Scena sulla poesia: La poesia è in ognuno di noi

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Di Virginio De Maio

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Ho cercato per tanti anni la poesia dentro di me, e la sto ancora cercando. Ci sono momenti in cui emerge e altri in cui si nasconde. A volte penso che affannarsi non serva a nulla, ma non dubito mai del fatto che esista. La poesia è in ognuno di noi.

E’ un combinato di passione, talento e coscienza. Quando questi tre elementi raggiungono il punto d’impatto ideale, in quel momento tu starai dando il meglio di te, senza sforzo, quasi naturalmente.
In te, in me, in ognuno di noi, questi elementi si fondono quando facciamo quello che ci piace (passione), ci riesce naturalmente (talento) e apporta valore anche per gli altri (coscienza).

Mentre lo facciamo, solitamente il tempo passa veloce, quasi si annulla. Forse sognava questo Einstein con la sua “teoria della relatività”, un mondo in cui il tempo si annulli.

In quel momento siamo nel “flusso”, nella “zona”, stiamo facendo quello per cui siamo nati. Ma all’istante una vocina dentro la testa ammonisce  “sì… ma non puoi vivere di…” ed è proprio questo un altro segnale dell’alchimia, perché solitamente gli resistiamo. O meglio, non siamo noi a resistergli, ma solo una parte di noi, quella addomesticata. Quella impigrita, addestrata a non rischiare, a non sognare troppo e a restare con i piedi per terra.

Ho avuto la fortuna di incontrare migliaia di persone e di conoscere le loro storie. Da questi incontri ho ricavato che l’origine di quasi tutti i problemi è fare “quello che non ti piace”. Non sto parlando del lavoro duro o dei sacrifici necessari a raggiungere un obiettivo. Semplicemente

Fai quello che ami fare?
Faresti quello che fai, anche gratis, purché tu possa servire il prossimo esprimendo una tua passione?

Se la risposta è no, puoi comprendere questo paradosso: in questo preciso istante, da qualche parte, c’è un insegnante che vorrebbe dipingere piuttosto che insegnare, e un pittore che, stanco di dipingere, vorrebbe insegnare.

Se si scambiassero di posto avremmo molte persone più felici.

So che non è la cosa più semplice del mondo lasciare le proprie certezze per inseguire sogni e passioni, ma non lo è neppure soffrire tutti i giorni accontentandosi di sopravvivere, senza aspirare a qualcosa che dia la luce a se stessi.

“Il compito principale della vita di un uomo è dare alla luce se stesso”
Erich Fromm

Immagina la poesia di cui parla il Maestro nella scena tratta dal film “Poetry” come l’ispirazione della propria vita, la direzione da imboccare per raggiungere il successo personale.

Maestro: Scrivere poesie significa ricercare la bellezza. Lo capite? Scoprire la vera bellezza in ciò che abbiamo davanti ai nostri occhi nella vita quotidiana. La vera bellezza, non soltanto la bellezza dell’apparenza. In ognuno di voi c’è della poesia, nel vostro cuore. Ma è lì imprigionata, dovete liberarla. La poesia che ora è intrappolata nel vostro cuore deve prendere il volo.

Mija: Mi scusi, quando arriva l’ispirazione?

Maestro: Quando arriva l’ispirazione?

Mija: Sì, io provo sempre a farla venire, ma non la sento mai arrivare. Mi piacerebbe tanto sapere quando arriverà.

Maestro: Non viene da sola l’ispirazione, la si deve supplicare, la si deve cercare e non è detto che venga. E’ un tesoro che non si ottiene facilmente ecco perché bisogna cercarla e supplicarla.

Mija: Dove bisogna cercarla?

Maestro: Non c’è. Non esiste un posto preciso dove andare a cercarla. La si trova andando in giro. Non vi aspetta mica con un cartello con scritto “ispirazione poetica”, ma sicuramente è vicina, molto vicina a noi. E’ sempre lì proprio dove siamo noi. La poesia è anche nel lavello della cucina.

Quindi non cercarla lontano, piuttosto scruta tra i tuoi ricordi di bambino. Solitamente in quel periodo della vita il nostro “elemento” brillava, è solo con l’educazione, la scuola e le esperienze che la luce si è spenta. Ma l’interruttore è sempre lì, e ora che puoi, basta cercarlo.

Potresti brancolare nel buio per un po’, ma un giorno farai una delle conquiste più belle della vita.

P.S.: fossi in te comincerei da “Il lavello della cucina”, non si sa mai 🙂

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Virginio

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7 commenti

  • Francesca 3 anni fa

    Virginio, i tuoi articoli sono sempre degli ottimi spunti di discussione!

    A volte quando ascolto delle canzoni dai testi banalissimi (io e te, tu e me…e via dicendo) mi chiedo se non ci siano altri temi su cui scrivere se non gli amori e le separazioni.

    C’era un tale De Andrè – che non a caso è destinato a rimanere nella storia della canzone d’autore – che scriveva canzoni bellissime e dense di significato traendo spunto…praticamente dalla realtà!

    Nessuna invenzione, solo la sensibilità di cogliere delle scene di vita quotidiana e di descriverle in una maniera affascinante, drammatica, pungente, irriverente, struggente, ecc ecc ecc

    E’ proprio così: l’ispirazione sta anche nel lavello…basta guardarsi in giro…

    Anche il tuo vicino può darti l’ispirazione per scrivere qualcosa o per elaborare un’idea: basta avere occhi e orecchie protese e pronte a catturarlo!

    Rispondi
  • Virginio De Maio 3 anni fa

    proprio così Francesca !
    l’ispirazione può essere ovunque e da nessuna parte.

    poi la musica !!!!!

    prima o poi faremo nascere
    “La musica insegna” e se vorrai ..ne farai parte!
    !-)

    Rispondi
  • Francesca 3 anni fa

    Bellissimo! 🙂

    Rispondi
  • Virginio De Maio 3 anni fa

    Grazie Vincenzo per la tua testimonianza, graffiante e rispettosa allo stesso tempo. Per buona parte condivido il tuo punto di vista.

    Intraprendere e prosperare in Italia non e’ affatto semplice, soprattutto per le persone per bene. Devi fare i conti con troppi mali inguaribili, corruzione,relazioni politiche, de-meritocrazia, superficialità e imbrogli. Solo degli incoscienti potrebbero persistere.

    Ma cosa fare? Arrendersi?
    Lasciare tutto quello che ami, insieme a quello che odi, e cercare la realizzazione altrove ?
    E’ possibile. Anche questa e’ una scelta, senz’altro dolorosa ma pur sempre una scelta.

    Quello che dici e’ sacrosanto, nella Matrix non ci parlano dell’ ambiente. Formatori, motivatori, coach, tengono nascosta l’ influenza negativa dell’ ambiente per non vedere annientate molte delle loro “ricette”. L’ ambiente in cui vivi,lavori e cresci può essere un volano oppure un grande freno a mano. Noi in Italia siamo già fermi da anni. Le “cellule che si muovono” lo fanno con grande sforzo, ma anche con grande passione.
    Quando saremo esausti, forse sarà tardi, ma avremo sempre un’ultima scelta: andare via.Ma fino ad allora ci proviamo ancora, nonostante le mille difficoltà.
    Riguardo alla tua esperienza, forse tu sei già arrivato al punto di non ritorno. Tuttavia mi auguro che il tuo sia solo uno sfogo, e voglia unirti a queste “cellule che si muovono” . Non sei solo, Vincenzo. A volte qualche cellula riesce, senza cedere a compromessi. Credimi e’ possibile ma e’ dura. Fanno sacrifici enormi, ma più che per il bene del Paese, lo fanno per il bene delle persone che amano.
    Ma cosa e’ meglio?
    Spero di risentirti ancora, magari con nuovi entusiasmanti progetti
    Grazie ancora.

    Rispondi
  • Vincenzo 3 anni fa

    Fin dall’età di 13 anni ho saputo cosa avrei voluto fare da “grande”.
    Fino all’età di 31 anni ho fatto qualcosa di cui in realtà non mi importava nulla.

    Dall’età di 31 fino all’età di 38 ho in parte fatto quello che mi piaceva fare, che come si dice “avrei fatto anche gratis” e ho iniziato a cercare di raggiungere quello che so di essere, a costo di immani fatiche e sacrifici.
    Ma l’ambiente aziendale (specchio di questo Paese) non valorizzava la passione, il talento e il merito e persone mediocre avanzavano grazie a ciò che io facevo, nonostante abbia rivoluzionato il campo in cui lavoravo e per l’azienda per cui lavoravo.

    All’età di 39 anni ho deciso di lasciare la certezza per seguire i sogni e passioni di una vita, per di più aiutando e motivando altre persone a fare altrettanto, per dare luce a se stessi.
    Oggi dopo 6 anni che inseguo e lotto per i miei sogni e passioni e nonostante la grandezza delle idee che molti hanno apprezzato, ho perso quasi tutto.

    Nonostante questo voglio dare un contributo a quelle “cellule che si muovono” pensando che quelle intorno inizieranno a muoversi: forse qualcuna si muoverà ma il sistema non guarirà.

    Coraggio, determinazione, disciplina, volontà? Non bastano.
    Seguire i propri sogni e passioni? Non basta.
    Impegnarsi anima e corpo? Non basta.
    Sentire che il tempo si annulla perchè stai facendo la “cosa per cui sei nato”? Non basta.
    L’energia rodotta da questi comportamenti modificheranno in meglio il tuo destino? Non è vero, nonostante la fisica quantistica, la PNL e la dinamica mentale.

    Pessimismo? No, semplicemente l’equazione non viene mai descritta in tutte le sue variabili.

    Quello che spesso non ti dicono, e che invece è di importanza fondamentale, è una variabile universale:
    l’importanza dell’ambiente in cui ti muovi.

    Per ambiente intendo comunità, non settori produttivi o aziende. Quindi mentalità, quindi comportamento, quindi modi di essere.

    Prima di inseguire i tuoi sogni e passioni devi uscire dal matrix. Non credere in questo Paese. Chi ce la fa non lo deve solo al proprio talento, puoi starne certo. Chi pensa il contrario è perchè ancora non ha sperimentato.

    Se senti di poter raggiungere i tuoi sogni, lo potrai fare, ma non qui.
    Guarda il mondo e cerca l’ambiente a cui appartieni. Solo allora potrai volare.

    Grazie Virginio per questo sito, sei certamente una cellula che si muove.

    Rispondi
  • Virginio De Maio 3 anni fa

    Grazie Vincenzo per la tua testimonianza, graffiante e rispettosa allo stesso tempo. Per buona parte condivido il tuo punto di vista.

    Intraprendere e prosperare in Italia non e’ affatto semplice, soprattutto per le persone per bene. Devi fare i conti con troppi mali inguaribili, corruzione,relazioni politiche, de-meritocrazia, superficialità e imbrogli. Solo degli incoscienti potrebbero persistere.

    Ma cosa fare? Arrendersi?
    Lasciare tutto quello che ami, insieme a quello che odi, e cercare la realizzazione altrove ?
    E’ possibile. Anche questa e’ una scelta, senz’altro dolorosa ma pur sempre una scelta.

    Quello che dici e’ sacrosanto, nella Matrix non ci parlano dell’ ambiente. Formatori, motivatori, coach, tengono nascosta l’ influenza negativa dell’ ambiente per non vedere annientate molte delle loro “ricette”. L’ ambiente in cui vivi,lavori e cresci può essere un volano oppure un grande freno a mano. Noi in Italia siamo già fermi da anni. Le “cellule che si muovono” lo fanno con grande sforzo, ma anche con grande passione.
    Quando saremo esausti, forse sarà tardi, ma avremo sempre un’ultima scelta: andare via.Ma fino ad allora ci proviamo ancora, nonostante le mille difficoltà.
    Riguardo alla tua esperienza, forse tu sei già arrivato al punto di non ritorno. Tuttavia mi auguro che il tuo sia solo uno sfogo, e voglia unirti a queste “cellule che si muovono” . Non sei solo, Vincenzo. A volte qualche cellula riesce, senza cedere a compromessi. Credimi e’ possibile ma e’ dura. Fanno sacrifici enormi, ma più che per il bene del Paese, lo fanno per il bene delle persone che amano.
    Ma cosa e’ meglio?
    Spero di risentirti ancora, magari con nuovi entusiasmanti progetti
    Grazie ancora.

    Rispondi
  • Marco Zafarini 2 anni fa

    GRAZIE VIRGINIO

    Rispondi

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