Scena sulla scelta: Quanti coltelli nelle gambe?

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Di Virginio De Maio e Max Damioli

Dopo essermi sbellicato dalle risate, ho pensato chi avrebbe potuto commentare questa scena nel panorama della formazione italiana. Mi è venuto in mente un amico, un ex regista e soprattutto un grande formatore: Max Damioli.

Lui sì che sarebbe capace di piantarsi un coltello nella gamba pur di fare una nuova esperienza 🙂 , proprio per questo gli ho chiesto il suo “irriverente” punto di vista:

Max, qual è il messaggio centrale della scena?

Da regista ho apprezzato il fatto che tutta la scena prepara I 4 SECONDI PIU’ DIVERTENTI di TUTTO IL FILM: il silenzio tra quando Ricky decide di piantarsi il coltello nella gamba e il suo urlo… sono 4 secondi di grande cinema comico!

Prima di commentare il messaggio voglio raccontarti una storia vera.

 

Un mio caro amico, sportivo e atletico, dopo un incidente stradale si ritrovò una PARESI alle gambe e cioè per un periodo non riusciva a muoverle per una compressione di un ematoma sul midollo spinale. Dopo qualche settimana, tuttavia, l’ematoma era sparito e da un punto di vista neurologico – come nel film – lui avrebbe teoricamente potuto camminare di nuovo, ma…

 

…nel frattempo, nelle settimane in cui andava in giro con la sedia a rotelle, aveva inventato un certo sistema di ruote e materiali e aveva inventato la sedia che ancora oggi si utilizza nei Giochi Olimpici per fare certi sport.

 

Non solo l’aveva inventata, ma la sapeva usare in maniera talmente eccellente che era in grado di salire e scendere le scale da seduto senza l’aiuto di nessuno.

 

Era un ragazzo normale prima dell’incidente e oggi era il NUMERO UNO DELLE SEDIE A ROTELLE NEL MONDO.

 

Quando gli fu comunicato che poteva camminare mi disse a bassa voce: “…se mi rialzo dalla sedia a rotelle torno a essere uno normale, mentre in sedia a rotelle sono il numero uno … credo che sia un prezzo piccolo da pagare per un grande balzo in graduatoria!”. E non si alzò più.

 

Io imparai molte cose da quell’incontro di coaching:

1) Dietro a ogni (dico OGNI!) “situazione” c’è una SCELTA più o meno conscia che spinge verso un VANTAGGIO… anche se A NOI SEMBRA che non sia così.

 

2) Non siamo noi a decidere per gli altri se sia GIUSTO o SBAGLIATO rimanere su una sedia a rotelle (o su un letto di morte)… lo decide la persona e sarà bene che ci prepariamo a sottoscrivere la SUA decisione.

 

3) Possiamo chiederci due cose:

 

a. Da “vittima/malato”: “CHE VANTAGGIO MI DA’ QUESTA SITUAZIONE?”

b. Da COACH: “Puoi ottenere lo stesso vantaggio senza bisogno di ricorrere alla sedia a rotelle?”

 

Insomma: non esiste al mondo una sola condizione che sia “casuale” e non sottoscritta da chi la “subisce” e, di solito, dietro a questa decisione di sottoscrivere, risiede un VANTAGGIO (anche se a noi sembrano maggiori gli “svantaggi”).

Giudicando dalla tua esperienza quanti Ricky Bobby conosci?

Sarebbe più facile dire quanti NON SONO come lui. Pochi.

 

La maggior parte di noi utilizza ciò che sta INTORNO per evitare di vedere ciò che c’è DENTRO e dà volentieri la “colpa” del suo stato a qualcosa o qualcuno “là fuori”.

 

Persino la pioggia è colpa del governo ladro!

 

A volte la vita ti mette di fronte a “coltelli piantati nella gamba” che nostro malgrado ci spingono ad alzarci in piedi e camminare con le nostre gambe. Usualmente una guerra, un sisma, un lutto, un incidente, una malattia, una perdita, un fallimento: o muori o rinasci. Spesso si rinasce. A volte si muore prima dentro e anche spesso fuori.

Che consiglio daresti a tutte le persone che ogni giorno continuano a piantarsi coltelli nelle gambe?

Non seguo i consigli: so sbagliare benissimo da solo, ma se CAPITASSE A ME… mi direi:

 

“Non ho bisogno di trovare scuse se voglio giocare a basket su una sedia a rotelle… lo posso fare anche da normodotato”. Non ho bisogno di fingere la paraplegia se voglio dare il permesso a mia moglie di farsi storie con altri. E neppure se voglio comperarmi un camper con la sedia da capitano. E in ogni momento, ove trovassi una strategia migliore di stare qui seduto per ottenere quello che sto cercando di ottenere, mi posso alzare e andarlo a prendere.

 

Termino dicendo che ogni volta che mi hanno detto in passato che non avrei più potuto sciare o camminare normalmente dopo un incidente, mi è piaciuto fare finta, fare COME SE fosse vero… e sono sempre tornato più bello e più forte che prima! (bravo!grazie!:-) )

Bravo! Grazie! Te lo dico io per davvero Max. Mi è sempre piaciuto il tuo modo di vedere le cose.

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Ora tocca a te darci il tuo punto di vista ….

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“…se caso mai non vi rivedessi…
  
buon pomeriggio, buona sera e buona notte!”…
 

(The Truman Show)

Virginio

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8 commenti

  • armando 3 anni fa

    complimenti per l’articolo e per la scena. io ci ho letto molti significati:
    1) quando siamo convinti di una cosa, adeguiamo i nostri comportamenti a quel modo di vedere (anche a costo di farci del male)
    2) le scelte delle persone sono sempre conseguenza del loro modo di vedersi . Questo mi fa pensare che l’autostima è la chiave di tutto (ricky bobby ha smesso di fare terapia, perché per lui non cambierebbe comunque nulla
    3) come dice Max , dall’esterno è difficile influenzare i modi di “vedersi” degli altri. Ma possiamo comprenderli o sfidarli …

    … e chi sa quante altre riflessioni potremmo fare!! grazie “Il Cinema” date sempre spunti molto interessanti . Armando

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  • virginio 3 anni fa

    ..gran bella sintesi Armando ! grazie a te !
    poi lo sai..volendo di film …possiamo stare a parlare per ore 😉

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  • roberta 3 anni fa

    certo che la storia del tuo amico (Max) è sorprendente. Accettare di restare su una sedia a rotelle pur di avere un primato (triste, ma pur sempre primato) è veramente impensabile (per me ..naturalmente).
    Comunque grandi spunti di riflessione…

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  • massimo 3 anni fa

    Siete sempre e continuamente i migliori .
    Le tematiche che affrontate e il modo con cui le trattate dovrebbero essere insegnate nelle scuole italiane , al posto di inutili e insignificanti materie . Pero’ crescerebbero persone sempre piu’ intelligenti e quindi non piu’ controllabili da quella massa di farabutti che ci governa (ma che non ci rappresenta).Distinti saluti

    Rispondi
  • Virginio 3 anni fa

    ..grazie per i complimenti Massimo.
    Noi cerchiamo di fare il nostro aumentando conoscenze e consapevolezza. Siamo veramente convinti che l’istruzione possa fare la differenza ….Pensa che siamo in contatto con il Ministero dell’Istruzione per fare in modo che gli insegnanti utilizzino “scene di film” nelle loro lezioni.
    E’ uno dei modi per realizzare la nostra missione!
    Alla prossima ..
    Virginio

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  • Simona 3 anni fa

    Certo che la scena è proprio divertente!
    In effetti ci sono diverse persone che preferiscono rimanere “immobilizzate” nei loro problemi o per meglio dire, nei loro limiti.
    Credo però, sarebbe meglio far capire loro cosa provano nel rimanere avvolti in situazioni irrisolte o di disagio e come invece, vorrebbero sentirsi, fare leva su questo sarebbe già un inizio.

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  • virginio 3 anni fa

    …si Simona, a volte è utile scuotere le persone “immobilizzate” … altre volte ti diranno che non le “capisci a fondo” , proprio come Ricky ha fatto lanciando la “maledizione” sui suoi amici.

    Sono dell’idea che dovremmo aiutarci a vicenda … quindi tu dovresti farmi notare i miei limiti …. io i tuoi. Solo così possiamo accorgerci di poter “camminare” ..”correre” ..e “volare”…

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  • M. Barbara 2 anni fa

    Chissà quante volte anch’io mi sono trovata in circostanze simili, certo meno eclatanti di questa che accade nel film.
    Comunque ho compreso che come ci comportiamo, le idee che attraversano la nostra testa, sono frutto di quanto ci seminiamo dentro.
    Ricky ha dato alla sua sedia a rotelle il potere che lui stesso desiderava o che forse gli interessava. essere un “capitano” .
    Vedere, ascoltare questa scena di film mi da coraggio a scegliere cosa e quali semi desidero seminare nella mia testa….
    Buona serata

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