Non ti sembra assurdo? Mentre la ruota si sgonfia, Alex e il nonno si lanciano all’inseguimento del colpevole, come se catturarlo e punirlo rimettesse in sesto l’auto per raggiungere il loro obiettivo.
Sarebbe servito un piccolissimo sforzo, quello di togliere la pietruzza dalla valvola per arginare la beffa e proseguire il viaggio.
Come nella scena, anche nella vita ci sono più persone a preoccuparsi dei colpevoli, anziché agire per raggiungere risultati.
Come nella scena anche nelle aziende ci sono più persone orientate al problema invece che alla soluzione.
Ci vuole saggezza per lasciar correre, più di quanta ce ne voglia per riconoscere i problemi e di questi si sa, ce ne sono di tutti i tipi, complessi, semplici e ricorrenti.
Tutti conosciamo persone che rimuginano sui fatti girando su se stesse per ore intere, a volte per mesi e a volte per anni, mentre il problema peggiora e si rinforza. A volte la scena di un film serve anche a questo, ci aiuta ad accrescere la consapevolezza e svegliarci dal sonno.
Mi viene in mente la storia di quell’uomo che entrando nel suo ufficio si accorse che il vento spazzava i documenti da una parte all’altra. Arrabbiato com’era, cominciò col sistemare le carte sulla scrivania, ma senza chiudere la finestra. Il vento continuò per tutto il giorno a sparpagliare le carte.
Chiudere la finestra.
Togliere la pietruzza.
Di questo abbiamo bisogno, più di ogni altra cosa. Più di sapere chi sono i colpevoli, più di sapere il “perché” sia accaduto ciò che è accaduto.
Citando Richard Bandler: “Se cadi in un fiume, sei più interessato a sapere come venirne fuori, oppure a scoprire perché ci sei caduto?”
Essere “orientati alla soluzione” è un atteggiamento che paga tantissimo. Prendiamo ad esempio la scena tratta da questo film “Ogni cosa è illuminata”.
I 3 avventurieri sono diretti a Trachimbrod, una località ormai cancellata dalle mappe geografiche sede degli antichi soprusi nazisti. Lo scherzo del bambino avrà scarsa rilevanza in futuro quando lo ricorderanno, eppure presi dalla rabbia i protagonisti dissipano risorse inutili per rincorrere il problema.
Metaforicamente siamo tutti su di un automobile e ogni tanto qualcuno ci gioca un brutto scherzo, sta a noi decidere se impiegare risorse per punire il colpevole oppure orientarci alla soluzione e procedere per raggiungere gli obiettivi.
A lungo andare, la differenza tra questi due atteggiamenti decreta anche la differenza tra una vita mediocre e una vita di successi.
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Virginio
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..il bambino ha proprio una faccia da monello. Che forte la scena! vado a noleggiare il film per vederlo 🙂
Rispondi..”ogni cosa è illuminata” un film molto interessante sulle diversità culturali ..e non solo. Non vi rovino il piacere di scoprirlo da soli . Per chi non lo ha visto ..e vive di “comunicazione”….ne vale la pena!
Rispondiottimo ! significativa la scena accoppiata con la riflessione
Rispondispunto molto interessante per quanto mi riguarda. Molto utile per far aprire gli occhi alle persone soprattutto in questo periodo. Posso chiedervi come fare a scaricare il filmato ? Grazie
RispondiCiao Mauri-Coach,
purtroppo dal blog non è possibile scaricare filmati. E’ un opzione riservata agli iscritti alla membership.
Tra i vari servizi possono scaricare anche le scene dei post.
Grazie per il tuo interesse
Rispondihttps://www.ilcinemainsegna.it/bonus
grazie per l’esempio, vi seguo da anni e sono sempre calzanti. Buone feste a voi
RispondiGrazie Marco
RispondiDissipano risorse utili. Ci vuole controllo e consapevolezza delle proprie emozioni per non rispondere in maniera automatica. Bel video, giusto insegnamento.
Rispondivero Ezio, lo spazio giusto tra stimolo e risposta ! Alla prossima
RispondiÈ vero anche se è importante capire al fine di non ripetere gli stessi errori o ricadere negli stessi problemi. In Italia invece va molto l’individuazione del capro espiatorio… siamo un popolo di emotivi e di fatalisti che creano le premesse alle tragedie (per mancanza di senso civico e prevenzione) per poi accusare l’ultimo che rimane col cerino in mano… Tina Merlin per raccontare la tragedia del Vajont scrisse il libro “sulla pelle viva” aggiungendo “come si costruisce una catastrofe” appunto come con anni di negligenze e cattivi comportamenti si costruiscono le catastrofi per poi accontentarci del capro espiatorio.
Rispondi.. come dire, alla fine le soluzioni sono sempre “semplici” ed “individuali”, ma noi amiamo dare la colpa agli altri. Come darti torto Alessandro !? Grazie e alla prossima
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