Scena sull’autostima: Cosa pensano di te?

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Di Virginio De Maio

Perché le persone non realizzano i propri sogni? Per effetto delle interferenze. Come un canale radio che non riesce a sintonizzarsi sul segnale giusto, i nostri sforzi vengono spesso vanificati dalle interferenze.

Energie, focalizzazione, competenze e volontà tutte boicottate dalle interferenze. C’è chi ad esempio passa una vita intera saltando da un lavoro ad un altro, oppure chi lotta da anni con sacrificio per raggiungere uno stato di serenità, ma nulla da fare, è come combattere con i mulini a vento.

Le interferenze possono essere interne ed esterne, e non è difficile capirne la differenza. Quelle interne emergono dai nostri pensieri, dalle idee che ci siamo fatti sul funzionamento del mondo e soprattutto arrivano dalle nostre esperienze passate (da bambini o da adulti poco importa)

Quelle esterne arrivano dagli altri, sono i loro punti di vista, le loro convinzioni e le loro esperienze che spesso cercano di riversare su di noi, come se non bastassero i danni che hanno fatto a se stessi. Ma prima di dargli retta bisognerebbe davvero  chiedersi quanto è utile ascoltare ciò che pensa la gente.

Questa scena, tratta dal film “I passi dell’amore”, è un esempio di quello che sanno di te le persone, solitamente è un’astrazione di quello che vedono:

Landon: Ti conosco, seguiamo le stesse lezioni nella stessa scuola dai tempi dell’asilo, ti chiami Jamie Sullivan no? A pranzo siedi al tavolo numero 7, non è esattamente il tavolo degli sfigati ,ma è comunque in territorio d’esilio. Porti sempre lo stesso maglione e ti guardi i piedi mentre cammini. Per divertimento durante i week-end dai delle ripetizioni ed esci con il tuo gruppo d’amici, le stelle e i pianeti, che dici ti conosco?

Jamie: Piuttosto prevedibile, dici quello che dicono tutti.

Landon: Non ti importa di quello che pensa la gente?

Jamie: No!

Le persone giudicano dai comportamenti, del resto è l’unica parte di noi così scontata, così visibile da non richiedere nessuno sforzo di interpretazione. Quindi passano a giudicare e consigliare. Ma cosa sanno davvero di noi?

Conoscono quali sono i nostri valori profondi?

Sanno per caso cosa ci rende davvero felici? Oppure quali sono i nostri veri talenti?

Allora perché mai accettare consigli (interferenze) dagli altri, quando le risposte sono basate solo su ciò che gli altri vedono di noi, o ancora peggio, sulle loro esperienze?

Ad esempio, nessuno ha abbastanza elementi per giudicare il successo di un’impresa, neppure chi quella impresa l’ha già compiuta. Certo può essere utile ascoltare la sua storia e imparare dai suoi successi e dai suoi fallimenti, ma comunque non sarà mai la nostra storia. Ci sono tantissime variabili rispetto al momento in cui l’impresa è stata compiuta:

  • Potresti avere più capacità o meno capacità
  • Il momento potrebbe essere migliore o peggiore
  • Potresti arrivare ai momenti decisivi più preparato o meno preparato
  • Gli strumenti utilizzati da lui/lei oggi potrebbero essere obsoleti

Una cosa è certa però: difficilmente le persone che hanno avuto un atteggiamento vittimista hanno raggiunto un qualche risultato, quindi vale la pena di capire cosa “pensano” le persone di successo, quali sono le convinzioni che li hanno portati a vincere, frequentarle e conoscere a fondo i loro principi. Questa è l’unica interferenza che vale la pena avere.

Sgombra il campo dal chiacchiericcio, pensa con la tua testa e lavora per avere una comprensione profonda di quello che ti rende felice davvero. Un giorno potrai rispondere con sicurezza, come ha fatto Jamie:

Landon: Non ti importa di cosa pensa la gente?

Jamie: No! 

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“…se caso mai non vi rivedessi…

buon pomeriggio, buona sera e buona notte!”…

(The Truman Show)

Virginio

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