Scena sulle domande: “Quanto ci hanno pagato per rinunciare ai nostri sogni?”: il potere delle domande nella ridefinizione della realtà.

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Chi è Ryan Bingham?

Sono sicura che la maggior parte di noi rievoca, in prima battuta, l’immagine di George Clooney e lo associa, altrettanto in automatico, al cinico “tagliatore di teste” che inesorabilmente distrugge le esistenze di tutti quei clienti a cui comunica la perdita del lavoro. Ci ricordiamo di lui come un frenetico viaggiatore, più a suo agio in una cabina aerea rispetto che nelle mura domestiche, il cui obiettivo è collezionare punti mille miglia della American Airlines.

Eppure Ryan non è solo questo: chiamato a fare il training della giovane collega Natalie, inesperta, forse un po’ troppo saccente e ancorata alle procedure, ci mostra un esempio di cosa vuol dire agire in modo consapevole ed efficace il proprio ruolo anche quando siamo chiamati a restituire contenuti dolorosi e difficili.

Ryan e Natalie sono di fronte a Bob. Bob ha due figli, guadagna 90 mila dollari l’anno, ha un mutuo sulle spalle e deve pagare i farmaci a sua figlia affetta da asma. Bob ha perso il lavoro, probabilmente avrà un sussidio di soli 250 dollari a settimana e non potrà permettersi di sostenere i costi che il suo stile di vita attuale gli impone.

Questo è lo scenario iniziale o meglio l’unico modo in cui Bob riesce a rappresentarselo.

Apparentemente disarmante così come disarmante ci sembra il ricorso rigido e neutrale di Natalie a schemi, statistiche e procedure: “Forse sottovaluta l’effetto positivo che un cambio di carriera potrebbe avere sui suoi figli? … i test hanno rilevato che i figli sottoposti a traumi moderati tendono ad applicarsi accademicamente per tenere testa alle difficoltà”

Natalie riporta informazioni veritiere e corrette, riporta dati eppure il suo approccio non funziona, anzi ottiene l’effetto di alimentare la rabbia e il risentimento di Bob. Interviene Ryan che lo incalza con una serie di domande apparentemente decontestualizzate: “L’ammirazione dei suoi figli è importante per lei? … Perché i ragazzi amano gli atleti? … Quanto l’hanno pagata per rinunciare ai suoi sogni e quando avrebbe smesso per tornare a fare quello che la rende felice?” Bob si congederà da loro con la convinzione che il suo licenziamento possa rappresentare per lui anche una opportunità.

Che cosa ha permesso a Ryan di fare goal e di ottenere questo risultato?

La sequenza e la tipologia di domande utilizzate gli ha permesso di dirigere il focus mentale di Bob e di gestire, di conseguenza, i suoi stati d’animo. Utilizzando una leva fornita dallo stesso interlocutore, i figli, ha spostato la sua attenzione da aspetti totalmente negativi (“tutto quello che perderò”) per farla converge su altri aspetti (“che cosa mi permette di guadagnare questo licenziamento”).  Il focus lo possiamo controllare infatti attraverso le domande che rivolgiamo agli altri e a noi stessi: il nostro cervello in automatico, a fronte di una domanda-stimolo, si attiva per fornire delle risposte congruenti rispetto alla richiesta. Di conseguenza la modalità con cui strutturo la domanda mi permette la focalizzazione sulla soluzione piuttosto che sul problema ampliando la mia prospettiva di partenza e permettendomi il recupero di informazioni dimenticate.

Bob vuole la stima dei suoi figli e i ragazzi, in genere, amano gli atleti proprio perché hanno seguito i loro sogni. Quale aspetto di sé caratterizzante aveva ignorato mentre lavorava tutti i giorni e a quale sogno era stato costretto a rinunciare?  Bob non sa fare canestro ma di certo sa cucinare e ha una laurea in arte culinaria francese.

L’attenzione dedicata da Ryan alla lettura del curriculum vitae del suo interlocutore gli permette di guidare Bob, attraverso domande potenzianti, alla riappropriazione di una dimensione di sé non più coltivata, la passione per la cucina e, di rileggere la realtà – sono stato licenziato – come una possibile rinascita. Visualizzare le proprie risorse e concentrarsi su gli aspetti positivi che ogni evento, anche il più drammatico, ha in sé permette inoltre a Bob di rievocare le emozioni gradevoli connesse alla nuova immagine di sé che ha ricostruito insieme a Ryan.

La felicità autentica consiste nel provare emozioni positive riguardo al passato e al futuro, nellassaporare sensazioni positive derivanti dai tanti piaceri dell’esistenza, nel trarre abbondante gratificazione dalle proprie potenzialità personali e nell’usare tale potenzialità al servizio di qualcosa di più grande per ottenere senso.” (Seligman)

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2 commenti

  • ivanbianco 4 mesi fa

    Sono un vostro entusiasta cliente, fate un lavoro davvero egregio, solo una preghiera, riuscite ad avere il volume un pò più altro quando registrate la traccia? Ve ne sarei grato.

    Rispondi
  • cinema2010 3 mesi fa

    Buonasera Ivan, stiamo sostituendo tutte le scene con il volume basso. Inizialmente abbiamo pensato ad un caricamento streaming più veloce tenendo il volume più basso, ma è già da tempo che stiamo riconvertendo i video. Tra qualche giorno potrà scaricare anche questa scena con volume più alto. Se desidera scaricarla nuovamente invii una mail a info@ilcinemainsegna.it così non le facciamo sprecare il download. Per qualsiasi altra informazione ci scriva pure. Grazie per la segnalazione

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