Scena sulla disciplina: Il valore dell’attesa

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Di Virginio De Maio

Il Contesto

Un bambino cade. È fragile, è solo. Potrebbe essere aiutato subito, sollevato, protetto. E invece no.
La madre resta ferma. Aspetta per scelta. Sa che quel momento, per quanto doloroso, è un passaggio necessario. In gioco non c’è il sollievo immediato, ma la costruzione di qualcosa di molto più profondo: carattere, autonomia, forza interiore.
Questa scena, tratta da “Ray“, va guardata fin dall’inizio come una metafora della disciplina, dell’apprendimento e del valore dell’attesa.

Il punto di vista del trainer

È una scena potente per affrontare un tema scomodo ma centrale anche nel mondo del lavoro: quando aiutare troppo diventa un ostacolo alla crescita. È utile in tutti i contesti in cui si parla di:

  • sviluppo delle persone
  • leadership educativa
  • formazione e apprendimento sul campo
  • resilienza e gestione della frustrazione
  • costruzione del carattere professionale

Qui emerge una domanda chiave per manager, formatori, HR e coach: stiamo davvero aiutando le persone… o le stiamo privando della possibilità di diventare forti?

LEZIONI DI DISCIPLINA E CRESCITA

Il bene immediato non coincide sempre con il bene a lungo termine
La madre di Ray potrebbe intervenire subito. Ma scegliere di aspettare significa investire sul futuro, non sull’emozione del momento.

La disciplina è un atto d’amore, non di durezza
Aspettare non è abbandonare. È credere che l’altro possa farcela. È trasmettere fiducia prima ancora che protezione.

La resilienza si costruisce solo attraversando la difficoltà
Non esiste muscolo che si rafforzi senza sforzo. Nel lavoro come nella vita, evitare ogni caduta produce fragilità, non sicurezza.

Educare non significa togliere gli ostacoli, ma insegnare ad affrontarli
La scena mostra con chiarezza che crescere significa imparare a stare nel disagio senza scappare subito.


IN AULA: UTILIZZO DELLA SCENA

Questa scena può aprire riflessioni profonde in percorsi su:

  • leadership e people development
  • onboarding e crescita dei junior
  • gestione dell’errore
  • cultura dello sforzo e del tempo
  • differenza tra supporto e iper-protezione

È particolarmente efficace per lavorare sul tema della pazienza, dell’attesa. 


ATTIVAZIONE ESPERIENZIALE (idee per l’aula)

  • Domanda riflessiva: “Quando è stata l’ultima volta che ho aiutato qualcuno troppo in fretta?”
  • Esercizio di gruppo: individuare situazioni lavorative in cui lasciare più spazio all’autonomia produrrebbe crescita reale.


DOMANDE PER IL GRUPPO

  • In quali situazioni confondiamo il supporto con il controllo?
  • Quanto spazio lasciamo alle persone per sbagliare e imparare?
  • Che tipo di professionisti stiamo formando: resilienti o dipendenti?

 

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“Ray” è un film del 2004 diretto da Taylor Hackford.

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12 commenti

  • Josè Scafarelli 10 anni fa

    mamma mia, che strizzata al cuore questa scena!!!
    e quando insegna!
    Mamma mia… ancora mi batte il cuore!
    Questa mi sa che potrei usarla in qualche corso…
    Sei fortissimo Virg! 🙂

    Rispondi
  • Josè Scafarelli 10 anni fa

    me le permetti 2 cose?
    trovo detestevole il fatto di non avere il campo in cui mettere il nome del mio sito e il dover mettere i capcha per lasciare un commento.
    Credo sia un forte deterrente per molti…
    Scommettiamo che se cambi ste 2 cose inizi sin da subito a riceverne molti di più? 🙂

    Rispondi
  • Cristina 10 anni fa

    Un bellissimo video . Altro che usarlo per gli altri, come prima cosa lo uso per me . Mi ha permesso di riflettere su come sto educando i miei figli. Sul concetto del tutto e subito e “il valore dell’attesa” . Grazie per il tuo commento perché ci permette di vedere le cose da una prospettiva più ampia .

    Rispondi
  • Raffaele Bastinelli 10 anni fa

    tutta la società è viziata dal piacere immediato. E come società dobbiamo imparare ad aspettare per ottenere le cose, quelle buone naturalmente.

    Grazie per questo spunto molto interessante, individuato in un film che io non avrei mai visto. Vi seguo con passione . Raffaele

    Rispondi
  • Virginio De Maio 10 anni fa

    Grazie per i vostri feedback.
    Anche io Raffaele probabilmente non avrei mai visto un film su Ray Charles; ma ho imparato che in tutti i film ci sono messaggi utili, quindi oggi non giudico più secondo i miei gusti . Ho fatto una scelta professionale e i nostri clienti si aspettano di trovare “rivelazioni” improbabili nella nostra banca dati .
    Quindi guardo di tutto ….(a volte non ti dico cosa mi tocca guardare 😉
    Ad majora
    Virg

    Rispondi
  • Maria Carmela 10 anni fa

    Utilissima ed emozionante questa scena. Vale più di mille corsi, mille parole, mille argomentazioni. Grazie per la scelta

    Rispondi
  • Giorgio F. HR 10 anni fa

    Resilienza e motivazione sono strettamente collegati tra di loro. Mi ritrovo nel commento, anche se non è tutto, bisogna anche dire che spesso manca l’altra parte, ovvero gli strumenti per potersi rialzare.
    Dobbiamo combattere anche contro la superficialità . forse sarebbe utile guardare qualche scena a proposito . Comunque grazie per il bel lavoro che fate .
    Giorgio

    Rispondi
  • Virginio De Maio 10 anni fa

    Certamente Giorgio la questione non può essere risolta dalla sola resilienza …..
    è superficiale chi lo pensa. Se ti riferisci a qualche scena sulla professionalità e competenza, ti invito a prendere in considerazione l’idea di iscriverti alla membership riservata . Ci sono decine e decine di esempi. Altrimenti se vuoi , segui anche il blog gratuito . Mediamente ogni settimana commentiamo qualche scena, magari trovi quello che cerchi.

    A presto
    Virg

    Rispondi
  • Tiziana 8 anni fa

    Oggi facciamo una gran fatica a tirare fuori lo spirito guerriero…si fa fatica a praticare la resilienza e ancora più fatica ad insegnarla alle nuove generazioni..
    Userò questo video in aula con in miei alunni…grazie
    Tiziana

    Rispondi
  • michela 6 anni fa

    Una lezione, quella di pensare sul vero amore.
    GRAZIE!

    Rispondi
  • giobio_56 6 anni fa

    Grazie Virginio, con sorpresa mi sono ritrovata a vedere la scena di questo film a cui avevo pensato in un momento di sconforto in cui ho chiesto aiuto alla “mia Mamma” che vive dall’altra parte del Velo e già quella stessa sera ho percepito la risposta che mi dava invogliandomi a resistere, acuire i sensi e vedere, avere fiducia in me stessa e fare… muovere i passi, sciogliere le catene ed interrompere il perpetuarsi di situazioni stagnanti.
    Si a volte é faticoso praticare la resilienza e non solo ai giovani ma ricordarlo anche ai meno giovani, a chi come me a cui piace pensare di poter gustare il frutto maturo quando lo desidera, poiché sa che ogni giorno ha coltivato quel terreno e si é presa cura della pianta e che se lo merita ed allora mi motivo, persevero e mi rialzo e suggerisco di continuare a credere di entrare nel flusso, finché… grazie, grazie, grazie

    Rispondi
  • ilimatrix 6 anni fa

    Intenso, potente, incalzante… le difficoltà se vissute in pienezza, senza nasconderle o “sminuirle”, attivano la capacità dell’anima di trovare la via nel presente…
    Grazie di cuore!!!

    Rispondi

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