Scena sulla flessibilità: Fate come volete

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Di Virginio De Maio

Peccato che sia solo un film.

Bartleby Gaines è stato respinto da tutti i college a cui ha fatto richiesta di ammissione. Per eludere la collera dei suoi genitori inventa lo SHIT (South Harmon Institute of Technology), un falso college per il quale mette su un vero indirizzo internet. Dalla finzione si passa alla realtà, così si ritrova a gestire un numeroso gruppo di ragazzi respinti dagli istituti tradizionali.

Come sempre arriva il momento di fare i conti con la verità. Il falso college, sistemato per l’occasione in un vecchio manicomio ristrutturato, viene smascherato dal preside del vero Harmon College e Bartleby Gaines trascinato dinnanzi alla commissione di accreditamento dei college americani.

Merita questa scuola di essere chiamata scuola?

Lasciatemi anticipare quello che succederà dopo che questo post sarà stato pubblicato. Una considerevole quantità di insegnanti che seguono “Il Cinema Insegna®”, mi scriverà per dirmi quanto ha poco gradito le mie considerazioni sulla scuola e sugli insegnanti. E’ già accaduto con diversi post:

Follower che mi hanno accusato di demonizzare Monti a favore del vecchio Governo
Altri che si sono legati al dito la battuta fatta sui falsi ciechi
C’è stato persino chi ha richiesto la cancellazione dalla newsletter accusandomi di aver strumentalizzato il Cinema per colpevolizzare le banche

A chiunque non riesce ad andare oltre il proprio pensiero e le proprie ideologie, voglio augurare tanta pace e serenità, perché ne ha davvero bisogno. Sinceramente non mi aspetto che i miei lettori prendano alla lettera quello che scrivo, oppure inventino di sana pianta dei significati adatti ai loro scopi.

Quindi se non ti piace quello che sto per scrivere sulla “scuola” e l’insegnamento, non deve essere necessariamente un motivo di scontro, ma può invece essere motivo di condivisione. Lo chiamano bi-pensiero: far convivere nella propria mente due idee diametralmente opposte considerandole valide entrambi.

In altri termini, “flessibilità mentale”.

Proprio quella che manca alla scuola italiana. Ah! L’ho detto! Me ne sono liberato!
Di seguito ho voluto riportare integralmente l’arringa di Bartleby perché la ritengo una strada possibile al rinnovamento scolastico, un nuovo modo di vedere l’apprendimento e l’insegnamento.

Qui non si parla di “riforme scolastiche”; quelle che per inciso vengono prese di mira ogni anno dagli studenti o dagli insegnanti. Quelle sono riforme che hanno un solo obiettivo: tagliare finanziamenti da destinare alle tasche di qualcun altro. Sono manovre politiche da quattro soldi.

Qui si parla “di un nuovo spirito dell’insegnamento” che veda l’alunno (il discente, o il corsista) come il centro dell’apprendimento. Mi rendo conto che si tratta di una “rivoluzione copernicana” e di essere blasfemo per molti (soprattutto per l’oligarchia scolastica che controlla più le poltrone che le cattedre),  ma credimi gran parte dei problemi che viviamo come società sono simbolici di una scuola conformista e di una cultura incapace di innovare e rinnovarsi; i bambini diventano adolescenti e poi uomini, e gli uomini generazioni.

Le 4 falle del sistema scolastico (dalle elementari ai master post-laurea):

– Una scuola che ti prepara ad essere un “bravo dipendente” in un mondo che licenzia

– Una scuola che non insegna come credere in se stessi, quando nella vita l’autostima è l’unica cosa che conta

– Una scuola che non insegna come gestire il denaro, quando fuori dalle sue mura non si vive mangiando “libri”

– Una scuola che non insegna come gestire il tuo tempo, quando le tue giornate sono fatte di ore e di priorità

Così, chi comprende i limiti del nostro sistema e ha soldi da investire, mette i figli al riparo dall’ignoranza. Altri purtroppo continueranno ad imparare il latino, la letteratura, e a recitare poesie a memoria. Oppure a imparare l’analitica pur sapendo che non farà mai più un calcolo a mano. Cosicché i ricchi saranno sempre più istruiti e ricchi, e i poveri saranno sempre più ignoranti e poveri.

Ora prima di venire frainteso lasciami chiarire che

– Non tutti gli insegnanti sono rigidi

– Non tutti distruggono l’autostima degli alunni

– Non tutti sono conformisti

– Non tutte le materie sono inutili

– La scuola non è il solo problema del millennio

Faccio ancora una volta appello alla tua flessibilità mentale.

Ciò nonostante le parole di Bartleby Gaines sono una fonte di ispirazione per chi come insegnante vuole tirarsi fuori dal grigiore del conformismo, per chi vuole aiutare i propri discenti a ritrovare creatività e passione.

L’apprendimento di gruppo avviene quando delle persone decidono di imparare e per questo non abbiamo necessariamente bisogno di qualcuno che si chiami “insegnante” a meno che quel qualcuno non sia allo stesso tempo anche un discente con la voglia di imparare da tutti gli altri. Potrebbe essere un “facilitatore”, oppure un “coordinatore”.

Non abbiamo bisogno di libri (flessibilità: forse sì e forse no)

Non abbiamo bisogno di programmi (flessibilità: magari invece sì)

Si può imparare sempre e ovunque. Ecco le parole di Bartleby Gaines:

“Non risponderò alla sua domanda, perché avete già deciso a priori. Sono un esperto di bocciature e ve lo leggo in faccia. E’ un peccato giudicarci da come sembriamo, invece che per ciò che siamo. Voi vorreste che fossimo come loro, mentre non siamo come loro e ne vado dannatissimamente fiero. Voglio dire l’Harmon College con i suoi cento anni di tradizione. Ma quale tradizione? Una tradizione che umilia chiunque sia un po’ diverso. Che esercita pressioni tali da farti diventare un automa drogato di caffeina (…). Perché? Perché non possiamo coesistere. Voi tenetevi le vostre regole, le vostre strutture e le torri d’avorio e noi faremo a modo nostro, perché dobbiamo conformarci al vostro stile? (…) No, è lei il criminale, perché li deruba della loro creatività. E’ questo il vero crimine, signore! Voi che ne dite, genitori? Il sistema funziona davvero per voi? Vi ha insegnato a seguire il vostro cuore oppure a non rischiare mai? E voi Signori? Sognavate di fare i funzionari? Dott. Alexander, era questo che voleva fare o no? voleva fare il poeta, oppure il mago, o l’artista oppure voleva girare il mondo? Sentite, io vi ho mentito, ho mentito a tutti e mi dispiace. Papà, perdonami! Ma in quel momento di disperazione è nata una cosa straordinaria. La vita è diventata piena di possibilità e in fin dei conti non è questo che ci augurate? Come genitori voglio dire, che ci siano delle possibilità? Ero venuto a chiedere la vostra approvazione e ho avuto un’illuminazione: non me ne frega un cazzo! Non ci serve la vostra approvazione per sapere che quello che abbiamo fatto è giusto. Ci sono così poche cose giuste a questo mondo che quando ne vedi una la riconosci e io so che è la verità. E che noi abbiamo davvero imparato qualcosa anche se non ci credete, perché non servono né insegnanti, né aule, né soldi, né vecchie tradizioni per apprendere veramente. Servono solo persone che vogliono migliorarsi e vi assicuro che ne abbiamo una valanga al South Harmon quindi andate avanti, firmate i moduli, rifiutateci, distruggeteci, applicate le regole tanto a questo punto non ha più importanza, perché non smetteremo di imparare, non smetteremo di crescere e non dimenticheremo tutti gli ideali per cui abbiamo lottato. Noi siamo figli dello SHIT e lo resteremo per sempre, niente di quello che direte, farete o deciderete potrà portarcelo via, è chiaro? Fate come volete!”

Ora lascio a te le riflessioni e i commenti.

Auguriamoci per le prossime generazioni, una scuola diversa capace di valorizzare le differenze piuttosto che punirle, che apprezzi la creatività invece che interpretarla come una minaccia.

Paradossalmente, tra le persone che stimo di più ci sono insegnanti e formatori (mi viene in mente il contributo trasformativo che Max Formisano continua a dare alla formazione italiana, formando centinaia di docenti che, a loro volta, influenzano positivamente migliaia di  persone – www.maxformisano.it) e tra le persone che stimo di meno, purtroppo, ci sono insegnanti e formatori.

Un paradosso certo, ma è quasi fisiologico per una professione carica di responsabilità. Per questo a chi, tra formatori e insegnanti, porta avanti nel miglior modo la propria missione preparando al meglio i nostri figli ad affrontare il domani, va tutta la nostra riconoscenza.

A te, insegnante, consapevole del potere che hai

Un grazie dal cuore

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“…se caso mai non vi rivedessi…
  
buon pomeriggio, buona sera e buona notte!”…
 
(The Truman Show)

 

Virginio

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20 commenti

  • vanna 2 anni fa

    Lavoro nella scuola da quasi 30 anni. Ho rivestito tutti i ruoli possibili al suo interno (dalla bidella all’insegnante….manca solo quello di dirigente ;)). Adesso sono un’assistente di ruolo in una scuola superiore di Firenze. Ebbene, via via, nel corso degli anni, ho assistito ad un progressivo scollamento dell’istituzione scolastica dai ragazzi. Sono sempre più smarriti, alcuni invece ingestibili, poco interessati e pigri.
    Mi fanno tutti una gran tenerezza , davvero. E’ la sola ragione che trovo per restare ancora qui con loro. Regalo sorrisi, attenzioni ed ascolto ….non so cosa altro fare. Concordo pienamente con te e, come rivelato nell’oggetto, credevo di essere un po’ pazzerella perchè faccio parte di una nave in cui non mi riconosco più come membro dell’equipaggio. La scuola così come è adesso strutturata , è molto lontana dal formare individui ma (forse è tutto voluto???) vuole creare automi. Confido invece nella voglia di ribellione dei ragazzi. Hanno perfettamente ragione. La loro forza creativa supererà e ribalterà tutto questo sistema. La scena del film si avvererà!!

    Rispondi
  • Virginio 2 anni fa

    …speriamo che dirigente tu lo divenga presto Vanna! Perch

    Rispondi
  • AltaMotivazione 2 anni fa

    Mi è sembrato di rivedere “L”attimo fuggente”.
    Perchè il nuovo pressa, avanza, e la giovane folla ruggisce la sua saggezza all”orecchio di chi sa ascoltare.
    E chi sa ascoltare si ri-conosce.
    Complimenti per l”articolo Virgilio.

    Da un Maestro Seminatore.

    Rispondi
  • Virginio 2 anni fa

    Grazie Maestro Seminatore,
    ..e come dice Vanna nel suo commento “la scena del film si avvererà”

    Rispondi
  • Paola F 2 anni fa

    cosa succede al sito ?
    mi viene segnalato come pericoloso. Ho bisogno di scaricare dei filmati dal mio account per una riunione importante ! mi fate sapere qualcosa ?
    Grazie

    Rispondi
  • Virginio 2 anni fa

    Paola , il sito è stato ripulito da un attacco hacker , ma google e gli altri motori di ricerca lo riportano ancora come malevolo. Ci vorrà del tempo prima che registrino l’intervento, ma per i nostri utenti “non dovrebbero” esserci problemi. Sta per partire una comunicazione ufficiale.

    Purtroppo o per fortuna stiamo dando fastidio a qualcuno …

    Rispondi
  • Tiziana 2 anni fa

    …tutto il sito è stato revisionato, ma purtroppo abbiamo perso parte dei commenti ! Quindi …ora ..vi aspettiamo ancora più numerosi!

    Rispondi
  • Giuseppe Monti 2 anni fa

    Su tutta la linea.
    E’ proprio quello che stiamo cercando di fare con progettoinnesto.it
    Grazie
    Giuseppe Monti

    Rispondi
  • Giuseppe Monti 2 anni fa

    Il sistema “formativo” di Progetto Innesto
    (v. http://progettoinnesto.it ) è improntato sui principi esposti correttamente nella clip.
    Grazie
    Giuseppe Monti

    Rispondi
  • tina bellanova 2 anni fa

    Finalmente una generazione (che si) SVEGLIA!

    Rispondi
  • antonella 2 anni fa

    Ciao Virginio
    ben tornato, purtroppo ciò che scrivi lo condivido pienamente, anch’io penso che la scuola schiacci la creatività dei ragazzi, la spontaneità,
    la scuola non li stimola ma li fa diventare ciò che siamo noi persone che, ancora oggi, cercano la loro vera identità, cercano di capire qual’è la propria strada, perchè schiacciati da una moltitudine di insegnamenti ed ideologie che hanno, nel corso della vita, nascosto il grande potenziale che c’è in ognuno e che non sapevamo esistere

    Rispondi
  • paolacoach 2 anni fa

    Gazie del tuo lavoro e del lavoro del tuo team. Sono una prof e anche una mamma di due studenti di Liceo. Sono d’accordo con la tua analisi della situazione della scuola italiana e, nel mio piccolo, cerco di farci qualcosa… Anche utilizzando i vostri preziosi spezzoni! Continuate così e a chi pensa male… Tanta pace e serenità!

    Rispondi
  • carlo bellucci 2 anni fa

    Sono un insegnante “critico” e “flessibile”. Ho letto “la scuola di Barbiana”, per la prima volta, quando avevo 11 anni; il libro di Don Milani, mi ha accompagnato per l’intera vita (ora ho quasi sessant’anni), ma continuo a lavorare accanto ad insegnanti incapaci non tanto sul piano specifico della disciplina insegnata quanto su quello psicologico e relazionale. Nulla “passa” senza amore, cari accademici, NULLA.

    Rispondi
  • sabina sechi 2 anni fa

    quello che scrivi è vero ma la scuola italiana è talmente malridotta che la maggioranza dei docenti, siccome non vede rispettato il proprio ruolo, si sente in diritto di far valere il proprio peso sulle vite degli altri, è una forma di vendetta, la frustrazione porta molti docenti a ritagliarsi una nicchia di potere ponendo dei paletti pieni di astio e di miseria umana: il voto per esempio non è un metro di giudizio per lo studente per es. come un tempo nella corsa, ma un’arma per il docente.
    Il docente è il protagonista nella scuola, sa spiegare e si sa ascoltare, molte volte in classe è l’unico che si ascolta, ma non sa mediare gli stimoli che vengono dall’ambiente, non è mediatore della realtà che i ragazzi o i bambini portano nel gruppo, semplicemente perché i bambini e i ragazzi non sono ritenuti protagonisti.
    Studiare non è un fine, per quello tutte le materie hanno uguale dignità, studiare è il metodo che dà al cittadino la possibilità di accrescere le sinapsi del proprio cervello, di renderlo curioso e critico, di valorizzare le proprie esperienze, non importa quanti argomenti si studiano importa quanto si diventa capaci di volare dal testo verso la generalizzazione dei problemi e dei contenuti. Queste cose però un docente un po’ più sensibile non le impara a scuola, deve pagarsi dei corsi, deve essere disponibile a pagare con il proprio tempo libero e questo non è giusto, si fa, ma non è giusto perché si deve rinunciare ad una fetta importante della propria vita per una miseria che non consente nemmeno di arrivare alla fine del mese.

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  • Virginio 2 anni fa

    viva http://progettoinnesto.it ..Giuseppe!

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  • Virginio 2 anni fa

    ..Sante parole Carlo! Nulla passa …. wow!

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  • Virginio 2 anni fa

    Certo Sabina ! Tutto il sistema è malato purtroppo. Come dico nel post gli insegnanti (quelli con la I maiuscola) andrebbero arricchiti e in tutti i sensi.

    Rispondi
  • paolacoach 2 anni fa

    Mi sa che “Ammesso” è un film troppo devastante per il ns sistema scolastico: non riesco a trovarlo!! Dove posso comprarlo? Mi aiutate? Grazie! Paolacoach
    p.s. Come si fa a mettere il mio volto sui miei msg? Perdona l’ignoranza!

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  • Virginio 2 anni fa

    Ciao Paola ,
    ho dato uno sguardo su ebay e ho trovato diversi DVD anche nuovi.
    Non ti allego il link perché non funzionerebbe. Ti basta andare su ebay.it e cercalo nella sezione TV Film

    Per quanto riguarda la foto dovresti iscriverti a http://www.gravatar.com in questo modo tutti i siti (come il nostro) che sono associati a gravatr riconoscono la tua mail e associano l’immagine …

    a presto!
    Virginio

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  • LauraStella Gaido 2 anni fa

    Faccio l’insegnante, faccio la psicologa, faccio la formatricce……. Sono una mamma!!!! Sono una donna!!!
    Credo che quando ci si ‘blocca’ su una poszione ciò che vien messo in discussione non è ciò che facciamo ma ciò che sentiamo di essere….. io mi inalbero quando i miei figli mi danno contro e mi sento ferita. Questo perchè forse diventerò una brava mamma quando loro saranno così grandi da poter essere genitori!!!!
    Il resto è un divenire continuo e condivido con te, una scoperta meravigliosa. Tutte queste professioni che svolgo mi hanno insegnato tantissimo.
    Insegnanto, terapizzando, formando ….. IMPARO, sempre, a volte più di quanto insegno, formo o….. questo è il bello del lavoro, che ti da tanto…. almeno dal punto di vista della gratificazione professionale!!! Parolo per me!
    Grazie di questo sito e di ciò che metti a disposizone cercherò in ogni modo, anche economico, di contribuire.

    Rispondi

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