Scena sul remote viewing: Remote Viewing: quali abilità servono per riuscire

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Di Francesco Martelli

Il film “L’uomo che fissa le capre”, anche se tratta l’argomento in modo secondo me piuttosto superficiale, avendo il regista Grant Heslov perso l’occasione di presentarlo in modo più intelligente, approfondito, interessante e completo, ha suscitato un certo interesse nel pubblico. Dunque in molti mi hanno poi domandato se queste cose si possano fare davvero e quali caratteristiche gli aspiranti Remote Viewers devono possedere.
Da anni mi occupo professionalmente di addestrare persone di ogni tipo, ma in particolare professionisti, imprenditori e manager, a sviluppare le loro abilità intuitive, il loro sesto senso e la peculiare capacità derivante dal Remote Viewing.
Queste abilità servono ad ottenere informazioni importanti per il lavoro, per gli affari, gli investimenti, per prendere decisioni e meglio risolvere problemi, ma anche in ambito personale.

In base all’esperienza che ho maturato in ormai 10 anni, mi sono convinto che tutti potenzialmente possono riuscire nel Remote Viewing, perché queste facoltà sono insite nella mente umana. Chiunque può migliorare, almeno di un certo grado, qualsiasi abilità, purché consapevolmente decida di fare un allenamento costante per un periodo abbastanza lungo (almeno 6 mesi).
Nella pratica però non tutti possono riuscire. Certamente ho osservato alcune caratteristiche e fattori che possono incidere moltissimo sulla riuscita, o meno, in quest’abilità.
Di sicuro chiunque può molto migliorare, rispetto ai suoi risultati iniziali, ma non tutti possono arrivare ad eccellere. Ciò avviene per una serie di motivi che saranno più chiari dopo aver letto i prossimi paragrafi.

In ogni campo, se si parte con un buon talento naturale forse si può arrivare a risultati notevolissimi; se invece non si è particolarmente portati, è probabile arrivare, al massimo, a risultati nella media, al massimo discreti. Pensandoci bene, questo vale per qualsiasi altra abilità intellettuale, ma anche per quelle manuali e sportive. Quindi vale anche per il Remote Viewing.
Un fattore che sicuramente fa la differenza è una forte motivazione a riuscire bene. Infatti serve tempo, impegno, energia, oltre che denaro, per imparare e continuare fino ad avere buoni risultati. Quindi con motivazione insufficiente o incostante ci si ritroverebbe ad avere risultati scarsi e poi sicuramente a smettere.

Altra caratteristica comune a tutti i Remote Viewers è vedere la vita e la realtà in modo poco convenzionale: altrimenti come si potrebbe pensare di impegnarsi a tentare di “vedere” a distanza (a occhi chiusi!) qualcosa che è impossibile percepire mediante i 5 sensi?
Come minimo è necessario essere aperti alla possibilità di fenomeni normalmente considerati “paranormali”.
Tutti i Remote Viewers poi denotano, o riescono a sviluppare, una forte sensibilità, un’attenzione e una consapevolezza fuori dal comune (cioè maggiore della media) verso se stessi, le proprie sensazioni, le emozioni, le immagini mentali e i processi di pensiero: quello che alla maggior parte delle persone “normali” passa inosservato o sottovalutato.
Oltre la motivazione anche l’ambizione a diventare eccellenti in qualcosa di molto insolito è un requisito per riuscire. Anche la capacità di imparare osservando e modellando gli esperti, senza porsi troppe domande, aiuta moltissimo.
La capacità di isolarsi mentalmente, ottenibile mediante la meditazione oppure l’autoipnosi, mantenendo a lungo la concentrazione senza troppo distrarsi, è un’abilità utilissima per rendersi poco influenzabili dall’ambiente circostante.

Riuscire a reggere a lavorare sotto pressione, superare eventuali critiche e continuare a provare nonostante fallimenti è essenziale. Data la difficoltà e la particolarità di ciò che si fa, in mancanza di queste caratteristiche è veramente molto difficile poter avere buoni risultati.
Probabilmente l’abilità fondamentale più di ogni altra per riuscire è la capacità di rilassarsi, perché questo stato mentale è il prerequisito per poter avere percezioni chiare e comprensibili nel Remote Viewing.
Un ultimo fattore determinante, o quanto meno assai utile, è l’essere normalmente a proprio agio anche quando si tratta di pensare in modo intuitivo e creativo, non solo nel prevalente modo di pensare, principalmente logico e analitico.
Mettendo assieme tutte queste caratteristiche ecco che possiamo intravedere il complesso delle caratteristiche e abilità che facilitano il successo nel Remote Viewing.

Francesco Martelli

Per sapere le date dei prossimi corsi di Remote Viewing e per conoscere le mie attività visita il mio sito
www.francescomartelli.info
Scrivimi per informazioni o domande al mio indirizzo: martelli@intuizione.net

Copyright 2012 di Francesco Martelli – Tutti i diritti riservati. E’ vietata la riproduzione con qualsiasi mezzo.

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L'uomo che fissa le capreL’uomo che fissa le capre Un film di Grant Heslov con George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges – Titolo originale “The Men Who Stare at Goats”. USA, 2009

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2 commenti

  • Josè Scafarelli 2 anni fa

    L’uomo che fissa le capre è semplicemente stupendo! 🙂
    L’avrò guardato 3-4 volte… certo un titolo del genere è un deterrente forte… però ebbi la fortuna di guardarlo al cinema e me ne innamorai… che storia! 🙂
    Grazie Virginio, grazie Francesco! 🙂
    1abbraccio
    Josè

    Rispondi
  • Virginio De Maio 2 anni fa

    le persone dovrebbero sapere che le cose strane ci piacciono Josè !!
    altrimenti da cosa impariamo ?
    Quando produrrò film, uno lo chiamerò “le capre che fissano gli uomini”. Vorrò guardare in faccia chi lo verrà a vedere!-))))

    Grande Josè

    Rispondi

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