Scena sul benessere: Dieta… oltre le calorie

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Di Letizia Saturni

Iniziamo la rubrica Cibo&Cinema con uno dei temi più scottanti e sentiti, oggetto di sagge e dotte discussioni scientifiche e attualmente termine declinato nelle più bizzarre quanto fantasiose formulazioni come elisir per il raggiungimento di seducenti silhouette: la dieta.

Le sequenze del film Il cuoco contadino di L. Guadagnino (2004) vede il protagonista tra le colline della Liguria e della Francia che sapientemente sceglie e prepara piatti della natura, che coltiva il suo orto e seleziona spezie ed erbe aromatiche per le sue invenzioni culinarie, pone i riflettori su ciò che intendiamo invece con tale termine.
Ancora oggi, nonostante le numerose campagne di educazione/informazione alimentare la dieta incute timore perché evocativa di regimi ipocalorici, di rinuncia, costrizione, isolamento e allontanamento dalle leccornie della buona tavola.

Nell’immaginario collettivo la dieta trova una brillante traduzione nella cinematografia degli anni ’80 con C. Verdone in Acqua e Sapone (1983) o in Sette chili in sette giorni (1986) – che sicuramente riprenderemo in futuro – con le ben note quanto esilaranti psico-cene in cui il cibo è completamente assente.
Niente affatto, gnè – dico io, prendendo in prestito la simpatica frase che spesso lo scontroso-irrascibile Brontolo tuonava contro la dolce Biancaneve!

7 chili in 7 giorniDieta è qualcosa di ben più complesso che quel semplicistico elenco di alimenti “SI’” ed alimenti “NO” o di un epitaffio e/o scelta-modalità di abbinamenti più o meno corretti di cibi. Tale termine, fino ad ora considerato di derivazione greca (δαιετα), meglio lascia intuire il suo più articolato significato quando affonda la sua origine nel modus vivendi peculiare del mondo latino.
Una delle locuzioni più diffuse al mondo, soprattutto in ambito sanitario è sicuramente Dieta Mediterranea il cui significato si è plasmato nel tempo un po’ come il gioco del telefono senza fili, dove si parte da un vocabolo per finire con un altro, in genere lontano dal primo!

E’ dunque un’eredità culturale, storica, sociale, territoriale e ambientale trasmessa in un continuo flusso temporale e spaziale dove il comportamento alimentare è fulcro e sintesi di altri fattori che contribuiscono ad una socialità articolata e costruttiva. La particolare collocazione geografica, la conformazione orografica e le caratteristiche climatiche hanno consentito, nel corso della storia, lo sviluppo di un crogiolo di influssi culturali differenti. E’ una risorsa viva che promuove il rispetto della creatività umana e della diversità culturale; è espressione della socializzazione e della comunicazione tra popoli, unica forma di legame degli individui ai loro luoghi di origine, elemento integrante delle comunità con la natura e la storia oltre che essere meccanismo di difesa dell’agricoltura e dello sviluppo rurale sostenibile, del paesaggio e dell’ambiente. Ecco che tale tesoro ha visto l’inserimento nella Lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO, il 16 novembre 2010.

Masieri considera l’arte della cucina un incontro sapiente tra le tradizioni di un popolo e la creatività del singolo. Superando i saporiti ed omologati surrogati dei supermarket e dei fast food, prepara piatti raffinati che solo memoria e gusto possono testimoniare. La carrellata finale dei suoi piatti è un vero godimento per la vista ed invita ai piaceri del palato.

Modello nutrizionale corretto, Stile di vita sano e Lumosity celebrale sono le 3 macro-aree che caratterizzano la Dieta Mediterranea e che unanimemente sono riconosciute dalla comunità scientifica come punti nodali per il raggiungimento ed il mantenimento dello stato di benessere fisico, psicologico e sociale, definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come SALUTE.

Ciack-nutrizionali:

Nutrizione – Un’alimentazione ricca di prodotti vegetali quali frutta, verdura, ortaggi, erbe aromatiche ed erbe spontanee edibili, cereali e derivati, legumi, olio di oliva e vino aiuta a prevenire le patologie cronico-degenerative quali obesità, neoplasie, diabete, patologie cardio-vascolari e neurodegenerative. Capisaldi ne sono la moderazione, la territorialità, la socializzazione, la stagionalità e la biodiversità.

Stile di vita – (Da non confondere con il fitness e il wellness!) Significa praticare quotidianamente attività fisica (almeno 30 minuti al giorno); evitare il fumo di sigaretta; dormire almeno 7-8 ore/notte; masticare lentamente; bere una moderata quantità di vino (1 bicchiere/die per la donna e 2 bicchieri/die per l’uomo) e un’abbondante quantità di acqua (almeno 8 bicchieri/giorno).

Lumosity – La pratica costante del gioco (enigmistica, bridge, scacchi…) e mantenersi culturalmente attivi contribuiscono ad allenare uno dei più preziosi organi che abbiamo: il cervello! Con l’avanzare dell’età biologica alcune peculiarità/abilità del cervello tendono a deteriorarsi pertanto è fondamentale mantenere la neuroplasticità con programmi di allenamento costante.

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Cuoco contadino“Cuoco contadinoUn film di Luca Guadagnino con Paolo Masieri. Italia, 2005

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2 commenti

  • Antonella Bastone 3 anni fa

    Cara Letizia,
    mi chiamo Antonella Bastone, sono una pedagogista di Torino, mi occupo di formazione e ricerca in campo eduativo e sociale. Seguo da tempo “Il Cinema insegna” perchè mi piace, quando possibile, inserire qualche contrbuto cinematografico nelle mie lezioni. In università, come professore a contratto, mi occupo di disturbi del comportamento alimentare, affrontando il tema in chiave pedagogica, ossia cecando di rilevare le buone pratiche educative che aiuterebbero i pazienti (da qui la mia pubblicazione “La relazione educativa nella cura dei disturbi alimentari. Il ruolo di genitori, insegnanti, educatori e massmedia”). Pensavo che, data la preoccupante attualità del tema, potrebbe essere affrontato in questa rubrica. Nei miei corsi mi capita di far vedere qualche spezzone di “Male di miele”…
    Buon lavoro!

    Rispondi
  • Letizia 3 anni fa

    Buongiorno Antonella,
    prima di tutto mi scuso per il ritardo nel darle una risposta ma purtroppo difficoltà di collegamento mi hanno portato a rispondere solo ora.

    Mi piace molto la sua proposta e cercherò – al meglio – di farne tesoro.
    L’argomento dei Disturbi del Comportamento Alimentare, come credo lei sappia, è estremamente complesso ma al tempo stesso intrigante.
    La cinematografia ne ha trattato poco e a volte, secondo il mio parere, in modo sfocato o forte o deviante pertanto sarà mio impegno trovare un modo semplice ma scientificamente corretto di darle un supporto.
    Rimango a disposizione per qualsiasi altro suggerimento e/o contributo vorrà dare

    Le auguro buon lavoro e… buona “visione”… di giornata!
    Letizia Saturni

    Rispondi

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