Scena sulla vendita: Le hanno offerto di provarla?

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Il Contesto

Siamo in un concessionario di auto sportive. Un cliente osserva a distanza una vettura, incuriosito ma esitante. Altre volte i venditori non lo hanno neppure notato, o meglio: lo hanno notano male, classificandolo in un istante — camicia semplice, cintura economica, atteggiamento timido — e hanno deciso che “non avrebbe comprato nulla”. È il bias di conferma allo stato puro.

Questa volta Neal si avvicina. Lo guarda davvero. Lo riconosce (“Lei è già stato qui, giusto?”). Da qui parte un ribaltamento totale. Neal lo tratta come un cliente, non come una probabilità statistica. Gli offre attenzione, un test drive, ascolto… e in pochi minuti accade ciò che i colleghi ritenevano impossibile

Questa sequenza mostra come i bias cognitivi influenzino il comportamento dei venditori, spesso senza che ne siano consapevoli.

Il bias di conferma porta a cercare segnali che confermino una prima impressione (“non ha look da acquirente”), mentre il pregiudizio percettivo porta a filtrare tutto ciò che non corrisponde allo stereotipo. Il risultato? Perdite economiche, scarsa customer experience, reputazione danneggiata.

Neal, al contrario, dimostra tre competenze cardine:

  • Osservazione attiva: riconosce il cliente già visto.
  • Accoglienza autentica: non dà per scontato nulla.
  • Curiosità professionale: “Le va di fare un giro?” invece di “Può permettersela?”.

È così che si trasforma un curioso in un cliente soddisfatto.

 

LEZIONI DI VENDITA CHE PUOI TRASFERIRE IN AULA

  1. I bias sono il vero nemico della vendita.
    La ricerca psicologica conferma che il cervello valuta in 0,2 secondi. Se non ce ne accorgiamo, vendiamo agli stereotipi, non alle persone.
  2. Salutare è già vendere.
    Il cliente dice: “Non mi hanno neanche salutato”. Nel retail, il primo contatto vale metà dell’esperienza.
  3. Osservare non è guardare.
    Neal nota che il cliente era già passato: questo crea fiducia immediata. La memoria relazionale è un asset competitivo.
  4. Valore prima del prezzo.
    Il test drive crea esperienza, emozione, relazione. Le decisioni d’acquisto non sono logiche: sono emotive.
  5. Nessun cliente “non è un cliente”.
    Il mercato è pieno di persone che comprano contro i pregiudizi dei venditori. Chi giudica perde. Chi ascolta vince.

 

IN AULA: UTILIZZO DELLA SCENA

Questa scena funziona perfettamente in workshop su:

  • Vendita etica e consulenziale
  • Bias cognitivi e decision making
  • Customer experience
  • Accoglienza e prime impressioni
  • Tecniche di ingaggio del cliente

 

ATTIVAZIONE ESPERIENZIALE (5 MINUTI)

Esercizio “Cambio di lente”.
Il trainer mostra foto di persone diverse (vestiti, età, posture).
I partecipanti devono annotare la prima impressione e poi una possibile interpretazione alternativa.

Debrief: quanto le nostre percezioni sono costruite?

 

DOMANDE PER IL GRUPPO

  • Quali segnali, nel quotidiano, attivano il tuo bias di conferma?
  • Ti è mai capitato di scoprire che una persona “da cui non ti aspettavi nulla” fosse in realtà un grande cliente?
  • Come possiamo costruire routine che ci aiutino a sospendere il giudizio?
  • Cosa cambia in una trattativa quando il cliente si sente visto, non valutato?

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