Scena sulle aspettative: Il potere delle aspettative

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Di Virginio De Maio

Stavo leggendo il libro “Punto zero”, quando l’autore Joe Vitale cominciò a “rinnegare” tutto quello che aveva appena raccontato nel capitolo. In verità si trattava di una provocazione, aveva voluto dire che qualsiasi cosa noi crediamo “è vera” finché ci crediamo.

Credi che la “camminata sul fuoco” possa portare benefici? Allora funzionerà.
Credi che l’unica cosa che funziona per te è “fare le cose” senza fermarti mai a riflettere? Allora è l’unica cosa che funzionerà.
Credi che un talismano ti porterà fortuna o sollievo  per il tuo dolore? Allora stai sicuro che funzionerà.
Credi che siamo fatti di energia e immaginando un flusso costante di benessere ti sentirai meglio? Allora funzionerà.

Joe Vitale ne parlava a proposito dell’Ho’oponopono, una tecnica di guarigione hawaiana capace di portare benessere, ricchezza e prosperità nella tua vita (se ci credi). Nella sua, e in quelle di migliaia di persone al mondo,  l’Ho’oponopono ha fatto la differenza. Ma condivido la sua posizione quando dice: qualsiasi tecnica “funziona” o “non funziona” a seconda che ci credi o meno.

A quel punto del libro arrivò l’esempio di “Control”, film poco conosciuto in Italia, che parla della storia di un serial killer condannato alla pena di morte. In cambio della vita, gli viene offerto di far parte di un esperimento: assumere una sostanza, l’“Anagres”, che altera la chimica del cervello e reprime l’uso della violenza.

Gli studi dimostrano che questo composto chimico inibisce alcuni ricettori nervosi, favorendo sentimenti di compassione, tolleranza e amore. Così il galeotto si ritrova all’improvviso inondato dal rimorso per gli atti violenti compiuti e comincia ad amare il prossimo. Le persone con cui ha a che fare gli rimandano un’immagine diversa dalla sua precedente identità di “soggetto pericoloso” e quindi si innesca un meccanismo che lo porta a cambiare il carattere. Da “delinquente” a persona “amorevole”.

Può una “pillola” fare tutto questo? Certo, “se ci credi”. C’è solo un’ombra sulla storia di Lee Ray Oliver: come mai lui è sopravvissuto agli effetti collaterali dell’Anagres? Tutti i soggetti a cui è stata somministrata sono morti per insufficienza epatica e altre complicanze, ma lui no. E’ come se avesse assorbito solo gli effetti positivi.

Sul finire dei giochi, Lee Ray Oliver e il suo dottore scoprono che nel suo caso l’Anagres non è mai esistito, e che dall’inizio gli è stata somministrato solo dello zucchero, un placebo insomma. Neppure il dottore ne era a conoscenza, Avrebbe influito sul nostro rapportodice in una scena del film.

Mai sottovalutare il potere della mente, dice in un’altra scena. Il placebo dimostra che nella nostra mente e nel nostro corpo c’è tutto il necessario per operare cambiamenti profondi. Persino cambiamenti di identità, da “delinquente” a persona “amorevole”.

L’unico elemento imprescindibile è la “convinzione” con cui ci si approccia. La fede nella riuscita. L’aspettativa che abbiamo degli eventi. Questa consapevolezza rimette nelle nostre mani la “responsabilità” della nostra vita. In cosa vuoi credere?

Abbiamo ritagliato una serie di sequenze da questo film per metterle a disposizione dei nostri iscritti.

Inoltre il film “Control” ci invita a parlare di cambiamento, crescita ed evoluzione con umiltà e saggezza. Nessuno ha la verità in tasca. L’unica verità che esiste è quella in cui hai deciso di credere.

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“…se caso mai non vi rivedessi…
  
buon pomeriggio, buona sera e buona notte!”…
 

(The Truman Show)

Virginio

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ControlControl Un film di Tim Hunter con Ray Liotta, Kathleen Robertson, Willem Dafoe. USA/Aruba, 2004

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4 commenti

  • Jose 2 anni fa

    dev’essere un bel film… appena rientro in italia cerco di procurarmi il DVD! 🙂

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  • Virginio De Maio 2 anni fa

    Josè è un film molto interessante. A questo punto dal momento che ti ho rovinato la sorpresa svelandoti il finale, vatti a vedere la sequenza caricata nell’area riservata. Ci sono dei passaggi straordinari ….

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  • Coach 2 anni fa

    Grazie davvero per quest’esempio illuminante. Sarebbe bello se tutte le persone si affidassero al potere della loro mente. Oppure solo una piccola parte. Secondo me sono ancora pochissime le persone al mondo che si assumono la responsabilità dei loro pensieri e quindi dei risultati che ottengono nella vita. In questo periodo è un dilagare di vittimismo, ma io so che ciò che vediamo negli altri, nel mondo esteriore è dentro di noi. Questo è anche il concetto che c’è dietro all’Hoponopono, che è un metodo molto efficace che consiglio a tutti. Grazie per questo film scoperta, ci fa riflettere e metterci in discussione

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  • Virginio De Maio 2 anni fa

    L’hoponopono è una metodologia molto efficace per chi ci crede. Mi sento di dire a chi non “crede” nell’invisibile (in effetti l’hoponopono è difficile da digerire per chi ha una mente molto razionale) che semplicemente non si è ancora “risvegliato” .
    Come recita il detto “quando il discepolo sarà pronto il maestro apparirà” .Allora sapremo che tutto quello in cui non credevamo ..è sempre esistito e quello in cui credevamo si è sciolto al sole. Sono momenti di illuminazione, a volte inconsapevoli ….

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