Scena sulla leadership: Il potere dell’influenza

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Di Virginio De Maio

Nel suo ancora attualissimo libro “Le sette regole per avere successo”, pur avendolo pubblicato per la prima volta nel 1989, Stephen Covey parla della sfera di influenza contrapposta a quella di coinvolgimento.

Spesso di fronte alle difficoltà gli individui tendono a scoraggiarsi, soprattutto quando hanno la sensazione di non poter influenzare direttamente gli eventi. Questo accade quando il loro focus è puntato fuori da se stessi, sugli aspetti che non riescono a controllare.

Ad esempio, in beffa a tutte le teorie sulla leadership e il controllo, è bene chiarire che non possiamo controllare le persone, possiamo solo avere l’illusione di farlo. Gli uomini sono liberi di scegliere, possono accondiscendere e fingere, ma quando li costringi a seguirti senza il loro pieno consenso, entrambi ne pagherete le conseguenze.

Qual è la soluzione allora?

Cosa posso farci io se il “capo” vuole che le cose si facciano in questo modo?

Se la fabbrica ha deciso di chiudere?

E cosa posso farci io, se la politica ha deciso il destino del mio paese?

Dipende. Se il tuo focus è sulla sfera di coinvolgimento tenderai a sentirti impotente e frustrato, vorresti cambiare tutto ma senti che non dipende da te. Vuoi vincere alla lotteria? Purtroppo non dipende da te.

Vuoi stanziare qualche milione di euro per quell’associazione che ti sta tanto a cuore? Purtroppo non dipende da te.

Vuoi cambiare la cultura dell’azienda in cui lavori ? Purtroppo non dipende da te.

C’è una solo cosa che tu puoi fare, sempre. Si tratta dell’esempio. Niente se, niente ma e però: se vuoi ti rimbocchi le maniche e dai l’esempio del cambiamento che vorresti vedere. Gandhi ci esortava a diventare quel cambiamento partendo dalle piccole cose.

Nel film “Gung Ho – Arrivano i Giapponesi”, gli operai, messi a dura prova dalla cultura dirigenziale molto diversa da quella americana, gettano la spugna poco prima di raggiungere l’obiettivo mensile e cominciano a scioperare.  Tutto l’indotto della città è in pericolo e con esso il sostentamento delle famiglie.

I due leader avrebbero potuto chiedersi: “Cosa possiamo farci noi?”, ma a quel punto non sarebbero stati dei riferimenti, perché il leader guida con l’esempio, non con gli alibi.

Hunt e Kazahiro sanno che c’è una sola cosa capace di smuovere le montagne: la forza dell’esempio.

Questo è quello che accade quando sei tu il primo a rimboccarti le maniche. Guardando la scena, ci si aspetta che almeno uno dei due parta con una supplica, con l’ incitamento degli operai, e invece neanche una parola per motivarli. Sono sereni, sarà l’esempio a farlo.

Ecco cosa accade quando trasformi in azione quello che ti passa per la testa.

Inizialmente ti derideranno.

Poi si chiederanno il perché.

Poi dubiteranno delle tue intenzioni (lo fanno per fare bella figura coi giapponesi, per pararsi il culo).

Poi qualcuno inizierà a capire e schierarsi, fino a quando la maggior parte si sentirà influenzata dalla tua forza di carattere.

L’esempio è l’unico modo per mostrare la tua coerenza e quando sei credibile agli occhi di chi ti è vicino, influenzerai prima uno, poi due, poi dieci e infine una massa di persone che possono cambiare le regole e la cultura.

Si racconta che Gandhi venne visitato in cella da una madre disperata con a seguito suo figlio. La donna, in preda al terrore per le condizioni di salute del bambino, chiese al maestro di intervenire con la sua leadership e ordinare al figlio di non mangiare più lo zucchero. Il Mahatma le chiese di tornare dopo una settimana.

Quando la donna si ripresentò, Gandhi si chinò e guardando negli occhi il figlio disse: “Smetti di mangiare lo zucchero”. La donna, infastidita, chiese la ragione per cui l’aveva costretta a ripercorrere tutti quei chilometri per impartire un ordine che avrebbe potuto dare la settimana precedente. Gandhi rispose: “No. Perché la scorsa settimana io mangiavo ancora lo zucchero”.

Forse la storia è romanzata e non so se sia vera o meno, ma so per certo che la forza e l’energia di un comando trasmesso partendo dalla coerenza hanno effetti di gran lunga superiori a quelli di tecniche e strategie da business school.

Con l’esempio coerente puoi ispirare la persona al tuo fianco, poi la tua famiglia, poi la tua comunità, il tuo paese e infine puoi cambiare il mondo. Non è un invito a diventare santi, ma a cambiare un po’ noi stessi, e già sarebbe un grande traguardo. Si parte sempre dalle piccole cose, che poi sono le grandi cose della vita.

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“…se caso mai non vi rivedessi…
  
buon pomeriggio, buona sera e buona notte!”…
 

(The Truman Show)

Virginio

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2 commenti

  • Giovanna Giuffredi 2 anni fa

    La forza dell’esempio è la forza della costruzione di un modello. Una leva potente di sviluppo e miglioramento

    Rispondi
    • Virginio De Maio 2 anni fa

      sicuramente tra le forze più potenti per superare l’inerzia del cambiamento

      Rispondi

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