Scena sulla metafora: Il male genera male

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Di Virginio De Maio

Nel film  “Il quinto elemento” il generale Steder è determinato a fare fuoco su di una “cosa” non identificata. Nonostante il dubbio del Presidente, lancia missili “superpotenti” all’indirizzo dell’oggetto sconosciuto, eppure più colpisce e più cresce: “il male genera male”.

Una metafora che stimola alcune riflessioni:

Se a causa di un guasto irreparabile giornali e TV  non avessero trasmesso informazioni negli ultimi 20 anni e se  per una malformazione genetica l’uomo, pur volendo, non riuscisse ad ascoltare tutti gli eventi di cronaca, mi chiedo:  tutto quello che sta accadendo continuerebbe ad accadere?

Nelle nostre vite, anche non volendo,  veniamo continuamente influenzati dall’escalation del male. Ascoltiamo notizie che ci trasmettono “paura”, “rabbia”, “frustrazione” e “impotenza” e poi andiamo a lavorare come se tutto questo non condizioni affatto le nostre scelte quotidiane e le nostre relazioni.

Ieri mattina volevo solo parcheggiare sulla carreggiata di sinistra, quando un uomo al volante pensando che volessi entrare in una strada con divieto di accesso si è preso la briga di fermarsi per dirmi: “Imbecille, non vedi che è divieto di accesso!”

Gli ho riso in faccia e ho parcheggiato.

Si vedono cose strane in giro. Tanti sembrano assorti in una specie di nuvola tossica, quella che i Toltechi chiamano “mitote”; una sorta di sogno ad occhi aperti dove il “male”  ha completamente cancellato qualsiasi forma di benevolenza, tolleranza e felicità.

Si punisce il male, ma non si premia il bene.
Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas? Lo chiedeva all’umanità Lorenz nel ’63 ma, a dispetto della risposta affermativa, la maggior parte degli uomini agiscono come se fossero “uno e a sé stanti” separati dal “tutto”.  Quando ci comportiamo male, quando ignoriamo gli effetti globali pensando solo ai nostri tornaconti immediati, stiamo lanciando missili “superpotenti” verso qualcos’altro che potrebbe aumentare di diametro, come nella scena che ci invita a riflettere.

In conclusione è meglio voltare pagina.

E’ meglio premiare i meriti , cercare quello che funziona piuttosto che il marcio in ogni cosa. Ed  infine è meglio attaccarsi alla gratitudine per quello che si ha, fosse anche poco o pochissimo per tutte le persone che oggi soffrono economicamente.
E’ meglio perché se il “male genera male” allora il “bene genera bene”.

E ne vale la pena, per noi e per i nostri figli

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“…se caso mai non vi rivedessi…
  
buon pomeriggio, buona sera e buona notte!”…
 

(The Truman Show)

Virginio

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6 commenti

  • Francesca 2 anni fa

    ed io voglio pensare che alla fine ci sia una svolta positiva per tutti.
    Ho letto con piacere l’articolo.
    Divertente ma azzeccato il “parallelismo” con Monti che sembra sempre così sicuro sul da farsi e non ha mai dubbi.
    Ma chi ha troppe certezze a volte dimentica la moderazione.
    Bellissima la citazione del batter d’ali della farfalla e aggiungo che la trovo veramente adatta.

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  • Leo 2 anni fa

    Troppo accanimento è nocivo per tutti. Vi faccio riflettere che solo l’uomo risponde al male con il male. Gli animali infatti, tranne che per la loro stessa sopravvivenza non attaccano e non rispondono al fuoco con il fuoco.. quindi alla domanda siamo uomini o bestie rispondere “uomini” non ci nobilita! (almeno per quello che si vede in TV)

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  • Simona 2 anni fa

    Se desiderate che il mondo diventi pieno d’amore e compassione, divetate voi stessi pieni d’amore e compassione. Se desiderate che il mondo diminuisca la paura, incominciate a ridimensionare la vostra. Questi sono i doni che potete offrire.
    La paura che esiste tra nazioni è un macrocosmo della paura che esiste tra individui.

    TRATTO DA ” Una sedia per l’anima” di GARY ZUKAV

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  • Virginio 2 anni fa

    ….grazie a tutti per le condivisioni e i vostri commenti..:-))))

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  • paolacoach 2 anni fa

    Carissimi, i fatti di Brindisi, il ricordo dell’attentato a Falcone, il terremoto in Emilia… certo, tutto questo male ci cade addosso. Ma non possiamo stoppare le informazioni su quello che succede nel mondo. quello che possiamo fare è: 1)non crogiolarcisi dentro (della serie: e io che ci posso fare? Ma fare quello che posso, es gesti di solidarietà) 2) aprirsi alla vita (della serie: io non capisco quello che sta succedendo, ma credo che abbia un senso per me. grazie.) E chiedersi come mai il terremoto non sia stato nella mia/tua città. A cosa ti spinge questo? Non so se il mio primo commento sia ad hoc. buona giornata. Paolacoach

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  • Virginio De Maio 2 anni fa

    ..ciao Paola il tuo primo commento è ad hoc!-)

    grazie per la sintesi delle azioni da fare e aggiungo che mai come in questo momento abbiamo bisogno di capirci qualcosa. Propongo a tutti di seguire il lavoro che sta facendo Italo Cillo
    http://blog.miglioriamo.it/category/tempo-di-cambiare/

    ne vale davvero la pena ….
    Virg

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