Scena sulla negoziazione: Il Negoziatore

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Di Stefano Cera

Il negoziatore di ostaggi dell’FBI Danny Roman (interpretato da Samuel L. Jackson) è stato ingiustamente accusato di appropriazione indebita e di omicidio e, posto di fronte alla possibilità di finire in carcere, compie un’azione disperata prendendo alcuni ostaggi (fra i quali il Capo degli Affari Interni) con l’obiettivo di smascherare i veri colpevoli del complotto. Durante il sequestro chiede di poter negoziare con il collega Chris Sabian (interpretato da Kevin Spacey), che non conosce bene, ma che vuole espressamente; perché «quando gli amici ti tradiscono, gli unici di cui ti puoi fidare sono gli estranei».

Il confronto tra i due “negoziatori” rappresenta il cuore del film, che è un vero e proprio “concentrato” di tecniche di negoziazione (in situazioni di emergenza) e che mette in evidenza il confronto (intelligente e raffinato) tra due grandi attori che interpretano due smaliziati e competenti negoziatori. Un film che regala tante scene da utilizzare in aula per presentare le dinamiche legate alle trattative e che, inoltre, si inserisce nel filone dei c.d. “hostage-movies” (a cui appartengono altri grandi titoli come: Quel pomeriggio di un giorno da cani – Dog day afternoon, USA, 1975, regia di Sidney Lumet, con un grandissimo Al Pacino; Inside man, USA, 2006, regia di Spike Lee, con una splendida interpretazione di Denzel Washington e Clive Owen; ed infine Pelham 123 – Ostaggi in metropolitana – The taking of Pelham 123, USA, 2009, regia di Tony Scott, con altra grande interpretazione di Denzel Washington, stavolta in compagnia di John Travolta).

Quello che differenzia Il negoziatore dagli altri è l’originalità del soggetto, nel quale l’agente Roman, l’esperto in tecniche di negoziazione, che vediamo all’inizio del film impegnarsi con grande efficacia per risolvere una crisi con ostaggi, diventa a sua volta un sequestratore, si mette dall’altra parte della barricata, perché ritiene che quello sia il solo modo per trovare una soluzione al suo problema.

Nella crisi, che Roman consapevolmente provoca, c’è il “richiamo disperato” di un uomo che intende riaffermare la propria identità (come uomo, come poliziotto e come negoziatore), messa a dura prova dal sospetto dei colleghi; un uomo che vuole, inoltre, giocare alla pari con Sabian, confrontandosi con lui, convinto di poter uscire da quell’angolo in cui si trova. Da parte di quest’ultimo, invece, c’è la volontà di affermare la propria autorevolezza come negoziatore, cercando di non farsi trascinare da quell’esito drammatico che, ad un certo punto della vicenda, sembra quasi inevitabile.

Tra i due si crea una “risonanza” che li porterà ad uscire indenni dal sequestro, rischiando il tutto per tutto pur di far emergere la verità. Non possiamo certo parlare di una forma di “sindrome di Stoccolma” (che è il sentimento di solidarietà che si crea tra vittime di un sequestro e sequestratori e che, secondo gli esperti dell’FBI, riguarderebbe circa il 10% di crisi con ostaggi), ma di una forte “affinità” che si crea tra i due protagonisti della vicenda, legata al reciproco “riconoscersi”, come uomini e come “esperti nelle trattative”.

Roman e, soprattutto, Sabian sono in qualche modo “costretti” ad interpretare il loro ruolo sia sul piano professionale che su quello, anche più importante, personale; tuttavia accettano di buon grado di farlo, pur consapevoli della posta in palio, cercando di sviluppare tutte le potenzialità legate alla propria competenza nelle trattative. Ed alla fine lo spettatore non può che apprezzare la scelta di “vestire” con i colori di un “grande spettacolo” – quello offerto da due professionisti – i tecnicismi legati ai metodi di intervento nelle situazioni di negoziato con sequestro di ostaggi. Possiamo considerarlo un vero e proprio “cult-movie” per gli appassionati di negoziazione e risoluzione alternativa delle controversie, su cui ragionare sia in termini di film “simbolico” su questi argomenti sia, per i numerosi spunti offerti, come film “letterale”, contenitore cioè di scene interessanti da utilizzare in aula.

Stefano Cera: Da piccolo ha visto 2001: Odissea nello spazio e si è addormentato al cinema! Tuttavia, da allora ha sviluppato l’“insana passione” per il grande schermo e soprattutto (una volta diventato formatore) per tutto ciò che questo portava all’apprendimento. Sviluppa le sue attività in aula lavorando con i video ed i film… perché una scena vale davvero più di tante parole. Senior Consultant & Experiential Trainer, Autore di Che film ci mediamo stasera? Ovvero, imparare la risoluzione dei conflitti attraverso i video, in La giustizia sostenibile, (a cura di) M. MARINARO, Aracne, Roma, 2012. Lo trovi sul blog: http://formamediazione.blogspot.it

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Il Negoziatore“Il negoziatore Un film di F. Gary Gray con Samuel L. Jackson, J.T. Walsh, Kevin Spacey – Titolo originale “The Negotiator”. USA, 1998

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1 commento

  • salvatore 3 anni fa

    ottimo articolo e scelta della scena.
    Si possono infatti vedere evidenziate molte tecniche di negoziazione.
    Davvero consigliato per chi ama vendere:-)

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