Scena sulla motivazione: Questa è una storia di motivazione

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Di Virginio De Maio

Questa è una storia di motivazione.

Questa volta è stato come una serie di tonfi, quelli che fai sulle montagne russe quando all’improvviso ti accorgi di sprofondare, ma in un baleno vieni riportato su ad ammirare il panorama più bello di prima. Subito dopo aver visto questa scena ho abbracciato mia figlia con le lacrime agli occhi. Ho apprezzato la mia vita, molto più di quanto lo faccia solitamente.

Io posso dire di aver avuto tutto.

Bethany ha avuto molto, ma anche la sfortuna di perdere un braccio.
La gente di Phuket in Thailandia non ha più niente. Ha perso tutto con lo tsunami del 2004.

Hai bisogno di questi balzi di prospettive quando credi di aver perso qualcosa, per renderti conto di avere molto, anzi di più. Ho cominciato guardando il film “Soul surfer” dalla mia prospettiva. Un italiano medio, con i suoi problemi e le sue lamentele di routine. Poi la vera storia della Hamilton, mi scrolla e mi invita ad allargare gli orizzonti. La mia prospettiva cambia, come quella di Bethany, quando ci si accorge che qualcuno il tonfo lo ha fatto di sola andata: dal tutto a niente in pochi secondi.

In quei posti, nei luoghi delle tragedie, avere un solo braccio è avere già tanto.
E pensare che qualcuno ha criticato l’albero di Natale di mia madre perché aveva poche luci e ne avrebbe volute vedere altre.

Dall’avere niente al rendersi conto di avere tutto. Questo è il tonfo più bello.

Dicono che il Signore operi in modi misteriosi, io dico che è un eufemismo. Chi avrebbe detto che insegnare a surfare ad un bambino avrebbe insegnato a me che surfare non è la cosa più importante del mondo. E che c’è qualcosa di più importante: l’amore. Più grande di qualsiasi onda anomala, più potente di qualsiasi paura

Non  stiamo parlando di un film, ma di una storia vera “raccontata” in un film.
Nessuno aiuta Bethany a supera le sue paure, ma aiutando gli altri lei aiuta se stessa. E’ rimasta in ascolto come il padre le ha suggerito: “Prega e ascolta quello che viene dopo”. Quando non hai risposte, quando il dolore è troppo profondo per essere superato con una pacca sulla spalla, allora credere che qualcosa succederà per il proprio bene è determinante.

Questa ragazza perde un braccio dopo l’aggressione di uno squalo, ma la sua passione per il surf la porta a lottare per vincere, successivamente, diversi prestigiosi premi. Prima dovrà vincere la battaglia più dura: quella con se stessa. Con le sue paure, con le sue abitudini. Dovrà imparare a fare tutto con un solo braccio e dovrà apprezzarsi come una persona normale, pur  sapendo di non esserlo.

Subito il pensiero corre ad altri film: “Lo scafandro e la farfalla”, in cui il protagonista riesce a scrivere un libro con il solo battito della palpebra in seguito ad una paralisi totale, piuttosto che la comparsa di Lance Amstrong in “Dodge Ball-Palle al balzo”, esempio di determinazione e perseveranza nonostante il tumore l’avesse dato per spacciato.

Io ho bisogno di questi tonfi capaci di scaraventarmi “dal tutto al niente” per farmi capire che sono un “povero” quando mi lamento, quando mi attacco alle idee e alle piccole questioni, e quando non allargo i miei punti di vista.

E ho bisogno di quel vuoto d’aria al cuore che mi riporta dal “niente al tutto”, perché sono grande quando comincio ad apprezzare quello che ho, quando sono compassionevole nei confronti degli altri e quando imparo da chi il coraggio lo deve tirare fuori tutti i giorni.

Quindi, amici, lottiamo finché è possibile e amiamo con tutto il respiro che ci resta, perché abbiamo tanto, anzi abbiamo tutto.

Come Bethany dirà più avanti nel film: E ho imparato che la vita è come il surf, quando finisci nella zona d’impatto bisogna rialzarsi perché non si sa mai cosa c’è dietro la prossima onda e se hai fede tutto è possibile, veramente tutto

Grazie Bethany Hamilton!

Bethany Hamilton
La vera Bethany, sorridente come sempre

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“…se caso mai non vi rivedessi…
  
buon pomeriggio, buona sera e buona notte!”…
 
(The Truman Show)

 

Virginio

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6 commenti

  • larisa 2 anni fa

    Veramente bello il messaggio, la scena, tutto!
    Ho preso davvero tanto da quest’ultimo articolo.grazie ancora

    Rispondi
  • maxF 2 anni fa

    davvero sei un riflettore puntato sulla nostra consapevolezza!
    mx

    Rispondi
  • Josè Scafarelli 2 anni fa

    molto bello… mitica anche la scena di Armstrong in Dodge Ball! 🙂
    Dovresti farci un articolo su quella scena! 😉
    Complimenti Virg, leggo volentieri i tuoi post… di questi tempi è una scelta molto selettiva quella che faccio sui siti da seguire! 🙂
    A presto!
    1abbraccio
    Josè

    Ciao MaxF! 😛

    Rispondi
  • SuperMarius 2 anni fa

    Carissimi Commentatori ed Amanti de “Il cinema insegna” Vi porto la mia testimonianza diretta di come la mia vita sia cambiata in meglio e profondamente dopo che, come Bethany Hamilton, è venuta a mancare una parte di me e ciononostante, anche grazie alle tantissime persone straordinarie che ho incontrato o che ho conosciuto attraverso i loro scritti ed al mio carattere positivo, curioso ed estroverso che posso dirVi: “Amo la vita e la vita Ama me”… Vi saluto con una mia citazione:
    Peace, Love, Job and Dignity Everyone.
    Buone Feste
    Paesedombre, 12.12.12

    Rispondi
  • Virginio De Maio 2 anni fa

    Grazie Josè per il tuo tempo e per la tua fiducia.
    Sono davvero contento di rientrare nelle tue scelte, perché oggi avere l’attenzione delle persone è un privilegio proprio come dici tu .

    basta sempre dare del valore “sinceramente” a chi ti segue , come del resto è anche una tua abitudine :

    http://www.ricchezzavera.com/blog

    Rispondi
  • Virginio De Maio 2 anni fa

    wow…che metafora !!!Grazie mx …

    Rispondi

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