Scena sulle relazioni: Cosa regalo a Natale

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Di Virginio De Maio

L’altro giorno ho litigato con mia moglie e confesso di non essere di ferro e neppure un Santo. Nonostante le centinaia di corsi frequentati (davvero), a volte, ma molto di rado, perdo le staffe.

Come tutte le mattine accompagno mia figlia all’asilo, quasi sempre in ritardo, ma l’altro giorno eravamo particolarmente in ritardo. Stavamo per uscire dalla porta, quando Anna (mia figlia) si accorge di non aver indossato i guanti: “Oh my God!”.

Devi sapere che quando mia figlia (forse anche la tua) decide che deve indossare qualcosa, non c’è tsunami che tenga, può anche crollare mezza casa, ma lei è irremovibile. A questo punto ci mettiamo alla ricerca dei guanti, ma in giro per casa tra le decine di “cose” sparse dappertutto i guanti non si trovano.

Ma come, non erano al loro posto? Magari sì, ma con due marmocchi in giro per casa è difficile ritrovare le cose, soprattutto di prima mattina, con l’orologio che incalza e senza la scientifica a darti una mano.

A questo punto, per la centesima volta ho fatto notare a mia moglie che in casa c’era troppo disordine, e puoi immaginare dove mi ha invitato ad andare.

Dal suo punto di vista: “Mi faccio in quattro tutto il giorno per tenere in ordine, e mio marito mi ripete continuamente che c’è disordine, questa è mancanza di rispetto”

Dal mio punto di vista: “C’è talmente tanta roba in casa, che quando cerchi qualcosa non è semplice trovarla. Il problema non è il disordine, ma troppe cose (superflue) da sistemare”

Beh, in negoziazione, gli studiosi di Harvard direbbero che gli interessi sono assolutamente compatibili per trovare una soluzione, e in effetti è così. Con mia moglie posso litigare quanto voglio, ma l’armonia torna presto perché comprendere, chiarire e chiedere scusa sono capisaldi della nostra famiglia.

Ma non è questo il punto. La vera domanda è: Chi  è il vero responsabile del ritardo di Anna all’asilo?

  1. il marketing
  2. noi che lasciamo vincere il marketing

Forse ti chiederai il perché. E’ semplice.

Come ci sono arrivate tutte quelle “cose” in casa mia? Grazie (a causa) del marketing, ma soprattutto perché noi non facciamo nulla per evitarlo. Nel film “La guerra dei papà”, due uomini si contendono l’approvazione della figlia (per l’uno naturale e per l’altro adottiva) e, travisando il desiderio della piccola, entrambi vanno a caccia di un piccolo orsetto parlante. Uno di loro arriva addirittura a svuotare i negozi di giochi per evitare che l’altro possa comprare lo stesso pupazzo.

Infine, per una serie di sfortunati eventi, dovranno riunirsi la sera di Natale e regalare quel giocattolo come dono da parte di entrambi. Scopriranno che l’unica cosa che la figlia aveva chiesto a Babbo Natale era l’armonia e nient’altro. Insomma, l’universo ti dà sempre quello che cerchi, magari attraverso strade che non approvi o non riesci a comprendere, ma comunque ti accontenta sempre. La bimba ottiene quello che vuole e i due papà si ritrovano ad aver fatto felice la piccola senza saperlo.

Ma soprattutto prendo in prestito questa metafora per chiedermi:

Cosa vogliono davvero i nostri figli? Qual è il regalo più grande che posso donare loro?

Un oggetto, una cosa, oppure un’esperienza?

Io non so quale sia la verità, ma conosco la “mia verità”. Ogni giorno il marketing crea aspettative, e se non sei davvero centrato su quello che conta in questa esperienza terrena, il rischio è quello di ritrovarti pieno di “cose” e perdere di vista quelle importanti per te in quel momento, come i guanti di Anna.

Come abbiamo riempito la casa di oggetti?

Forse, più che noi, lo ha fatto l’ambiente che ci circonda. Amici, parenti, nonni, zii, in assoluta buona fede, con un’intenzione positiva, credono che donare “cose” sia meglio che non donarle. Eppure vi assicuro che per la crescita dei bambini è molto meglio un’esperienza che un gioco: una passeggiata, una visita al parco, una pattinata sul ghiaccio, un cinema, una visita in biblioteca…

“Spendere tempo con i figli è più importante di spendere soldi per i figli”
(Douglas William)

Ma siamo noi a dover imporre queste abitudini; invece l’80% delle volte cosa accade?

Forse avrai visto qualche video sconvolgente del “Black Friday” americano (guarda questo).

Quando accadono queste cose, la causa è da ricercare in una sola fonte che si chiama “bassa autostima”. Il marketing si nutre della bassa autostima, e quando le persone non bastano a se stesse, hanno bisogno di “cose” per darsi un valore. Forse né io, né tu, ci faremmo mai ammazzare per comprare un televisore a 10 dollari, ma non indignarti troppo perché il marketing sa come fregarci, un “oggetto” alla volta. Senza scoop, senza super sconti e proclami eclatanti. Ma un singolo oggetto alla volta.

Allora cosa fare?  

  1. ripetere continuamente ai propri figli che la TV dice un sacco di bugie
  2. svegliarsi e portare la propria consapevolezza ad un altro livello

Cosa regalo a Natale? Esperienze:

  • un week end
  • una cena
  • un cinema
  • un massaggio
  • un corso di formazione
  • un concerto

C’è solo un oggetto che regalo e si chiama “libro”: lo vedo bene ovunque, perché il libro è mille esperienze insieme. E poi, naturalmente, ai miei amici regalo l’iscrizione a “Il Cinema Insegna”, che è potente come mille corsi di formazione messi insieme. Un’esperienza trasformazionale da gustarsi durante tutto l’anno.

Ecco il nostro albero, fatto con i libri, che sono le radici, il tronco, i rami e le foglie della nostra vita.

albero-di-natale-libri

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P.S.: se vuoi approfittare di questi ultimi giorni per accedere all’area riservata trovi le nostre promozioni qui:

https://www.ilcinemainsegna.it/iscrizione

P.P.S.: stiamo ancora cercando i guanti di Anna

“…se caso mai non vi rivedessi…

buon pomeriggio, buona sera e buona notte!”…

(The Truman Show)

Virginio

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La guerra dei papàLa guerra dei papà“, Un film di Alex Zamm. con Larry the Cable Guy, Brian Stepanek, Santino Marella – Titolo originale “Jingle All the Way 2”. USA, 2014

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1 commento

  • Dario Tomasella 1 anno fa

    L’urgente distrae dall’importante.

    Rispondi

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