kevin difende la propria casa dal tentativo di furto perpetrato da due ladri un po’ sbadati, sottoponendoli ad una serie di trappole che hanno divertito intere generazioni di bambini ed adulti.

Guardiamo la famosa scena delle “traps” considerando i ladri Harry e Marv dei comuni lavoratori, e le trappole di Kevin i rischi che si trovano ad affrontare durante la loro giornata lavorativa.

Come dovevano comportarsi per evitare di esporsi ai rischi?

La risposta immediata di tutti sarà la seguente:“dovevano stare più attenti!”

La domanda che tocca farsi però, quando si parla di Salute e Sicurezza sul Lavoro, è più complessa:

Perché capita che un lavoratore non rispetti le misure di sicurezza previste?

Analizzando gli incidenti nella scena proposta possiamo evidenziare differenti situazioni e motivazioni:

1 –ERRORI DI VALUTAZIONE

Sono alla base di tanti incidenti (soprattutto la sottovalutazione dei fattori di rischio), a conferma del fatto che la convinzione secondo la quale a gravi incidenti debbano per forza corrispondere gravi errori sia frettolosa e incompleta.

I ladri non ritengono un bambino un pericolo degno di grande attenzione, così come una procedura di lavoro a basso rischio viene erroneamente spesso ritenuta non in grado di causare gravi danni.

2 –ANOMALIA RISPETTO ALLA PRASSI

Una situazione imprevista può destabilizzare la concentrazione durante l’attività lavorativa e portare ad un comportamento senza tutele (Harry viene inaspettatamente colpito attraverso la gattaiola e Marv per capire cos’è successo decide di infilarci la testa!).

3- MANCATO UTILIZZO DEI D.P.I

Scivolate sulle scalinate ghiacciate, ustioni toccando oggetti roventi, cadute di carichi dall’alto e vetri calpestati avrebbero causato danni di minor entità se i ladri avessero indossato calzature antiscivolo, guanti anticalore e caschetto protettivo. I Datori di Lavoro sono obbligati, per i rischi e le mansioni che lo prevedono,a fornire Dispositivi di Protezione Individuale ai lavoratori, e quest’ultimi sono obbligati ad indossarli.Purtroppo è comune la sensazione di scomodità dei D.P.I, che supera il senso di protezione che trasmettono, spingendo talvolta il lavoratore a decidere di farne a meno.

4 –VELOCITÀ

Il lavoro è un contesto estremamente dinamico, in cui la necessità di rispettare le tempistiche porta il lavoratore a velocizzare le procedure. Aumentare la velocità comporta un maggior dispendio di energie fisiche e mentali, assottigliando il margine d’errore.

I ladri, vedendo Kevin vicino, corrono per raggiungerlo e non si accorgono prima delle macchinine sparse ai piedi delle scale e successivamente del filo tirato, incappando in due rovinose cadute.

5 – ESIGENZE DELLA MANSIONE

Ogni mansione lavorativa prevede inoltre, all’interno delle tempistiche stabilite, il raggiungimento di un obiettivo più o meno specifico; può capitare che un lavoratore decida consapevolmente di non rispettare le tutele a cui è obbligato attenersi, perché comporterebbero una perdita di tempo ed il mancato raggiungimento dell’obiettivo lavorativo. La dinamica espressa è rappresentata dalla scena sulla scala nel seminterrato, quando Marv, gradino dopo gradino, decide di andare avanti nonostante sia sempre meno protetto (perde le scarpe, poi le calze e infine calpesta il chiodo) e dalla decisione di entrambi di seguire il bambino aggrappati alla fune invece di fare un altro giro, finendo per cadere.

6 – COMFORT ZONE

La condizione mentale in cui la persona agisce in uno stato di assenza di ansietà, con un livello di prestazioni costante e senza percepire un senso di rischio” (Alasdair A. K. White : “Teoria della comfort zone”).

Entrare in Comfort Zone rispetto alla tutela di Salute e Sicurezza è pericoloso, perché abbassa automaticamente il livello di concentrazione.

Quando si entra in Comfort Zone?

Quando si svolgono attività ripetute e di routine, quando si ha familiarità con gli ambienti e le attrezzature di lavoro o quando si raggiunge un obiettivo; Harry e Marv quando riescono finalmente a catturare Kevin, abbassano la concentrazione e non si accorgono del vecchio Marley che li colpisce alle spalle.

7 – IMPARARE DA EVENTI PASSATI E NEAR MISS

Utilizzare gli incidenti passati e di Near Miss (eventi che avrebbero potuto causare un infortunio ma, solo per pura casualità non lo hanno prodotto) per migliorare la tutela della sicurezza sul lavoro.

A questo proposito dobbiamo ringraziare il regista Chris Columbus che nel 1992 con “Mamma ho riperso l’aereo, mi sono smarrito a New York!”ci permetterà di analizzare i comportamenti a due anni distanza in un analogo contesto lavorativo, aggiornando la valutazione di rischi e gli aspetti mentali che determinano comportamenti errati.

Dunque l’appuntamento è al prossimo episodio!

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Mamma, ho perso l’aereo (Home Alone)” è un film del 1990 scritto e prodotto da John Hughes e diretto da Chris Columbus. Disponibile su Amazon

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